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La marcia dei pinguini
Un film di Luc Jacquet.
Titolo originale La marche de l'empereur.
Documentario,
durata 80 min.
- USA, Francia 2005.
uscita venerdì 18 novembre 2005.
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![]() Sospeso nel silenzio visivo e sonoro del Mare Antartico, il film segue l'annuale avventura dei pinguini e della Natura
Davide Morena
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Toccante e commovente la lotta per la vita del pinguino imperatore. Una lotta in cui l'elemento determinante perché a vincere sia la vita - e non l'inverno, spietato avversario – è l'amore. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 0 |
David di Donatello 0 1 |
L'umanità dei pinguini
mercoledì 1 marzo 2006
di Ele
Per quanto ai più giovani potrebbe sembrare un noioso documentario sui pinguini, è un film che dovrebbe essere visto da tutti, grandi e piccini, giovani e meno giovani, per le sensazioni che lascia, un misto di tristezza e tenerezza, da cui si può avere solo da imparare. La dura lotta che questi fragili ma assennati animali, che sembrerebbero più "umani" degli Umani stessi, la scelta del compagno cui la femmina affiderà il grande compito di prendersi cura del proprio loro piccolo, la disperazione continua » |
Gli uccelli dell'antartico
martedì 7 agosto 2007
di Cineofilo92
Documentario particolarissimo e particolareggiato, traboccante di notizie scientifice presentate in chiave ora ironica (merito di Fiorello), ora filosofiche, ora poetiche, e no si risparmia neppure momenti strappalacrime. Quando in un documentario quello che è più forte è il coinvolgimento emotivo anczichè la scoperta, il documentario è un film vero e proprio, non un filmato amatoriale. A guardare La marcia dei pinguini non si può fare a meno di perdersi con lo sguardo tra i ghiacci polari e crollare continua » |
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DVD | La marcia dei pinguiniUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 15 marzo 2006
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SOUNDTRACK | La marcia dei pinguini
La colonna sonora del film
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di Claudia Mangano Il Mucchio
Impossibile non emozionarsi di fronte a questa storia, scritta millenni or sono da uno sceneggiatore ignoto e oggi documentata dal biologo e regista francese Luc Jaquet. Protagonisti il pinguino imperatore, o meglio tutti i suoi 400.000 esemplari, e lo straordinario viaggio che questi animali compiono da nord verso sud, “fiutando” i campi magnetici sulla rotta dell’istinto. In un continente inospitale come l’Antartico, esiste un solo luogo abbastanza protetto da poter garantire la loro riproduzione: l’oamok, un’area situata nell’arcipelago di Pointe Géologie. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Preceduto dal tam tam del trionfo mondiale, ecco l' algido, affascinante documentario on the rocks girato dal regista biologo francese Luc Jacquet in Antartide, dove quando fa caldo è 40 sotto zero. Tema? La riproduzione quasi in tempo reale dei pinguini imperatori. Intanto sono buffi, cascano, sciano. Ha ragione Fiorello, che li doppia con ironia, a parlare di crisi di identità. Ribaltano le convenzioni, giacché mentre le mamme vanno a far provvista di pesci, i papà covano l' uovo in equilibrio di falangi, penne e piedi. » |
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di Alberto Crespi L'Unità
Inutile usare giri di parole: La marcia dei pinguini è un capolavoro. Non è un documentario etnografico in stile National Geographic: è un vero e proprio film, con trama, personaggi, momenti di emozione, paura, divertimento. Ma è anche autentico: racconta il ciclo riproduttivo del pinguino imperatore senza aggiungere una virgola alla realtà. I pinguini imperatori conducono davvero la vita assurda che vedrete nel film: maschi e femmine, nella breve estate australe, si conoscono, si corteggiano, si accoppiano; ogni femmina depone un solo uovo e poi, mentre l’inverno incombe, se ne va. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Se è un disegno, sembra più dispettoso che intelligente. Per riprodursi, il pinguino imperatore marcia sulla banchisa polare venti giorni e venti notti. Nell’acqua guizza velocissimo, a terra arranca sulle zampette, o usa la pancia come slittino. In fila indiana, raggiunge il luogo adatto alla conservazione della specie, smantellando le riserve di grasso. I suoi gamberetti preferiti sono rimasti nella residenza estiva. D’inverno (che coincide con la nostra estate, siamo in Antartide, 66 gradi di latitudine sud) si digiuna: un paio di mesi le femmine, fino a quattro mesi i maschi. » |
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