| Titolo originale | Flickan som lekte med elden |
| Anno | 2009 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 129 minuti |
| Regia di | Daniel Alfredson |
| Attori | Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Georgi Staykov, Sofia Ledarp, Peter Andersson Lena Endre, Per Oscarsson, Annika Hallin, Jocob Ericksson, Yasmine Garbi, Johan Kylén, Paolo Roberto. |
| Uscita | venerdì 25 settembre 2009 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,25 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 gennaio 2017
Argomenti: Millennium
Alla vigilia della pubblicazione da parte della rivista Millennium di uno scoop sul mercato svedese del sesso, tre omicidi allarmano Mikael Blomkvist: sull'arma del delitto compaiono le impronte di Lisbeth. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office La ragazza che giocava con il fuoco ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 476 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Mikael Blomkvist è tornato alla guida della rivista Millennium ed è pronto a pubblicare un numero speciale sulla piaga del trafficking, la tratta delle donne dall'Est Europa per scopi di sfruttamento sessuale. Grazie al lavoro coraggioso di un giovane collaboratore e della sua compagna, sta per fare nomi e cognomi, senza badare alla posizione sociale dei malcapitati. Ma un triplice omicidio riscrive le sue priorità, poiché la principale sospettata altri non è che Lisbeth Salander, la donna che odia gli uomini che odiano le donne, la donna che Mikael, il seduttore, non si toglie dalla testa. Convinto della sua innocenza, Blomkvist cerca di arrivare a lei prima della polizia e di un terribile gigante biondo, che marca la linea di collegamento tra il male politico e il male privato, nascosto nel passato personale di Lisbeth.
Cambio alla regia per il secondo capitolo della trilogia tratta dal caso editoriale di Stieg Larsson: Daniel Alfredson soppianta Niels Arden Oplev nei titoli di testa de La ragazza che giocava con il fuoco. Il materiale non gli manca, dal grandguignol psicanalitico del conflitto letteralmente di sangue tra padre e figlia, alla tensione erotica dell'indagine parallela dei due protagonisti che riescono a non incontrarsi (di nuovo alla lettera) fino all'ultimo respiro, all'intreccio propriamente poliziesco, che sfrutta la vicinanza geografica col mitico ex impero sovietico e i suoi bui segreti. I lettori lo sanno bene, che la materia scritta in questione è cibo per golosi, peccato che gli autori della trasposizione cinematografica appaiano inappetenti o, quanto meno, ospiti ingenerosi.
Film e romanzo si umiliano a vicenda, per ragioni opposte. La ricchezza di contraddizioni che fa il bello della storia, investendo tanto i due protagonisti (lui, con le sue strane regole per amare; lei, sorta di autistica geniale) quanto l'intera Svezia, società fondamentalmente democratica che contiene però sacche profonde di fanatismo e razzismo, nel film viene inspiegabilmente normalizzata, data quasi per scontata o per accidentale: si punta all'accoglienza nel club del thriller e ci si dimentica della ricerca della verità (che pure è perno del lavoro di lui e dell'essere di lei).
Alfredson sembra lavorare con un minimo di presenza solo sul corpo della protagonista, continuando il lavoro di disumano "tiraggio" dello stesso ai suoi limiti estremi: la donna che ha trasformato col ferro (dei piercing) e col colore (dei tatuaggi) un corpo inverosimilmente infantile in una macchina d'assalto si ritrova qui a metterla alla prova come mai prima, sotto i colpi dei proiettili e di una pala terminale. Roba da cinema. Ci si domanda perché snaturarla così.
Il secondo episodio tratto dalla fortunata serie Millennium conferma (ed esaspera) le impressioni che aveva lasciato il primo. Prendete un intreccio ben congegnato, basato su una struttura classica arricchita da varie trame parallele che si intrecciano, ed eliminate tutte le connessioni logiche fra i vari blocchi: otterrete questa versione cinematografica, un confuso e pretenzioso affastellamento di [...] Vai alla recensione »
Gli uomini che odiano le donne sono ancora e sempre gli uomini che Lisbeth Salander odia più di ogni altra cosa al mondo. Lo ribadisce La ragazza che giocava con il fuoco, secondo capitolo della trilogia "Millennium", pubblicata e filmata postuma dopo la morte del sul autore, lo svedese Stieg Larsson. Distribuito dalla Bim, il film di Daniel Alfredson, che soppianta Niels Arden Oplev alla regia, esce il 25 settembre con oltre 250 copie.
Ed eccoci alla seconda puntata delle mirabolanti avventure di Lisbeth Salander, la hacker più geniale e perseguitata del pianeta. Esce il secondo film tratto dalla «trilogia di Millennium», i tre romanzi dello svedese Stieg Larsson: dopo Uomini che odiano le donne, tocca a La ragazza che giocava con il fuoco (il terzo, La regina dei castelli di carta, è previsto per la primavera del 2010).
Uomini che odiano le donne (2009)
La ragazza che giocava con il fuoco (2009)
La regina dei castelli di carta (2009)
Millennium - Uomini che odiano le donne (2011)
Millennium - Quello che non uccide (2018)