| Titolo originale | Untraceable |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Gregory Hoblit |
| Attori | Diane Lane, Billy Burke, Colin Hanks, Joseph Cross, Mary Beth Hurt, Peter Gray Lewis Tyrone Giordano, Perla Haney-Jardine, Tim de Zarn, Christopher Cousins, Jesse Ferguson, Trina Adams, Brynn Baron, John Breen, Dan Callahan. |
| Uscita | venerdì 1 agosto 2008 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,04 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 18 dicembre 2015
Un serial killer crea un sito irrintracciabile in cui mostra gli omicidi delle sue vittime, invitando gli utenti a scommettere sull'orario della loro morte. In Italia al Box Office Nella rete del serial killer ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 231 mila euro e 64,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Una gattina viene uccisa in diretta sul web. Il sito da cui provengono le immagini si chiama Killwithme. Il Dipartimento di Polizia di Portland, nell'Oregon, ha una sezione dedicata ai crimini commessi in rete e ad occuparsi del caso sono l'agente Jennifer Marsh e il collega Griffin Dowd. Jennifer ha una figlia che vive con lei insieme alla madre. La sua vita familiare finisce però inevitabilmente con l'intrecciarsi con il suo lavoro. Anche perché il killer mediatico passa dagli animali agli uomini e mette in atto un gioco estremamente perverso: più collegamenti ci saranno al suo sito e più velocemente le sue vittime, che provvede a torturare in diretta, andranno incontro alla morte. Il tempo ovviamente stringe anche perché il sito non è riconducibile al suo titolare; è cioè (come vuole il titolo originale) 'untraceable'.
Ci risiamo, potrebbe pensare a buon diritto qualcuno. L'ennesimo clone di Saw è arrivato. È così ma solo in parte. Perché se da un lato il killer on line non ci risparmia scene truculente, la sceneggiatura si trova a dover fare i conti con la presenza della Lane. Ecco allora che bisogna descriverne la vita privata, consentirle di risistemarsi la capigliatura prima di entrare in ufficio, offrirle dialoghi e scene perdendo quindi la concentrazione perversa che sapeva mantenere al suo esordio.
Il 'vorrei ma non posso' diventa qui la regola finendo con il perdere di vista i possibili target. Chi cerca la detection classica vorrebbe gli fossero risparmiate le scene sopra le righe. Chi desidera solo quelle si annoierà mortalmente nelle pause di riflessione mentre la pretesa falsomoralistica di metterci sull'avviso sui pericoli provenienti dalla rete rivela la propria strumentalità proprio nelle scene più voyeuristiche.
Tutto ciò senza dimenticare che è poi il motore della narrazione a non funzionare. Perché se possiamo anche accettare l'idea che il sito non sia identificabile ci riesce difficile pensare che il suddetto Dipartimento non sia almeno in grado di bloccare gli accessi rendendo così vana la strategia messa in atto dallo psicopatico torturatore. Quindi, crollando la premessa, finisce con il vanificarsi anche il resto.
Hoblit, con Schegge di paura, arrivò alla nomination all'Oscar. Qui di paura c'è solo quella che altri cloni 'enigmistici' siano in arrivo. Come se non bastasse l'originale.
Una sezione dell'FBI indaga sui crimini che si compiono e si diffondono via internet. Il nuovo caso è quello di uno psicopatico che uccide le sue vittime in diretta e la velocità della morte dipende dal numero di visualizzazioni che il sito riesce ad ottenere. Thriller con Diane Lane che cerca di portare con se anche un messaggio e cioè attenzione a ciò che gira su internet ma soprattutto attenzione [...] Vai alla recensione »
Che veder fosse il crimine per eccellenza lo dichiarò in maniera incontrovertibile Luis Buñuel con il taglio dell'occhio che inaugurava il suo Un chien andalou. Il vedere è lo scandalo del cinema che non può fare altro che rivelare il mondo allo sguardo. L'insorgenza della spettacolarizzazione della violenza e di conseguenza della sua maggiore visibilità ha sempre accompagnato l'infrangersi degli equilibri estetici del cinema, in favore di nuove possibilità del dire.
Une équipe du FBI découvre qu'un site Internet propose des tortures et des meurtres réels, la rapidité de la mise à mort de la victime étant déterminée par le nombre de visiteurs du site. Une course contre la, montre s'engage entre la police et l'ingénieux et inventif criminel, responsable du site. A l'énonciation d'un tel postulat, il paraît facile de constater qu'Intraçable est un thriller contenant [...] Vai alla recensione »