Sonetàula

Film 2007 | Drammatico, 157 min.

Regia di Salvatore Mereu. Un film Da vedere 2007 con Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi, Serafino Spiggia, Giuseppe Cuccu. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2007, durata 157 minuti. Uscita cinema venerdì 7 marzo 2008 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,64 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Sonetàula ha dodici anni all'inizio della storia, venticinque al suo tragico epilogo. Servo-pastore nell'adolescenza, il padre al confino, cresce figlio di bosco, con le splendide figure del nonno e di zio Giobatta come guida. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Roma Fiction Fest, In Italia al Box Office Sonetàula ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 179 mila euro e 47,7 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,64/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,31
PUBBLICO 2,80
CONSIGLIATO SÌ
In una Sardegna arcaica un toccante romanzo di formazione affrontato dal regista con empatia ma senza patetismi.
Recensione di Nicola Falcinella
Recensione di Nicola Falcinella

Un ragazzino tanto magro che il suo corpo emette il rumore del legno: "sonetaula". Siamo nella Sardegna del 1938 e quello diventerà il soprannome di un ragazzino che cresce nei pascoli con il nonno e il gregge di pecore. Suo padre è stato mandato al confino per un delitto mai commesso.
Sonetaula è anche il titolo del bel film di Salvatore Mereu (l'interessante e diseguale Ballo a tre passi) che fa scelte estreme per raccontare una vicenda segnata fin dall'inizio. Il ragazzo cresciuto (il padre muore lontano e la madre si consuma di dolore) reagirà a un'ingiustizia e quasi senza accorgersene si ritroverà brigante nascosto sulla montagna, costretto a rinunciare a tutto, compreso l'amore per Maddalena. Poi la vendetta, la tragedia inevitabile, come se il destino di chi nasce in certi luoghi fosse già segnato in partenza.
Una storia forte, un romanzo di formazione, che il regista tratta con empatia ma senza patetismi, forte ovviamente della lezione di De Seta ma anche del Francesco Rosi di Salvatore Giuliano. Attori non professionisti - ma c'è il Giuseppe Cuccu di Banditi a Orgosolo e il padre ha il volto dolce e duro del serbo Lazar Ristovski (Underground) -, facce che restano nella mente e nel cuore, niente musica se non un coro di donne nel corso di una cerimonia religiosa, dialoghi in sardo e due ore e mezzo di durata che trascorrono più veloci che con molte pellicole dei canonici 90 minuti.

Sei d'accordo con Nicola Falcinella?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

2° film del sardo Mereu, da un romanzo - scritto nel 1962 e ripubblicato in versione più leggera nel 2000 - del conterraneo Giuseppe Fiori, parlato nei dialetti logudorese e campidanese (nord-ovest e sud dell'isola) e sottotitolato in italiano. Girato in 20 mesi con 4 operatori diversi in continuità cronologica. Azione: dal 1938 ai primi anni '50. Privato del padre, ingiustamente carcerato, Zuanne, detto Sonetàula (il rumore del legno che scricchiola), 13enne pastore del Nuorese diventa, quasi senza rendersene conto, un bandito ricercato dai carabinieri che, mitra in mano, sgozza pecore, briganti, militari dell'ordine con la stessa rapida, fredda determinazione senza ottenere nulla di quel che voleva, né un amore né una vita vera. L'unico personaggio vincente della storia è Giuseppino, irriso dall'amico Zuanne, perché ha scelto la strada della normalità, ossia una vita ordinaria, un impiego, una moglie, un figlio da crescere. Troppo "diverso" per trovare un pubblico, è un film sotto il segno di una scabra asciuttezza. Distribuito da Lucky Red.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Lee Marshall
Condé Nast Traveller

Occupati con il tira e molla patriottico su Caos calmo, molti hanno perso un altro film di straordinaria bellezza: Sonetàula, del sardo Salvatore Mereu, proiettato nella sezione Panorama. In quasi tre ore di un'intensità folgorante, il film racconta la storia di Zuanne, conosciuto anche come Sonetàula, un giovane pastore che si trova solo quando il padre viene mandato al confino da Mussolini.

Boris Sollazzo
Liberazione

Sonetàula, un piccolo grande film. Il primo aggettivo può riferirsi ai mezzi e alla sua diffusione (una ventina di copie, anche se ben diffuse da Lucky Red), il secondo alla lunghezza (150 minuti e rotti) e al respiro di un racconto di struggente dolcezza e implacabile durezza. Tratto dal capolavoro di Giuseppe Fiori, biografo di Gramsci e Berlinguer, racconta di Zuanne (Francesco Falchetto, esordiente [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Domanda da dieci milioni di euro: ha più probabilità di essere visto e apprezzato un piccolo film con protagonisti semisconosciuti girato in dialetto sardo o un collage di sketch di Carlo Verdone? Aggiungiamo che escono entrambi oggi -il piccolo film in una trentina di copie, di cui solo 5-6 nelle cosiddette "città capozona" (le altre in Sardegna), mentre il film di Verdone approda a un record di 835 [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Dall'orizzonte, proprio dalla linea che unisce il cielo di Sardegna con la sua terra antica, s'avvicina un uomo ancora giovane. Lento, avanza fino a mostrarsi a figura intera. E sorride, sorride come mai lo abbiamo visto sorridere, mentre finisce Sonetàula (Italia, Francia e Belgio, 2008, 157'). Nella sua vita breve – ha 28 anni – non ne ha conosciuti molti, di motivi per sorridere.

Dario Zonta
L'Unità

Salvatore Mereu ci aveva molto colpito con il suo esordio, Ballo a tre passi, presentato a Venezia, lì vincitore della Settimana della critica, e poi del David di Donatello. Era un film a episodi, certo diseguale, ma a suo modo forte, soprattutto nel capitolo iniziale, così virato a uno sguardo etnologico su bambini sardi che s'affacciano per la prima volta al mare.

Salvatore Trapani
Il Giornale

È epico il film storico Sonetàula in dialetto sardo di Salvatore Mereu. Al giovane pastore Sonetàula (Francesco Falchetto), durante il Ventennio, viene confinato il padre accusato di omicidio e poi spedito in Libia a morire. Il ragazzo si chiude in un silenzio che ristagna in risentimento e dolore cronici. Per colpa anche di un irrequieto amore d'adolescente per una coetanea (Manuela Martelli), contesa [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Come dentro il brutale realismo di un cinedramma turco di 30 anni fa. In prima a Berlino, sezione Panorama, a 5 anni da Ballo a tre passi, che vinse la Settimana della Critica di Venezia, esce oggi nelle sale italiane, appena in tempo per concorrere ai David di Donatello,Sonetàula, che vuol dire «rumore di legna», opera seconda del regista sardo Salvatore Mereu.

Mario Sesti
Film TV

C'è la Sardegna di Banditi a Orgosolo (gli strapiombi, i cavalli e anche un attore: Serafino Spiggia) e quella di Padre Padrone (la solitudine e l'angoscia dell'infanzia), ci sono le facce e il pudore dei sentimenti di Olmi (soprattutto negli occhi di un'attrice incantevole: la cilena Manuela Martelli) e il guardia e ladri meccanico e rassegnato di Salvatore Giuliano con i carabinieri che corrono e [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Vecchiomondo. Sardegna profonda (montagne del nuorese), preistoria immobile, pecore, faide, carestia, terricola vigilia di guerra e luminoso dopoguerra affollato di sorprese: luce elettrica, cinema, banditismo. Al 13enne Zuanne vengono sottratte adolescenza, possibilità di riscatto e amore da una falsa accusa di cui è vittima il padre e dalla rassegnazione alla pastorizia che incombe sui vecchi di [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Ciak

Figlio del bosco, con le ossa che ancora fanno sonetaula (il rumore della legna che scricchiola), Zuanne Malune (Francesco Falchetto) cresce con il nonno e lo zio come un fuscello al vento, nella Sardegna di fine anni Trenta. Si lascerà alle spalle l'età dell'innocenza "'sgarrettando"' il gregge di un provocatore, ignorando la chiamata dei carabinieri e abbandonandosi alla vita randagia del bandito [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Si entra in un film rigoroso e spesso parlato esclusivamente in dialetto logudurese e aperto alle immagini ariose della campagna sarda, per ricevere la storia di un ragazzo disperato d'amore e di solitudine, dal romanzo di Giuseppe Fiori, che Mereu, al secondo lungometraggio dopo il buon esordio di «Ballo a tre passi», sente come una rituale espiazione in una regione remota degli anni '40.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Se fu dura per Luchino Visconti realizzare, in clima neorealista, un film senza attori professionisti, lungo due ore e mezza, parlato in dialetto siciliano (La terra trema), figurarsi che cosa può significare, oggi, ritentare un'operazione del genere. Ci ha provato Salvatore Mereu, alla seconda regia dopo Ballo a tre passi, adattando il romanzo Sonetaula di Giuseppe Fiori (appena ripubblicato da Einaudi), [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attore miniserie
Roma Fiction Fest
2008
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