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Banditi a Orgosolo
Un film di Vittorio De Seta.
Con Michele Cossu, Peppeddu Cuccu, Vittorina Pisano
Drammatico,
b/n
durata 98 min.
- Italia 1961.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Nastri d'Argento 1 0 |
L'affresco di un mondo...
domenica 4 dicembre 2005
di Michele
"Banditi a Orgosolo" per diversi aspetti è un "ladri di biciclette" sardo. Entrambi i protagonisti sudano e s'indebitano per ottenere i mezzi (da un lato il gregge e dall'altro la bicicletta) per un lavoro onesto, si scontrano con una malavita che per loro sarà la rovina, lottano fino all'ultimo per non ricadere nel baratro dell'estrema povertà, sono accompagnati da un bambino che comprende e patisce la triste situazione, diventano anch'essi ladri per disperazione. De Seta è bravissimo nel rappresentare continua » |
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DVD | Banditi a OrgosoloUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 gennaio 2005
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di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Debbo confessare lealmente che non sono in grado di giudicare con la necessaria equità / sogni muoiono all’alba di Indro Montanelli. Perché ho commesso lo sbaglio di andarci nello stesso pomeriggio, immediatamente dopo aver rivisto Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta, e questo mi ha messo in una condizione di pregiudiziale incompatibilità. Quando si esce da quel mondo in cui tutto è semplice e vero, in cui uomini e paesaggi si presentano nella poetica luce di una natura perenne, in cui casi e sentimenti essenziali si concatenano con la stessa misteriosa impassibilità del destino, non è più possibile entrare nell’altro, nel mondo artificiale e un poco stantio della virtuosità verbale e della convenzione scenica. » |
di Gian Piero dell'Acqua
Coinvolto in uno scontro fra banditi e polizia, un pastore fugge con le proprie pecore verso luoghi impervi della Sardegna. Le bestie muoiono, e per ovviare alla sua situazione disperata l’uomo aggredisce un altro pastore, che gli promette vendetta: così, primitivamente, continua a crescere la malapianta del banditismo sardo. Su un problema di sottosviluppo fra i più scottanti e d’attualità in Italia, un intelligente e convincente “saggio”di De Seta, già eccellente documentarista, e qui abile nel conciliare esigenze narrative con una struttura ancora, per gran parte, di tipo documentario. » |
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