| Anno | 2007 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia, USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Pupi Avati |
| Attori | Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young, Treat Williams, Yvonne Sciò, Peter Soderberg Giovanni Lombardo Radice, Angela Pagano, Sydne Rome, Angela Goodwin, Paola Lavini. |
| Uscita | venerdì 16 novembre 2007 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,80 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 settembre 2015
Dopo 15 anni in una clinica psichiatrica, una donna avvia un ristorante italiano che scoprirà essere stato teatro di feroci trapassi. In Italia al Box Office Il nascondiglio ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo una malattia mentale, che l'ha costretta quindici anni in una clinica psichiatrica, una donna di origine italiana recupera la lucidità e la voglia di ricominciare a Davenport, una cittadina tranquilla nello Stato dello Iowa. Decisa ad avviare un ristorante italiano, affitta il piano terra di Snakes Hall, tetro e cupo edificio in cima a un colle. Costruita all'inizio del Novecento da un imprenditore farmaceutico e successivamente trasformata in un gerotrofio, Snakes Hall sembra nascondere dietro le pareti un terribile segreto. La donna, svegliata ogni notte da una voce querula, decide di indagare. Scoprirà molto presto che la casa è stata teatro di crudeli trapassi.
Il temario avatiano delle produzioni recenti ci aveva abituati a rievocazioni generazionalmente autobiografiche e nostalgiche (Il cuore altrove, La seconda notte di nozze), a vivaci e sottili quadri di conflittualità familiare (La cena per farli conoscere, Ma quando arrivano le ragazze) o ancora a sagaci sguardi sociologici sul presente (La rivincita di Natale).
Girando Il nascondiglio, Pupi Avati torna a compiere un'incursione nel genere praticato all'inizio della carriera con Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas, esordi che avevano sorpreso il cinema italiano e la critica degli anni '60 con storie, ambientazioni e modalità narrative inedite. Erano gli anni folli dell'horror e della sperimentazione a tutto campo, dove la Avati Factory (Antonio e Pupi) affinava il proprio metodo di lavoro, culminante nel riconoscimento internazionale attribuito a La casa dalle finestre che ridono. Lontano dalla piattezza della pianura padana e dal profilo alto dell'Appennino tosco-emiliano, Avati cerca (e non è certo la prima volta) nel Midwest americano la dimora "ideale" per la sua protagonista e per il suo racconto straordinario. Davenport è una cittadina tranquilla e solare dell'Iwoa che diventa improvvisamente scenario di orribili delitti e perversioni, un luogo ideale da alterare e allucinare.
Come il giovane seminarista dell'Arcano incantatore, il personaggio interpretato da Laura Morante si "confina" nell'isolamento di una casa in collina per sfuggire a un passato traumatico. L'intento dell'autore è quello di spaventare il pubblico che accompagna la ricerca della Morante alla Snakes Hall, percorrendo scale e corridoi dell'edificio con la pila che muove un fascio luminoso sulle linee e le forme del décor di un ambiente ricostruito a Cinecittà. Dentro una casa che contiene, nasconde e "genera" personaggi, si muove a occhi aperti la macchina da presa di Avati, determinando uno spazio fisico e mentale unitario, delimitando lo stato d'animo e il sentimento della sua protagonista, facendo esplodere l'isteria e l'abituale maschera della Morante.
Il nascondiglio è un film girato, montato e recitato "dal vivo", aperto a ogni intrusione dell'inatteso (Avati ha fatto girare due diversi finali alla Morante), senza rinunciare mai al rigore formale e senza abbandonarsi all'indifferenza a cui molto spesso conduce il mestiere. La grande casa "di campagna" di Avati non ospita atmosfere festose, esplosioni di gioia, di sessualità e tenerezza (Storia di ragazzi e di ragazze), l'energia narrativa questa volta si esprime con voce orrorifica e si libera nel pianto, nel sangue e nel rancore. Siete avvertiti.
Pupi Avati, ritorna dopo anni sul luogo del delitto, portando al grande schermo un film assolutamente godibile dall'inizio alla fine. La protagonista, intenta ad aprire un ristorante italiano nello Iowa, dopo essere stata dimessa da un ospedale psichiatrico in cui si era fatta curare dopo il suicidio del marito, si ritrova suo malgrado coinvolta in una storia poco chiara, avvenuta molti anni [...] Vai alla recensione »
Avati torna alle origini, anche se le finestre della sua casa non ridono più. Va detto, con onestà, che neanche piangono come quelle delle case di tanti altri maestri dell'horror sempre più vittime della grandezza del loro passato e della pochezza del loro presente. Pupi, tra i più prolifici registi del nostro cinema, per Il nascondiglio recupera le atmosfere "da paura" che avevano contraddistinto [...] Vai alla recensione »