| Titolo originale | Shortbus |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | John Cameron Mitchell |
| Attori | Lee Sook-Yin, Paul Dawson, Lindsay Beamish, PJ DeBoy, Raphael Barker, Jay Brannan Peter Stickles, Justin Bond. |
| Uscita | venerdì 24 novembre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,00 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 giugno 2020
John Cameron Mitchell continua a indagare tra le relazioni interpersonali e le identità sessuali. In Italia al Box Office Shortbus - Dove tutto è permesso ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 597 mila euro e 154 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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La Statua della Libertà. New York. All'interno dei molti grattacieli prendono corpo storie di vita quotidiana. Una terapista sessuale non è mai riuscita ad avere un orgasmo. Una giovane coppia di ragazzi omosessuali vuole allargare la propria vita sessuale, intraprendendo un menage a trois. Una ragazza non riesce ad avere rapporti interpersonali e si prostituisce con clienti masochisti che disprezza. Tutta questa umanità s'incontra allo Shortbus, colorato locale notturno underground dove tutto è permesso, dove è possibile trovar rifugio senza sentirsi diversi.
È la nuova, sfrontata e polemica, pellicola di James Cameron Mitchell, animatore della scena gay newyorchese, enfant prodige proveniente dal teatro e già fattosi notare al cinema con il sagace Hedwig - La diva con qualcosa in più. C'è molto sesso esplicito ma, il tocco leggero e il grande dono dell'ironia, permettono al regista di non cadere mai nella volgarità, anzi di riuscire a commuovere e renderci partecipi anche di un mondo che può apparire davvero lontano. Mitchell, che ha dalla sua anche una grande sapienza visiva e una fresca inventiva, osserva l'uomo e la donna contemporanei. Lo fa attraverso l'angolazione del sesso. Ma davvero potrebbe essere qualcos'altro. Quest'umanità post 11 settembre è malinconica, triste, sembra essere spaesata in un mondo che non riesce più a riconoscere. Ecco allora che New York, ridisegnata al computer e propostaci in maniera davvero entusiasmante attraverso pennellate di tempera e luci che si accendono e si spengono, rimane al buio: black out completo. Coadiuvato da un cast eccezionale, praticamente esordiente, e da una festante colonna sonora, Mitchell firma un'opera piacevole. Che niente ha a che fare con la pornografia, troppo spesso tirata in ballo per questo film.
Auto-fellatio o selfsucking. A me viene subito in mente Ron Jeremy, detto uomo baobab ma anche Giullare. Auto-fellatio e quindi solitudine a prescindere con la variante, nell'apice, di un cum swapping. Auto-swapparsi. Se qualcuno in questo momento sta davvero leggendo quanto sto scrivendo e se questo qualcuno si sta chiedendo di che diavolo sto parlando, be', la domanda è legittima. Vai alla recensione »
Per la cronaca, Shortbus è stato il film-scandalo all'ultimo festival di Cannes. Molto spesso gli scandali annunciati (dai film di Paul Verhoeven a quelli di Larry Clark, da Blair Witch Project a Melissa P.) puzzano di furbatina preparata a tavolino. Al contrario, il maggior pregio di questo film è che gronda onestà da ogni fotogramma. Certo, ci sono sesso esplicito, membri esibiti, tanta omosessualità [...] Vai alla recensione »