| Titolo originale | Alias |
| Anno | 2001 |
| Genere | Azione |
| Produzione | USA |
| Durata | 42 minuti |
| Regia di | J.J. Abrams, Ken Olin, Mikael Salomon, Harry Winer |
| Attori | Jennifer Garner, Ron Rifkin, Carl Lumbly, Kevin Weisman, Victor Garber, Michael Vartan Greg Grunberg, David Anders, Merrin Dungey, Bradley Cooper, Mia Maestro, Lena Olin, Melissa George. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 luglio 2017
J. J. Abrams anticipa i temi di Lost, tra spionaggio e fantascienza La serie ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, La serie è stato premiato a AFI Awards,
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CONSIGLIATO N.D.
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Senza Alias, quasi certamente, non avremmo avuto Jennifer Garner. E senza Jennifer Garner, così motivata e in parte in quel ruolo, forse per J.J.Abrams non sarebbe stato cosi scontato dirigere e gestire un progetto come quello di Lost, varato a soli tre anni di distanza.
Andata in onda dal 2001 al 2006, per 5 stagioni e un totale complessivo di 105 episodi, Alias è storicamente la prima scommessa (vinta) dal regista di Super 8 e Star Trek, allora 35enne: un successo di pubblico ma anche di critica, con 4 Emmy vinti, due dei quali per la regia dell'episodio pilota, altrettante nomination ai Golden Globe, agli Screen Actors Guild Award e ai People's Choice Awards.
Cuore di un simile trionfo, appunto, Jennifer Garner. Che, conquistato quasi da perfetta sconosciuta il ruolo della protagonista Sydney Bristow, se l'è portato addosso con tanta convinzione da meritarsi un Golden Globe per l'interpretazione, la regia di un episodio della quarta stagione, omaggi e parodie del suo iconico personaggio (la più famosa, quella de I Simpson) e un cachet lievitato dai 45.000 dollari a episodio della prima stagione ai 150.000 dell'ultima.
Garner, in una parola, è Alias. Nella serie, un fanta-spionaggio con derive esoteriche, l'attrice interpreta una studentessa universitaria circondata dall'affetto del fidanzato Danny e dell'amico Will Tippin (un quasi esordiente Bradley Cooper), con un difficile rapporto con il padre Jack (Victor Garber) e un lavoro singolare: è una spia della SD-6, un'associazione governativa che opera per conto della CIA. Peccato che molto presto, e nel corso della prima stagione, Sydney debba scoprire che non è l'unica a fare il doppio gioco: la SD-6 non è un'agenzia che lavora per la CIA ma una setta devota a un'antica profezia, il suo capo non è esattamente un buon samaritano e suo padre, in tutta questa storia, è forse la persona migliore con cui avere a che fare.
Pur privo della profondità psicologica che sarà la cifra distintiva delle serie tv degli anni successivi, Alias inchioda allo schermo per la capacità di Abrams di stupire con colpi di scena e cliffhanger ben architettati, arricchendo la tradizione della spy story, tutta gadget, travestimenti e doppie identità, con l'equipaggiamento mistico-rinascimentale di enigmi, codici, antichi libri e profezie che tanta fortuna avrebbe avuto, proprio in quegli anni, nella saga de Il Codice Da Vinci. Godibile il cast di attori, tra cui gli ottimi Michael Vartan, Mia Maestro e Lena Olin, con qualche gradita incursione di fan della serie, come Christian Slater, Ethan Hawke, Roger Moore, Ricky Gervais e Quentin Tarantino.
La quinta stagione della serie
La serietà degli interpreti, la loro umoralità, i capovolgimenti situazionali (spesso imprevedibili), il ritmo dell'azione ti catturano e ti fanno dimenticare la mediocrità e le emozioni banali!! Il mondo intero diviene il teatro in cui invidie, passioni debordanti, attimi mortali, rapprresentano un sismografo spietato e ricco di colpi di scena che gli attori gestiscono con [...] Vai alla recensione »