Vai e vivrai

Film 2005 | Drammatico +16 153 min.

Titolo originaleVa, vis et deviens
Anno2005
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Israele
Durata153 minuti
Regia diRadu Mihaileanu
AttoriYaël Abecassis, Roschdy Zem, Moshe Agazai, Sirak M. Sabahat, Moshe Abebe .
Uscitavenerdì 4 novembre 2005
TagDa vedere 2005
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,11 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Radu Mihaileanu. Un film Da vedere 2005 con Yaël Abecassis, Roschdy Zem, Moshe Agazai, Sirak M. Sabahat, Moshe Abebe. Titolo originale: Va, vis et deviens. Genere Drammatico - Francia, Israele, 2005, durata 153 minuti. Uscita cinema venerdì 4 novembre 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,11 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un altro film 'importante' del regista di 'Train de vie'. Un'opera sul bisogno di appartenenza che sa andare oltre la contingenza storica che racconta. In Italia al Box Office Vai e vivrai ha incassato 423 mila euro .

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Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO SÌ
Un altro film 'importante' del regista di 'Train de vie'.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

1984. Centinaia di migliaia di Africani trovano rifugio nei campi profughi in Sudan. Gli Israeliani, con l`aiuto degli Americani, portano in salvo gli etiopi di origine ebrea, i Falasha. Un bambino viene salvato dalla madre che lo fa salire su un convoglio facendolo passare per ebreo. Verra' adottato da una famiglia israeliana e crescera` con il desiderio di rivedere la madre misto al conflitto interiore dato dalla consapevolezza della non appartenenza. Un film dal soggetto apparentemente complesso quello del regista di quel piccolo gioiello che e` stato "Train de vie". Capace pero` di toccare ancora una volta il cuore degli spettatori grazie all`estrema partecipazione che mostra nei confronti dei due piani della narrazione. Sul versante sociale Mihailehanu e` impietoso nei confronti degli israeliani piu` retrivi che nascondono la loro xenofobia dietro 'l`uso distorto della parola divina. Sul piano piu` privato mostra una grande delicatezza nel descrivere la crescita di un ragazzo adottato desideroso, al contempo, di integrarsi ma anche di ritrovare la propria madre. Quella madre che lo aveva fatto partire assegnandogli un mandato: "Va'e diventa". Come spesso accade nei festival ci si chiede perche` questo film non sia in Concorso. Mistero.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel 1984 avviene l'operazione Mosè, iniziativa congiunta tra Israele e USA che porta dall'Etiopia in Terra Santa, attraverso il Sudan, migliaia di ebrei etiopi, opinabili discendenti del re Salomone e della regina di Saba, detti falascià ("emigrati, esiliati"). Scritto dal regista rumeno ( Train de vie ) da un suo romanzo, insieme con Alain-Michel Blanc, racconta le peripezie di un piccolo etiope cristiano che, per sottrarlo alla carestia e al regime filosovietico di Menghistu, la madre affida a un'altra donna, ebrea, il cui figlio è morto da poche ore. A lui, ribattezzato Schlomo, la donna straziata dice: "Va', vivi e diventa!". In Israele, in quanto ebreo benché di pelle nera, gli si riconosce il diritto di vivere, crescere e diventare uomo. Per farlo, però, deve mentire, obbedire alla legge dell'appartenenza, lottare con coraggio contro la solitudine e la diversità, sia pure aiutato dall'affetto di una francese che lo adotta e da due figure paterne che gli insegnano "a essere sé stesso, prima ancora che falascià o cristiano" (R. Escobar). Si rivede con piacere l'attrice israeliana Abecassis, cara al regista Gitai, una delle donne più affascinanti passate sugli schermi dei primi anni 2000.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 26 maggio 2014
Manganini

Bellissimo film, e vi dirò perchè. Una storia atipica, in una tribù in cerca di un'identità, inizia la storia di un ragazzino etiope cristiano, la cui  madre lo induce a cogliere un'opportunità, quella di vivere. Madre e figlio cristiani rimasti senza famiglia, si trovano in un campo profughi di un etnia etiope di fede ebraica che vuole con la collaborazione [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Rita Celi
La Repubblica

Dopo la commovente e straordinaria fuga di una comunità ebraica sul finto treno di deportati, Radu Mihaileanu torna a raccontare un nuovo viaggio, dall'Africa in Israele, e una nuova menzogna. Il protagonista anche questa volta si chiama Schlomo, come il pazzo del villaggio in Train de vie, ma nel nuovo film, Vai e vivrai è un bambino ospite di un campo profughi del Sudan dove nel 1984 migliaia di [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«Va, vivi e diventa...», dice un’etiope (Messe Shibru Sivan) al figlio (Moshe Agazai). Poi lo allontana da sé, senza terminar la frase. Il suo accorato “diventa” va inteso dunque in senso assoluto, intransitivo. E un po’ come se al bambino — che presto riceverà un nuovo nome ebraico, Schlomo sua madre dicesse: fa dite stesso quell’uomo, e anzi quel singolo che hai diritto d’essere.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Storia di un bambino senza patria, di Israele, degli ebrei etiopi Falasha. Nel 1984, un’azione israelo-americana chiamata Operazione Mose portò in Israele, dai campi profughi del Sudan, migliaia di Falasha. Tanti morirono: su 8000 ne arrivarono 4000, gli altri furono uccisi dalla fame, dalla sete, dallo sfinimento, dalle torture, dagli omicidi. Questa è la premessa storica che Vai e vivrai di Radu [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

In Train de vie, degli ebrei, ai tempi dell’Olocausto, si fingevano deportati custoditi da militari nazisti. In questo nuovo film dell’ebreo rumeno oggi cittadino francese Radu Mihaileanu c’è invece un bambino indotto dalla madre a fingersi ebreo per uscire dall’Etiopia, dove dei veri ebrei, ma di pelle nera, i Falasha, erano oppressi dal regime filosovietico di Menghistu e pativano fame e miseria. [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Radu Mihaileanu si è fatto ispirare per il suo film successivo al celebrato Train de vie da una grande storia vera. Quando alla fine del 1984 una massa di profughi da molti paesi africani flagellati dalla carestia si riversò nei campi sudanesi, e tra loro migliaia di ebrei etiopi (Falasha) in fuga dalla fame e dal regime di Menghistu, una brillante operazione israeliana sottrasse una grande parte di [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Secondo un vecchio luogo comune, molti registi fanno sempre lo stesso film. Quasi nessuno però lo fa cambiando il colore dei personaggi. Fra questi cineasti “meticci” per vocazione figura a pieno titolo il franco-rumeno Radu Mihaileanu, l’autore di Train de vie e del meno riuscito (ergo invisibile) ma sempre molto interessante Ricchezza nazionale, ambientato fra i pigmei segregati nell’Africa di oggi [...] Vai alla recensione »

Gabriella Gallozzi
L'Unità

Potrei definire Vai è vivrai la versione etiope di E.T. Pure qui il protagonista guarda la luna e vuole tornare a casa». Con l’ironia che ha fatto di Train de vie un successo internazionale rileggendo in chiave comica-grottesca l’Olocausto (vi ricordate la diatriba con La vita è bella a proposito di chi sia stato il primo?), il regista ebreo rumeno Radu Mihaileanu presenta la sua nuova attesa fatica, [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Dall’Etiopia a Israele, verso la vita. E l’inizio degli anni 80, l”Operazione Mosè” porta in Terra Santa i falascià, gli ebrei discendenti dalla regina di Saba, in fuga dal regime filosovietico dì Menghistu. Vai e vivrai, di Radu Mihaileanu, inizia proprio da quell’esodo biblico, focalizzando però l’attenzione sulla sorte di un solo fuggiasco, il giovanissimo Schlomo.

Luca Barnabé
Ciak

A quasi sette anni da Train de vie, piccolo gioiello di umorismo yiddish, torna il regista rumeno Radu Mihaileanu. In tutto questo tempo l’autore ha sviluppato un paio di progetti, poi abbandonati, e ha scritto il romanzo Vai e vivrai (ed. Feltrinelli), ispirato alla vera storia di un ebreo falasha o falasa (significa “emigrato” o “esiliato” in ge’ez, la lingua sacra degli abissini), un ebreo etiope. [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

A circa sette anni dall'exploit di Train de vie, il regista rumeno/giramondo Radu Mihaileanu - che nel frattempo ha firmato solo il semiamatoriale «Ricchezza nazionale» - dimostra di non aver perso il tocco personale, la vocazione ad affrontare temi esplosivi o polemici con uno stile insieme emotivo e brillante. Già pubblicato in forma di romanzo, «Vai e vivrai» inizia con lo strappo esistenziale del [...] Vai alla recensione »

Robert Abele
The Los Angeles Times

Steeped in achingly relevant questions about the nature of ethnic identity and cultural acceptance, the intimate epic "Live and Become" is a valuable dramatic addition to our understanding of the recent history of an ever-uprooted world populace. It begins in 1985 with a 9-year-old Ethiopian boy starving in a Sudanese refugee camp, whose mother insists he pretend to be a Falasha -- as Ethiopian Jews [...] Vai alla recensione »

Giacomo Vallati
Avvenire

Pochi sanno chi siano i Fallasha. Meno ancora cosa fu «l’operazione Mosé>. Anche per questo un film dedicato a quel popolo, e a quel dramma, assume un significato particolare. «Io stesso scoprii questa storia quasi per caso, durante il lancio americano di Train de vie - racconta Radu Mihaileanu (regista rumeno del film sul1’Olocausto che nel ‘98 somigliò curiosamente a La vita è bella di Benigni). Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Il titolo originale Va, vis et deviens (Vai, vivi e diventa), in Italia Vai e vivrai, che Radu Mihaileanu dice gli viene da un libro che ha molto amato, Vita e destino di Vassili Grossman, esprime con precisione la parabola del suo nuovo film, infanzia, adolescenza, età adulta di un ragazzo etiope che arriva in Israele, cresce tra contraddizioni e felicità fino alla conquista di una diversa consapevolezza. [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
Vanity Fair

Nel 1984 migliaia di ebrei etiopi, i Falasho, stremati dalla carestia, sono condotti verso la Terra Promessa con una missione umanitaria. Per salvare la vita al suo bambino di nove anni, una madre cristiana lo spinge a fingersi ebreo. Il ragazzo dovrò affrontare il razzismo delle vittime di ieri (gli israeliani) e attraversare vent’anni di storia, prima di stipulare un’onorevole pace con se stesso. [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

Grandi temi che nascono da una singola storia. Come quella di Schlomo, protagonista di Vai e vivrai, su cui il regista Radu Mihaileanu costruisce una vera e propria epopea. Così l'idea di raccontare la grande migrazione di migliaia di ebrei etiopi, i Falasha discendenti del re Salomone e della regina di Saba, cui nel 1984, grazie all'operazione Mosè organizzata da Israele e Usa, fu consentito di tornare [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

Fundamental issues of ethnic and religious identity and the agony of exile are at the heart of “Live and Become,” an intermittently compelling swatch of recent Israeli history filtered through the experience of an African immigrant. With epic aspirations that are only partly realized, the movie, directed by the Romanian-French filmmaker Radu Mihaileanu, aspires to be something like a contemporary [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Film Tv

Lo Schlomo di Vai e vivrai ha lo stesso nome del fool che portava il suo popolo a scappare in Russia per le persecuzioni antiebraiche. Qui è un bambino etiope che, come tanti, cerca di sfuggire alla fame e al regime di Menghistu. Per salvarlo da morte certa nei campi profughi del Sudan, la madre cristiana lo fa fingere ebreo e lo manda in Israele, dove, tra l’84 e l’85, gli Stati Uniti e il Mossad [...] Vai alla recensione »

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