L'ignoto spazio profondo

Film 2005 | Documentario 81 min.

Titolo originaleThe wild blue yonder
Anno2005
GenereDocumentario
ProduzioneFrancia, Germania, Gran Bretagna
Durata81 minuti
Regia diWerner Herzog
AttoriBrad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon Lucid, Michael Mcculley Donald Williams.
Uscitavenerdì 25 novembre 2005
MYmonetro 2,98 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Werner Herzog. Un film con Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon Lucid, Michael Mcculley. Cast completo Titolo originale: The wild blue yonder. Genere Documentario - Francia, Germania, Gran Bretagna, 2005, durata 81 minuti. Uscita cinema venerdì 25 novembre 2005 - MYmonetro 2,98 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cosa succederebbe se una navetta spaziale in orbita intorno alla Terra non potesse atterrare perché le condizioni di vita sul pianeta sono diventate impossibili? In Italia al Box Office L'ignoto spazio profondo ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 37,1 mila euro e 9 mila euro nel primo weekend.

L'ignoto spazio profondo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD su IBS.it e su LaFeltrinelli.it. Compralo subito

Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,97
CONSIGLIATO SÌ
La dimostrazione, in forma poetica, che il cinema può essere filosofia e comunicazione.
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

Werner Herzog è un regista che negli ultimi anni ha agito nell'ombra. Una decina di documentari e docu-fiction che non si è preoccupato tanto di promuovere, quanto invece del piacere di girarli per amore del proprio lavoro. The wild blue yonder corre, ancora una volta, sulla linea della fiction documentata per proiettarci nella fantascienza, nell'ignoto spazio, narrando di alieni che alla fine risultano più umani di noi.
Un alieno (Brad Dourif) racconta con passione e malinconia un sogno infranto: creare un avamposto, una "Casa Bianca", base e centro nevralgico di un popolo sconosciuto alla ricerca di un luogo, la Terra, per aprire nuove frontiere. La metafora extraterrestre diviene una sorta di pretesto per fotografare la condizione umana e dichiarare che i veri alieni siamo noi, che nello spazio esploriamo nuove strade di speranza per la prossima civiltà.
Sospeso fra interminabili e poetiche sequenze, The wild blue yonder è passato, presente e futuro dei viaggi nello spazio dell'umanità. Non un'esplorazione, ma il desiderio di un nuovo sogno e di una terra che sia migliore della nostra, ormai giunta allo stremo delle forze.
Una piccola ed ecologica Odissea nello Spazio per comprendere che il cinema può essere filosofia e comunicazione dello stato delle cose.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Fantasia fantascientifica - e 49° titolo nella filmografia del più visionario regista tedesco vivente, anche produttore per BBC e FR2 - raccontata da un alieno (Dourif), proveniente da un pianeta (Wild Blue Yonder) nella galassia di Andromeda. Statica e ripetitiva, la 1ª parte - con le immagini (provenienti dall'archivio della NASA) degli astronauti che si librano in assenza di gravità nello shuttle - narra come non possano più tornare sulla Terra ormai inabitabile per cause sconosciute. Si passa allora a una 2ª parte di grande suggestione onirica e ipnotica (girata da Henry Kaiser nella zona subacquea del Polo Nord) che raffigura un fantastico universo in cui l'atmosfera, dice Herzog, è composta di elio liquido sotto un cielo di ghiaccio. Per i terrestri la ricerca di un luogo alternativo in cui vivere si rivela impossibile. Conclusione (nel sottotesto): occorre proteggere il nostro più prezioso e insostituibile patrimonio, il pianeta Terra. Opera di un geniale e immaginifico falsario, "è un film sospeso sull'inversione semantica degli elementi, in una serie di visioni in cui la Terra è acqua e l'acqua diviene aria... come l'aria è terra su cui camminare/volteggiare" (M. Causo). Determinante in questo divertissement la musica di Ernst Seijseger, violoncellista jazz olandese, col cantante senegalese Mola Sylla e il coro di pastori sardi di Orosei (Nuoro). Girato con gli astronauti della NASA a bordo dello Shuttle 34 (Galileo).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 16 agosto 2011
teofrasto

Forse meriterebbe quattro stelle, ma una in più è da assegnare, per il particolare coraggio nell'aver scelto di concepire un film così. Herzog riesce a girare un film con immagini documentaristiche dando voce alla fantasia poetica che tali immagini possono comunicare. Reinventandole. Chi non ha mai provato vedendo immagini di fondali marini e dello spazio la sensazione di trovarsi in un mondo parallelo? [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Io vengo da un'altra galassia, una galassia celeste, molto, molto lontana dal vostro mondo, io vengo dall'Ignoto Spazio Profondo."
L'Alieno (Brad Dourif)
dal film L'ignoto spazio profondo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Werner Herzog, grande regista e documentarista tedesco (due titoli a caso in una filmografia eccellente: Fitzcarraldo e il documentario Apocalisse nel deserto sui pozzi in fiamme in Iraq), fa con The Wild Blue Yonder (traduciamolo come «Il profondo selvaggio blu», in Orizzonti) un film tanto geniale e spiazzante da rendere difficile definirlo. E un documentario fantascientifico (definizione già contradditto [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Dalla fine dei Sessanta, nell’ambito del cosiddetto Giovane Cinema Tedesco (Kluge, Fassbincer, Wenders, Schlöndorff), Werner Herzog si impose subito come l’autore più visionario, dotato di una splendida personalità in voluta contraddizione fra il ghiaccio e la lirica. Basterebbero, a celebrarlo, film come Aguirre, Kaspar Hauser, Stroszek, Cuore di vetro.

Davide Turrini
Liberazione

É probabilmente il film più visionario, apocalittico e spettacolare di questa mostra. Di fronte a ciò Che la fantascienza in digitale non riesce più a dinventare, The wild blue yonderè follia e coraggio, per la temerarietà visiva e per la necessità di spostare gli occhi oltre la comune linea dell’orizzonte. Quattro anni fa in molti rimasero sconvolti per la sgangherata e pretenziosa operazione che [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Un Ufo chiamato Werner Herzog. Il cinema del maestro tedesco è da sempre “non riconciliato”, diverso da tutto il resto, inclassificabile. Ma pieno di oscuro fascino, come questo L’ignoto spazio profondo, che fin dal titolo fa pensare al superamento dei limiti, all’avventura dell’inconoscibile. A narrare la storia è un alieno, arrivato sul nostro pianeta secoli fa.

Alessandra De Luca
Ciak

Gli alieni vivono tra noi da decine di anni, all’insaputa dei terrestri. Vengono da un pianeta sommerso dall’acqua, ma i loro sforzi di creare una nuova comunità sulla Terra non hanno dato i frutti sperati. Brad Dourif, “visitor” dallo spazio impegnato a raccontare gli sconosciuti retroscena di un’integrazione fallita è il protagonista, insieme agli astronauti dello Space Shuttle STS-43 e ai matematici [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

C’è una colpa all’origine della storia umana, dice il narratore alieno (Brad Dourif) di L’ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder, Usa, 2005, 81’). Sullo schermo sono già comparse le immagini del “folle volo” che un equipaggio spaziale — nella realtà, gli astronauti della missione Galileo — tenta al di là dei confini del sistema solare. Già la loro navicella ha iniziato, a ritroso, il viaggio [...] Vai alla recensione »

Giancarlo Mancini
Il Riformista

Impasto affascinante visivamente e problematico politicamente l’ultima opera di Werner Herzog, The Wild Blue Younder arriva finalmente nelle nostre sale grazie alla distribuzione Fandango che ne ha assicurato la possibilità di una congrua circolazione. Esperienza esistenziale ancor più di un semplice documentario di finzione, concepita da uno degli esponenti di spicco del nuovo cinema tedesco, capace [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Sotto i colpi dell’energia eolica, Werner Herzog tenta di rispondere a un paio di domande che da sempre ci assillano: chi siamo, da dove veniamo, con una variante ansiogena molto moderna: dove andremo. Ci accompagna nel viaggio verso l’ignoto, un alieno vero, l’attore Brad Dourif (finalmente ne abbiamo conferma: «io vengo da un’altra qalassia»), erede spirituale e somatico dell’attore feticcio del [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Werner Herzog ha presentato il suo ennesimo documentario «taroccato», genere in cui è imbattibile, The Wild Blue Yonder (Orizzonti) ma questa volta lo scherzo estremo - la voce «fuori campo» è quella di un alieno - è credibile. Fine del mondo, sommerso dalle acque, inabitabile per via della guerra globale e del buco d'ozono, viaggio verso un altro pianeta per fondare la Terra2 e trasferirci l'umanità [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Sorpresa: gli alieni siamo noi. Sconcerto: presto potremmo dover lasciare la Terra strozzata dall’inquinamento per trasferirci su altri pianeti. Meraviglia: sotto i ghiacci del Polo Nord pulsa un intero universo vibrante di vita e colori mai visti, lontano dal nostro mondo quanto le più remote galassie... Ed è solo l’inizio perché Herzog non fa film, fabbrica Ogm, organismi geneticamente modificati. [...] Vai alla recensione »

Redazione
Il Giornale

Di tutti gli autori del cinema tedesco, Werner Herzog è il meno decifrabile, è ciò sembra compiacere il suo ego di cineasta solitario. In realtà il robusto narratore di Aguirre, furore di Dio, il visionario autore di Fitzcarraldo, si perde oggi in un misticismo laico ed approda alle soglie del tempo armato di un velleitarismo filosofico, che cerca di mascherare la sua smisurata ambizione fingendo di [...] Vai alla recensione »

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