Primo amore [7]

Film 2004 | Drammatico 100 min.

Anno2004
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Regia diMatteo Garrone
AttoriVitaliano Trevisan, Michela Cescon .
MYmonetro 2,60 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Matteo Garrone. Un film con Vitaliano Trevisan, Michela Cescon. Genere Drammatico - Italia, 2004, durata 100 minuti. - MYmonetro 2,60 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Garrone torna a provocare il pubblico con un film sul 'peso' dell'amore. Un nuovo autore italiano si sta formando anche se le incertezze non mancano. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

Consigliato nì!
2,60/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
Un film letterario con un suo rigore stilistico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Vittorio, un piccolo artigiano orafo veronese, ha un'ideale femminile molto preciso: il suo apprezzamento per il corpo e per la mente di una donna deve essere allo stesso livello e il corpo della donna deve essere molto magro. Incontra con un appuntamento al buio Sonia che lo attrae ma che vuole con molti chili in meno. La donna accetta di adeguarsi ai suoi desideri ed inizia una dieta strettissima che la condurra'a una forma di schiavitu' fisica e mentale. Si vorrebbe poter dire solo bene del film di Garrone che segue all'inatteso successo de "L'imbalsamatore". Purtroppo non e' possibile farlo. Lo scrittore Trevisan, che interpreta il ruolo del protagonista e ha offerto la materia narrativa per la sceneggiatura, rappresenta in modo puntuale e preciso l'evolvere di una 'lucida follia'. Pero' Garrone non e' la Breillat che, pur con tutti gli eccessi di letterarieta' del suo cinema, ha un suo rigore stilistico. Garrone, pur assecondato dalla performance fisica della protagonista femminile, spesso si lascia sfuggire il film di mano. Introducendo il personaggio irrisolto sul piano recitativo del fratello di lei e, soprattutto, provocando risate non richieste nella platea della stampa internazionale alla Berlinale dove e' in competizione con la scena dell'attacco di fame al ristorante che sposta brutalmente l'asse del film verso il grottesco involontario. E' un peccato perche' la materia prima c'era e, anche se non era tutto oro, abbisognava di una regia piu' matura. Chi grida al capolavoro deve avere visto un altro film ma questo non significa che Garrone non abbia delle qualita' per ora non ancora tutte afruttate adeguatamente. Deve incrementare, ci si perdoni la battuta, il peso specifico del suo fare cinema.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 novembre 2015
Barolo

Non il migliore lavoro di Garrone,a mio modesto avviso,la discesa negli inferi mentali della protagonista è veramente  angosciante, la recitazione è fortemente realistica,i dialoghi sembrano estrapolati da discorsi ascoltati in qualche bottega artigiana,tuttavia il film è ruvido,a tratti ripugnante.La regressione fisica ed emotiva  della protagonista è un [...] Vai alla recensione »

domenica 31 maggio 2015
Kronos

Un film progettualmente interessante ma realizzato con scelte tecniche ed estetiche che sembrano provenire direttamente dagli anni '90: impianto visivo semiamatoriale, recitazione in presa diretta "sussurrata", indecisione sullo stile narrativo da adottare (cinema "da denuncia"?,  Iperrealismo?  Noir?). Ha un suo interesse, ma non regge il confronto col successivo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 maggio 2011
mara65

Liberamente tratto da Il cacciatore di anoressiche, libro scritto dall'ergastolano Marco Mariolini, il film segue per lunghi tratti il libro, ma se ne allontana nei momenti più interessanti, senza andare a scavare realmente nella pazzia di questo serial killer, che amava donne anoressiche, per l'appunto. L'idea era buona, ma Garrone punta ad un film troppo soft.

domenica 5 settembre 2010
clemo

Mi chiedo come cavolo hanno fatto a ridere di fronte alla scena di lei che si abbuffa nella cucina del ristorante...Forse queste persone non hanno mai avuto problemi mentali...o forse sono poco sensibili... io ho pianto guardando questo film... mi ha sconvolta in maniera esagerata.

giovedì 21 maggio 2009
taniamarina

La fotografia è bellissima con lo sceneggiatore Trevisan che impone se stesso nel film con i suoi deliri e le sue ossessioni. Recitazioni tesissime ed una protagonista che si cala in tutta la sua magrezza e bravura. E' un film che disturba visivamente, voci non doppiate che si confondono in dialetti che marcano la pazzia e l'ossessione, la solitudine e le speranze di due persone che non riescono a [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 dicembre 2014
stefano capasso

Vittorio e Sonia si incontrano dopo essersi conosciuti in chat. Sin dai primi momenti del loro incontro si delinea quella che sarà il motivo della loro relazione. La tendenza al controllo ossessivo di Vittorio si incastra bene col bisogno di essere accettata di lei e ben preso la relazione si trasforma in incubo che si manifesta attraverso il dimagrimento obbligato di Sonia, perché a [...] Vai alla recensione »

sabato 16 gennaio 2010
Fulvia

Un 6..non di più a questo film , che francamente mi ha un po' delusa. Avrei preferito un altro finale, dal momento che è tratto da una storia vera. Avevo già seguito gli avvenimenti, tramite "Storie maledette" di Franca Leosini, su Rai 3. Per gli interessati...c'è tutta la puntata su you tube.  Molto particolare il personaggio di lui, dalla voce decisament [...] Vai alla recensione »

Frasi
"So già come finirebbe, cioè so già che finirebbe..."
Vittorio (Vitaliano Trevisan)
dal film Primo amore [7] - a cura di dborettaz
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Alla Berlinale ha vinto solo il premio per le musiche della Banda Osiris: film troppo crudo e rigoroso, duro e massimalista in una selezione molto prona al "gusto medio" del pubblico. Nelle sale, però, si sta conquistando una nicchia di spettatori: uscito la settimana scorsa con 54 copie, si è collocato al quattordicesimo posto in un week-end fitto di titoli per il largo consumo.

Mauro Gervasini
Film TV

Per amore di Vitt, Sonia asseconda la sua patologia e tenta di dimagrire all’infinito, fino all’anoressia. Tutto questo accade a Vicenza, nel Nord Est asserragliato dietro porte blindate e culto del lavoro. Vitt è un artigiano come “l’imbalsamatore” Peppino: ma quest’ultimo aggiungeva (paglia, cera, sostanze chimiche) mentre il primo, orafo, sottrae: strati di metallo dai monili, carne e pelle dallo [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un artigiano veneto che lavora l’oro costringe la sua ragazza a dimagrire sempre di più. Lei è denutrita, sviene per la debolezza, è presa da raptus di fame. Lui le impedisce di mangiare, la pesa, la sorveglia, la misura. Impegnato nel suo lavoro di affamature, rinuncia al laboratorio di oreficeria; anche lei abbandona le sue occupazioni; chiusi nella loro casa tra gli alberi, perdono ogni contatto [...] Vai alla recensione »

Enzo Natta
Famiglia Cristiana

A Vittorio piacciono le donne magre. Magrissime. Se poi sono anoressiche è quanto di meglio si possa desiderare. L’incontro con Sonia, avvenuto in seguito all’inserzione su un giornale, si trasforma in una relazione ambigua, sofferta, dolorosa, dove la dedizione dell’una verso l’altro è totale, al punto da trasformarsi in sudditanza psicologica. Dopo L’imbalsamatore, Matteo Garrone continua il discorso [...] Vai alla recensione »

Lorenzo Buccella
L'Unità

Quando c’è la testa, non c’è il corpo. Quando c’è il corpo, non c’è la testa. S’inarca lungo questa danza patologica, spianando divaricazioni che non trovano equilibrio, il film Primo Amore di Matteo Garrone, unica presenza italiana a centrare l’ingresso principale della Berlinale nella sezione del concorso. Sicuramente non è un’entrata che può lasciare indifferenti, perché dallo spioncino di una [...] Vai alla recensione »

Manuela Grassi
Panorama

La fiamma divampa. È il fuoco che restituisce l'oro nella sua purezza, ma è anche la passione malsana che vuole ridurre l'altro a un nulla, a qualcosa che sta nel pugno di una mano. Sono questi i bagliori che illuminano il nuovo attesissimo film di Matteo Garrone Primo amore, in concorso al Festival di Berlino il prossimo 9 febbraio. Un evento che apre la stagione cinematografica italiana, pervasa [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

L’imbalsamatore, che conquistando svariati premi ha affermato il talento di Matteo Garrone, prendeva avvio in un’invernale paesaggio napoletano e si concludeva tragicamente nella Padania, dove il trentacinquenne regista romano ha ora ambientato il suo quinto lungometraggio. Unica pellicola italiana in concorso al FilmFest, si intitola «Primo amore» e di nuovo racconta un rapporto morboso che nasce [...] Vai alla recensione »

Fulvia Caprara
La Stampa

L'unico film italiano in gara per l'Orso d'oro alla Berlinale parla di una devastante possessione amorosa, di un rapporto tra una vittima e un carnefice, di un uomo che vuole modellare il corpo della sua donna come se fosse un pezzo di metallo, di una donna che gli ubbidisce fino alle più estreme conseguenze. Dopo il successo dell'«Imbalsamatore», il regista trentacinquenne Matteo Garrone torna a descrivere [...] Vai alla recensione »

Marta Sauber
Lo Specchio

Primo amore, il nuovo film di Matteo Garrone che sarà presentato a Berlino il 9 febbraio e nelle sale uscirà il 13, ha intanto una particolarità. Il protagonista è il coautore della sceneggiatura:Vitaliano Trevisan, scrittore, scelto per il ruolo ancora prima di cominciare a scrivere assieme a Massimo Gaudioso. «La sua faccia mi piaceva, la sua personalità pure», dice il regista.

winner
miglior musica
David di Donatello
2004
winner
miglior colonna sonora
Festival di Berlino
2004
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