| Anno | 2002 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Sergio Rubini |
| Attori | Valentina Cervi, Violante Placido, Michele Venitucci, Sergio Rubini, Dino Abbrescia . |
| MYmonetro | 3,12 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 agosto 2018
L'attore e regista Sergio Rubini dirige una favola amara di amore e gelosia, ambientata nel sud d'Italia.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tonino è promesso sposo di Teresa, l'arrogante e frustrata figlia di un ricco commerciante di pesce di un paesino del Sud Italia, ma in realtà ama la cugina di lei, Maddalena, pura e solare. Quando viene abbandonata sull'altare da Tonino a favore della cugina, Teresa, resa folle dalla rabbia e dalla gelosia, si affida all'opera di Angelantonio, un barbiere truffaldino figlio della fattucchiera locale, perché riesca, con le arti magiche, a far mutare il cuore di Tonino. Nonostante la sua insipienza nell'uso della magia, Angelantonio riesce nel suo intento, ma nel far ciò complica talmente le cose che dovrà intervenire la madre per risanare la situazione.
Giunto alla sua sesta regia, Rubini fa centro con una vicenda che mischia la comicità della commedia degli equivoci con i sapori misteriosi dei culti religiosi popolari del meridione. Grazie ad una solare felicità narrativa, e a due giovani interpreti perfettamente in sintonia, la pellicola si snoda con puntuale sincronia, e Rubini, che si ritaglia l'ottima figura del barbiere squinternato, sa tenere sotto controllo ogni possibile eccesso, senza scadere nel grottesco o nel caricaturale. Da vedere.
Incredibile ,intensa la scena del matrimonio mancato ; con immagini forti , grottesche ,macroscopiche ;si dipinge la cultura del matrimonio “ promesso e combinato ” ancora forte e pieno di tentacoli nel “ nostro sud Italia e non solo ” La regia di Rubini è a dir poco, spettacolare e non si può negara che proponga con il suo [...] Vai alla recensione »
Il cinema di Sergio Rubini riflette un singolare sentimento sudista. Verso le radici e verso i paesaggi, verso il dialetto e verso la luce, verso le alterazioni della coscienza e la fantasia. Questo sentimento cinematografico è complesso e mai folkloristico, e intorno a questo nodo culturale Rubini, con i suoi film da regista, ha un movimento altalenante.