| Anno | 2001 |
| Genere | Giallo |
| Produzione | Gran Bretagna, USA, Germania |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Robert Altman |
| Attori | Maggie Smith, Jeremy Northam, Emily Watson, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry Ryan Phillippe, Helen Mirren, Bob Balaban, Tom Hollander, Michael Gambon, Camilla Rutherford, Charles Dance, Geraldine Somerville, Natasha Wightman, James Wilby, Claudie Blakley, Laurence Fox, Trent Ford, Kelly MacDonald. |
| Tag | Da vedere 2001 |
| MYmonetro | 3,75 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Robert Altman ci regala un giallo secondo le regole ma in realtà si diverte a mettere in luce le dinamiche di classe del 'buon tempo andato' Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, 3 candidature a Golden Globes, ha vinto 2 SAG Awards, 4 candidature e vinto un premio ai AFI Awards, Al Box Office Usa Gosford Park ha incassato 41,3 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Novembre 1932. Sir William McCordie sua moglie Lady Silvia organizzano una partita di caccia. Gli invitati che raggiungono la sontuosa abitazione di Gosford Park si fanno accompagnare dai domestici. I quali avvertono rapidamente la tensione che sale tra gli invitati tra cui spiccano una contessa, una star del cinema, un produttore hollywoodiano e un ufficiale in pensione. Quando Sir William, che si era allontanato per controllare i propri fucili, viene ritrovato morto, l'indagine non sarà semplice. L'ispettore Thompson potrà verificare che molti avevano un motivo per assassinarlo. Robert Altman ci regala un giallo calibrato dove la domanda "chi è stato?" è d'obbligo. Ma in realtà vuole proporci una sceneggiatura al vetriolo sui rapporti di classe all'epoca. Come al solito lo sguardo è lucido e l'ironia non manca. Insieme all'autoironia. Alla domanda al festival di Berlino: "Perché dopo tanti film contemporanei un film in costume?" la risposta è stata: "Se lei sapesse quando sono nato comprenderebbe che per me è un film contemporaneo".
Inghilterra, 1932. Un gruppo di personaggi dell'alta società, accompagnati dai rispettivi servitori, sono invitati a trascorrere un week-end nella magnifica tenuta di campagna di Sir William McCordle. Ma quando il padrone di casa viene ritrovato assassinato nel suo studio, si scoprirà che molte persone, tra gli ospiti della villa, avevano un valido motivo per desiderare la sua morte...
Il trentunesimo film di Robert Altman si presenta con tutti i connotati di un tipico giallo alla Agatha Christie: un'ambientazione in una maestosa villa inglese; un misterioso omicidio nel cuore della notte; una folta schiera di indiziati, ciascuno con un ottimo movente e dunque da considerare come un potenziale colpevole. Ma dietro l'aspetto del classico murder-mystery (che sembra ispirato all'indimenticabile La regola del gioco di Jean Renoir), Gosford Park è un altro formidabile film corale nella carriera del grande regista americano, dopo pellicole quali Nashville, Un matrimonio, America oggi e Prêt-à-porter; una divertente e graffiante commedia condita da quell'arguta ironia e da quel gusto per il racconto che per decenni hanno contraddistinto l'opera del maestro di Kansas City, e che anche stavolta non mancano di accompagnare lo spettatore per tutta la durata del film.
Il lussuoso scenario della pellicola (l'aristocratica magione di Gosford Park) è stato splendidamente ricostruito attraverso la scenografia di Stephen Altman (figlio del regista), che insieme agli eleganti costumi di Jenny Beavan conferisce al film un tono di impeccabile perfezione formale, sotto la cui superficie si celano però tensioni e rivalità in attesa di venire alla luce. E sono proprio i silenziosi drammi e gli inconfessabili segreti che legano i vari protagonisti a fungere da motore dell'intera narrazione, mentre la macchina da presa segue passo passo gli spostamenti dei personaggi dai piani alti, occupati dalle classi sociali di "quelli che contano" (la decadente nobiltà che di lì a poco verrà spazzata via dalla borghesia rampante), fino giù ai piani bassi, abitati da un esercito di solerti domestici, in apparenza invidiosi dei propri padroni, ma governati in realtà dai loro stessi spietati meccanismi di potere. Così, lo sguardo dello spettatore si muove invisibile da un piano all'altro dell'immensa villa di Sir William, catturando frammenti di conversazione ed espressioni seminascoste nella penombra, i pettegolezzi della servitù e le maldicenze dei ricchi invitati, in un lucido e cinico ritratto delle classi sociali inglesi e delle loro rigide e inviolabili gerarchie.
Acclamato da critica e pubblico e vincitore di moltissimi riconoscimenti, fra cui il Golden Globe per la miglior regia e il premio Oscar per l'eccellente sceneggiatura di Julian Fellowes, Gosford Park può essere considerato a buon diritto uno dei capolavori del cinema di Altman, grazie anche ad una straordinaria squadra di attori prevalentemente inglesi, tra i quali vanno ricordati, oltre ai due padroni di casa (Michael Gambon e l'affascinante Kristin Scott Thomas), l'impagabile Maggie Smith, semplicemente strepitosa nel ruolo dell'altezzosa ma a suo modo simpatica Lady Constance, e una magistrale Helen Mirren, "cameriera perfetta" con qualche segreto da nascondere.
Novembre 1932, tenuta di Gosford Park. Sir William McCordle e lady Silvia invitano uno stuolo di amici per caccia, con rispettiva servitù. Tra loro figurano un produttore americano, un veterano e altri nobili britannici. La vita in quell’oasi dorata, scandita a ritmo di pettegolezzi, finzioni salottiere, cene eleganti e segreti, avrà la sua catarsi con un omicidio.
Da qualche parte dev'esserci un altro mondo, un posto meno crudele... Così canta Ivor Novello (Jeremy Northam). Seduto al piano, sta svagando gli ospiti di Sir William McCordle (Michael Gambon). Dalla parte "buia" della casa - dalle cucine e dalle soffitte, a uno a uno le cuoche, le cameriere e i valletti sono confluiti fin nella parte "luminosa". Silenziosi e commossi, adesso origliano dietro le porte [...] Vai alla recensione »