Ghost Dog - Il codice del Samurai

Film 1999 | Drammatico, +13 116 min.

Regia di Jim Jarmusch. Un film Da vedere 1999 con Henry Silva, Forest Whitaker, Cliff Gorman, John Tormey, Frank Adonis. Cast completo Titolo originale: Ghost Dog: The Way of Samurai. Genere Drammatico, - USA, 1999, durata 116 minuti. Uscita cinema lunedì 23 ottobre 2023 distribuito da CG Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,58 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 17 ottobre 2023

Ghost Dog è un killer afroamericano che vive seguendo le regole di un antico codice samurai e lavora come sicario a servizio di Louie, un mafioso che anni prima lo salvò dall'aggressione di un gruppo di fanatici. In Italia al Box Office Ghost Dog - Il codice del Samurai ha incassato 6,3 mila euro .

Consigliato sì!
3,58/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 4,05
PUBBLICO 3,69
CONSIGLIATO SÌ
Un film straniante e coinvolgente, ipnotico e alternativo. Un cult di Jarmusch.
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 9 ottobre 2023
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 9 ottobre 2023

Al servizio di un clan mafioso, il killer professionista Ghost Dog vive isolato in una baracca in cima a un edificio e comunica con il mondo solo attraverso piccioni viaggiatori. Ispirandosi ai valori dell'Hagakure, il trattato del XVIII secolo sull'etica dei samurai, Ghost Dog - che quando non è in missione vive nascosto nel suo quartiere intrattenendo rapporti solo con una bambina e un gelataio caraibico - ha un profondo rispetto per il suo signore ed è pronto a obbedire a ogni suo comando e a dare la vita per lui. Quando però i suoi mandanti decidono di eliminarlo, come si porrà rispetto alla sua morale? Accetterà fino in fondo il suo destino o si ribellerà?

Torna al cinema, in versione restaurata digitale, uno dei film più celebri di Jim Jarmusch, cult degli anni '90 che riflette in maniera cupa e al tempo stesso grottesca sulla morte in un mondo dominato dall'assurdo e dall'incomunicabilità.

In un'intervista recente, il regista portoghese Pedro Costa, lamentando l'impossibilità per molti autori di vantare diritti sui loro stessi film, ha citato come esempio virtuoso il caso di Jim Jarmusch, che possiede materialmente tutti i titoli della sua filmografia (nel senso che custodisce in un cassetto i negativi di stampa) e ne dispone come vuole. Un aneddoto che chiarisce bene chi è Jim Jarmusch - un regista tenacemente indipendente, che tiene alla sua indipendenza più di ogni altra cosa - e soprattutto come lavora, mantenendo cioè un controllo assoluto sulla sua opera, tanto più, come in questo caso, per approvare un restauro digitale.

Minimalista, stralunato, quasi onirico nella sua assurdità, sovente buffo e divertente, il cinema di Jarmusch è sempre stato dalla parte dei diversi. I suoi personaggi sono esclusi dal banchetto della vita, disadattati, vagabondi, carcerati, passeggeri della notte: il protagonista di Ghost Dog, interpretato da uno straordinario Forest Whitaker, è forse la sua creazione più famosa e tipicizzata, un afroamericano invisibile a chiunque, nonostante l'imponente stazza e l'evidenza del suo corpo (un corpo che per la società dei bianchi è a prescindere un affronto), che lavora come killer e risponde a regole anacronistiche. In teoria è una figura malvagia, un uomo che vive per uccidere, ma nel mondo imprevedibile di Jarmusch è qualcosa di diverso e d'altro. Rispettando un codice di condotta vecchio di secoli e preso in prestito da una cultura lontana, Ghost Dog - soprannome di un uomo in realtà senza nome - esprime una morale chiara, a suo modo condivisibile (rispetta il suo padrone, è pronto a pagare con la vita, lavora in modo impeccabile), superando l'immoralità criminale dei suoi committenti mafiosi.

Sullo sfondo di una città contemporanea vuota e inospitale (è New York, ma Jarmusch ne mostra luoghi anonimi e per nulla definiti), Ghost Dog è un fantasma, più vicino ai piccioni che alleva che agli uomini. Solitario in lotta contro un sistema omologante, vive bloccato tra la vita e la morte, tra la presenza e l'assenza, come se fosse tornato dal viaggio oltre le porte della percezione compiuto dal protagonista del precedente film del regista, Dead Man, e avesse capito che non esiste alcuna destinazione per l'uomo.

Come più avanti avverrà in un altro film di Jarmusch, Paterson, anche in Ghost Dog, all'epoca presentato in concorso di Cannes e diventato in breve un cult, a mancare è soprattutto una comunità, un sentire collettivo che unisca le persone: il film non è solamente la storia di una resistenza (quella del killer a un mondo che rifiuta ma con il quale è costretto a fare i conti, decidendo poi di regolarli alla sua maniera...), ma anche e soprattutto di una minoranza di persone che non trovano modo di esprimersi, di capire e farsi capire. Straordinario in questo senso il rapporto fra il protagonista e il migliore amico, un gelataio caraibico che non parla una parola di inglese e tiene lunghe conversazioni con un semi-sconosciuto che non conosce il francese...

Il cinema di Jarmusch parla un'altra lingua, con parole e immagini che portano il minimalista realista su un piano espressivo alternativo, straniante eppure coinvolgente, quasi ipnotico, come in questo film dimostrano le splendide dissolvenze incrociate, la black music di RZA, che mescola jazz, reggae, hip hop, o la fotografia del grande Robbie Muller, variopinta e impura. Nella semplicità di questo stile si nasconde in realtà qualcosa di complesso, una frammentazione del mondo che - a fine XX secolo come oggi, più di vent'anni dopo - solo un altro modo di vedere, sentire, parlare può redimere. Oltre la violenza, oltre la lingua, oltre la vita.

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Prodotto curioso su un killer che si ispira all'etica samurai.
Recensione di Pino Farinotti

Regia importante per la storia di uno strano killer che si ispira all'etica degli antichi samurai, ma è costretto ad uccidere chi prima serviva. Prodotto curioso, anche se non del tutto convincente. Violenza citata come fattore estetico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 29 novembre 2012
lupoSilvestro

anche se tecnicamente il film è molto valido (Jim Jarmush è una garanzia), quello che colpisce della pellicola è l'evolversi della storia e l'intreccio tra i vari personaggi che sono tutti molto "marcati", soprattutto i malavitosi, ma congeniali alla sceneggiatura.La storia si sviluppa come una tragedia e come tale finisce, con relativo colpo di scena finale (nemmeno [...] Vai alla recensione »

Frasi
Si chiama Ghost Dog, è uno di quei nomi che si danno questi negri del ca**o: Ghost Dog, Snoopy Doggy Dog, Ice t, Ice Cube....come gli indiani: Toro seduto, Nuvola rossa, Cavallo pazzo...
Massì, queste minchiate di nomi... Frank!! chiamami Johnny il ciccione, Ricki la puzzola e Billy Orecchio e andatemi a pescare 'sto negro!
Una frase di Ghost Dog (Forest Whitaker)
dal film Ghost Dog - Il codice del Samurai
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Una stupenda malinconia, un divertimento burlesco senza caricatura né parodia, uno struggente sentimento di fine pervadono Ghost Dog di Jim Jarmusch, storia di gente in via di estinzione che si ammazza a vicenda in un'imprecisata città americana. Sono un gruppo di mafiosi anziani, grassi, malconci, malati, risibili e letali come i vecchi cartoni animati per bambini che vedono e rivedono sullo schermo [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
lunedì 23 ottobre 2023
 

Torna al cinema, in versione restaurata digitale, uno dei film più celebri degli anni '90 che riflette in maniera cupa e grottesca sulla morte. Guarda la clip »

TRAILER
venerdì 29 settembre 2023
 

Regia di Jim Jarmusch. Un film con Henry Silva, Forest Whitaker, Cliff Gorman, John Tormey, Frank Adonis. Da lunedì 23 ottobre al cinema in versione restaurata. Guarda il trailer »

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