| Titolo originale | Edward Scissorhands |
| Anno | 1990 |
| Genere | Fantastico, Sentimentale, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Tim Burton |
| Attori | Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Anthony Michael Hall, Kathy Baker, Robert Oliveri Conchata Ferrell, Caroline Aaron, Dick Anthony Williams, Vincent Price, O-Lan Jones, Alan Arkin, Susan Blommaert, Linda Perri, Biff Yeager, Marti Greenberg, Bryan Larkin (II), John McMahon, Victoria Price, Alan Fudge, Andrew Clark, Peter Palmer, Brett Rice, John Davidson (II), Marc Macaulay, Carmen J. Alexander, Stuart Lancaster, Aaron Lustig, Gina Gallagher, Kelli Crofton, Linda Jean Hess, Rosalyn Thomson, Lee Ralls, Eileen Meurer, Bea Albano, Donna Pieroni, Ken DeVaul, Tricia Lloyd, Kathy Dombo, Rex Fox, Sherry Ferguson, Tabetha Thomas, Michael Gaughan, Steven Brill. |
| Uscita | mercoledì 24 aprile 1991 |
| Tag | Da vedere 1990 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,53 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 27 febbraio 2017
Un ragazzo che, al posto delle mani ha lame affilate, cerca di integrarsi nella comunità. Si innamora di una ragazza ma il suo amore è senza futuro. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Edward mani di forbice ha incassato 12,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Questo può essere considerato, dopo il "rodaggio" di Beetlejuice e Batman, il film più maturo di Tim Burton. Per quanto ci siano ancora nel suo stile degli aspetti convenzionali, la sua originale visionarietà si sta facendo strada. Non mancano poi le frecciatine alla borghesia provinciale americana. Il film percorre la scia comune a molti film di inizio anni Novanta: la fiaba (vedi ad esempio Pretty Woman e Ghost).
Fiabe in forma reale, anche se in questo caso le cose irreali abbondano. Un giorno, una rappresentante va a proporre i propri prodotti cosmetici allo strano inquilino di un maniero in stile gotico. Conosce così Edward, creatura di un inventore (Vincent Price) che dopo la morte di quest'ultimo è rimasta in balia della solitudine. Il ragazzo al posto delle mani ha delle enormi forbici. Quando la donna cercherà di farlo entrare in società, in virtù della sua bravura come "parrucchiere", il baratro che divide la gente normale dalla persona "diversa" renderà tutto difficile.
Ottima l'interpretazione del giovane attore Johnny Depp che negli Stati Uniti aveva già lavorato in Cry Baby di John Waters.
Edward mani di forbice è una fiaba sulla diversità, sul rapporto tra la massa e l’individuo che da essa si distingue. Edward è il modello degli eroi del cinema di Burton. È introverso, solitario. Agli occhi degli altri, dei normali, è un mostro, un diverso. Nella sua diversità è speciale, dotato di qualità e sensibilità eccezionali. È chiuso nel suo castello, nel suo spazio esclusivo, nel suo mondo, ma sogna di uscirne, di aprirsi all’esterno, di integrarsi nel consesso umano. Così varca la soglia che divide il suo mondo da quello degli altri. Edward rappresenta l’adolescente, o meglio un tipo di adolescente. Come Edward, l’adolescente è un individuo incompiuto, non più bambino, non ancora adulto; ha in sé il seme della diversità, della creatività, della sensibilità, la pulsione naturale a superare regole, apparenze, convenzioni. Edward è il modello dell’adolescenza come età in cui lo sviluppo di un’intensa vita interiore può portare all’isolamento. Nel mondo esterno Edward presenta la sua diversità. È come un bambino, che deve imparare le regole della società. Ma la sua diversità è soprattutto fisica, dovuta alle forbici, segno della sua incompiutezza e simbolo dell’impossibilità di comunicare, di avere contatti umani. Tuttavia questo handicap si rivela per Edward una risorsa, per la sua abilità nell’intagliare. Egli si afferma con la sua creatività, col fare arte. L’incontro con Edward produce negli altri diverse fasi di reazione: prima l’attrazione curiosa; poi lo sfruttamento; infine il rifiuto e l’espulsione. La società giunge a voler cancellare la diversità dacché la vede come pericolosa per i propri equilibri. Così Edward torna a chiudersi nel mondo da cui è venuto. Ma continuerà a tagliare blocchi di ghiaccio, a far scendere la neve sulla città, a mantenere un contatto, sia pure labile, con il mondo esterno.
Non ci sono molte parole da usare. Le parole, in gran parte, tendono a banalizzare il tutto. Le sensazioni e le emozioni non sono fatte per le parole. Così il senso di inadeguatezza, il non essere compresi, e la solitudine, la tristezza, il dolore. E' così che Edward Mani di Forbice svela la sua immensa e inspiegabile bellezza non a tutti, come un scrigno, che mostra la vera sostanza del suo essere [...] Vai alla recensione »
Le fiabe sono sempre crudeli (pare che facciano bene così): vogliamo per un attimo pensare a quanto è cattivo un classico per l’infanzia come la Sirenetta di Andersen, con i suoi risvolti teratologici e la sua conclusione senza speranza? Le fiabe pensate e nate per gli adulti sono ancor più crudeli, perché nutrite anche dalla consapevolezza che gli adulti hanno della durezza della vita.