Au hasard Balthazar

Film 1966 | Drammatico +16 90 min.

Anno1966
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Svezia
Durata90 minuti
Regia diRobert Bresson
AttoriAnne Wiazemsky, Walter Green, François Lafarge, Jean-Claude Guilbert .
Uscitalunedì 2 maggio 2016
TagDa vedere 1966
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,30 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Robert Bresson. Un film Da vedere 1966 con Anne Wiazemsky, Walter Green, François Lafarge, Jean-Claude Guilbert. Genere Drammatico - Francia, Svezia, 1966, durata 90 minuti. Uscita cinema lunedì 2 maggio 2016 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,30 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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oppure

Una straziante allegoria della ingratitudine umana narrata attraverso la storia del povero Balthazar, un asino che passa di padrone in padrone: l'animale subisce ogni sorta d'angherie fino a quando non viene dato a un alcoolizzato, Arnold.

Consigliato assolutamente sì!
4,30/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,80
ASSOLUTAMENTE SÌ
Film capolavoro di Bresson.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

L'asinello Balthazar viene affidato alle cure di Marie fino a quando, una volta cresciuto, non viene ceduto dal padre di lei. Inizierà per lui una vita fatta di fatiche e di continui soprusi nei suoi confronti. Anche la vita di Marie non sarà delle più facili a causa di quanto accade al genitore e della sua relazione con il malvagio Gérard.
Questo film capolavoro di Bresson ebbe una gestazione di dieci anni e una fonte di ispirazione letteraria più che illustre. Il regista infatti affermava di essere stato colpito da questo brano dell'"Idiota" di Dostoevskij in cui a parlare è il principe Miskin(l''idiota' appunto): "L'ambiente straniero mi uccideva. Ricordo che mi svegliai del tutto da questa tenebra una sera a Basilea, al mio arrivo in Svizzera, e mi svegliò il ragliare di un asino sul mercato cittadino. Quell'asino mi colpì enormemente e, chi sa perché, mi piacque in modo straordinario e, nello stesso tempo, a un tratto tutto parve schiarirmisi nel cervello".
L'asino, animale spesso citato nella Bibbia, diviene per il cattolico Bresson lo sguardo che ci accompagna nella sua visione del mondo in cui la Grazia non ha spazio alcuno. Per il regista francese il nostro viaggio in questo vita può solo godere dell'illusione della serenità (i soli momenti veramente tali per Balthazar sono all'inizio e alla fine). Per tutto il rimanente del tempo potremo solo sperare in qualche brevissima pausa (le carezze e i fiori di Marie) tra una sofferenza e l'altra.
Se l'asino viene maltrattato dal perfido Gérard (ma non sta certo meglio con i padroni che a lui seguiranno fino però a ritrovarsi di nuovo nelle sue mani quale portatore di soma con materiale di contrabbando) la vita di quella che un tempo era la bambina che si occupava di lui non segue un percorso più facile. La differenza tra i due potrebbe essere individuata nella possibilità di scegliere da parte dell'essere umano che è invece negata all'animale sottoposto al volere dei padroni. Ma anche qui Bresson manifesta un pessimismo che unisce il piano psicologico personale all'influenza di una società che fa del denaro il proprio vero idolo (non dimentichiamo che successivamente girerà L'argent). Marie ha un padre che si irrigidisce nella difesa della propria onestà rifiutando qualsiasi possibilità di dialogo con la controparte. La figlia sentirà il peso di questa scelta e dibattuta tra un amore possibile e tranquillo e l'attrazione irrazionale nei confronti di Gérard, si piegherà al volere di quest'ultimo così come l'asino al bastone e ai calci dei suoi aguzzini.
Bresson un giorno ha affermato: "Credo soltanto nell'amore. L'amore aiuta a comprendere". Su questa nostra Terra però l'amore, per il regista, può essere solo intravisto. Nulla di più.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 10 settembre 2010
Luca Scialo

Nella stalla di una famiglia della medio-ata borghesia francese del dopoguerra, nasce un asino, cui danno nome Balthazar. La sua vita è comune a tutte quelle dei suoi simili, fatta di duro lavoro. Fino a quando la famiglia, caduta in disgrazia, non se ne disfa e Balthazar finisce sballottato da un padrone all'altro, tutti che lo maltrattano e si servono male di lui.

martedì 21 settembre 2010
il cinefilo

TRAMA:Il film racconta la storia del asino Balthazar e delle sue"disavventure"in mezzo agli umani...COMMENTO:Questo film triste e inquietante(ma anche affascinante)è la classica operazione cinematografica che può essere interpretata,a seconda dei punti di vista,come metaforica,allegorica o addirittura filosofica. Il regista Robert Bresson sembrerebbe descrivere il protagonista animale come se fosse [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 maggio 2010
G. Romagna

La vita, i patimenti e la morte dell’asinello Balthazar, bestia umile, laboriosa e mansueta, sono illustrati accanto ai travagli della sua prima padroncina. Il quadro che ne risulta è di un’amarezza sconfortante, di un pessimismo radicale che si fa via via sempre più cosmico. I due buoni, le vittime, l’uno detenuto da una serie di padroni ben poco incline all’onest&agra [...] Vai alla recensione »

domenica 1 marzo 2015
il befe

il film più elogiato di bresson

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