Sciuscià

Film 1946 | Drammatico +16 90 min.

Anno1946
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diVittorio De Sica
AttoriFranco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Maria Campi, Aniello Mele, Enrico Cigoli, Bruno Ortensi, Emilio Cigoli Gino Saltamerenda, Anna Pedoni, Leo Garavaglia, Enrico De Silva, Antonio Lo Nigro, Angelo D'Amico, Antonio Carlino, Francesco De Nicola, Pacifico Astrologo, Peppino Spadaro, Irene Smordoni, Antonio Nicotra, Claudio Ermelli, Guido Gentili, Mario Volpicelli, Edmondo Costa, Mario Del Monte Jr., Achille Ponzi, Antonio Amendola, Armando Furlai, Edmondo Zappacarta, Leonardo Bragaglia, Gino Marturano, Piero Carini, Mario Jafrati.
TagDa vedere 1946
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,79 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Vittorio De Sica. Un film Da vedere 1946 con Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Maria Campi, Aniello Mele, Enrico Cigoli, Bruno Ortensi, Emilio Cigoli. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1946, durata 90 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,79 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Gli sciuscià sono i ragazzini lustrascarpe (dall'americano "shoe-shine" che significa, lustrare le scarpe). Si guadagnano qualche spicciolo sulle scar... Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento,

Consigliato assolutamente sì!
4,79/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,18
ASSOLUTAMENTE SÌ

Gli sciuscià sono i ragazzini lustrascarpe (dall'americano "shoe-shine" che significa, lustrare le scarpe). Si guadagnano qualche spicciolo sulle scarpe dei soldati americani a Napoli, siamo nel 1945. Pasquale e Giuseppe vogliono comprarsi un cavallo. Raccogliere i soldi necessari solo lustrando sarebbe impossibile così si fanno invischiare in una faccenda di mercato nero e finiscono in riformatorio, dove incontrano una realtà orrenda che li mette a dura prova, compromettendo la loro stessa amicizia. Durante un tentativo di fuga uno dei ragazzi muore cadendo da un ponte, l'amico, prima di essere ripreso dalle guardie, lo tiene, disperato, fra le braccia. Il primo capolavoro di De Sica divenuto successo oltre confine, premiato con un Oscar. Lo sguardo è per i ragazzi, un tema carissimo al regista che aveva già firmato I bambini ci guardano. Nel '48, con Ladri di biciclette, De Sica finiva la sua trilogia dei bambini. Registriamo la magnifica performance di Franco Interlenghi che sarebbe diventato un volto indispensabile di quel cinema. Sciuscià è uno dei titoli che hanno costruito la leggenda del cinema italiano di quella stagione, leggenda per il mondo. Apriva una strada che sarebbe rimasta solo nostra.

Francesco Rufo
venerdì 17 luglio 2009

Dopo I bambini ci guardano (1943), De Sica e Zavattini tornano sui bambini e sul loro sguardo con Sciuscià, opera neorealista solcata da lampi di surrealismo fiabesco, elegiaco, lirico, un viaggio nelle miserie dell’Italia del tempo, un atto di critica sociale e politica basato su una forte indignazione, che si fa senso di umanistica pietas e rispetto morale verso le persone che vengono filmate e raccontate. Come in Ladri di biciclette, i bambini si affermano come figure fondamentali del neorealismo e del cinema moderno, in quanto personaggi che, segnati dall’impotenza a re-agire, possono solo vedere, errare, sognare (come gli anziani, gli stranieri, gli infermi, tutte figure presenti nelle opere più importanti del neorealismo). Il cinema di De Sica-Zavattini accoglie una teoria elaborata da Zavattini, la teoria del pedinamento, detta anche poetica del coinquilino, o estetica del buco della serratura. La teoria del pedinamento mirava a cogliere con la cinepresa la realtà del quotidiano, gli elementi più autentici del comportamento umano, determinato da specifiche condizioni sociali e ambientali: era la base della elaborazione di un cinema trasparente che doveva soddisfare la fame di realtà e occultarsi come mezzo di espressione per imporsi come semplice riproduttore del reale. I personaggi di questo cinema dovevano essere tipi di una condizione sociale generale seguiti dalla cinepresa nel materiale drammatico costituito da situazioni, luoghi, ambienti determinati. Il personaggio diventa così centro dell’azione drammatica e filo conduttore di una rappresentazione documentaristica della realtà. Condizione necessaria di tutto ciò è il pedinamento del personaggio, che si muove nel suo ambiente naturale, nel reale quotidiano, attraverso storie sospese tra simbolismo e naturalismo, e si offre come elemento significativo della società che gli autori del film sottopongono ad analisi critica. Sciuscià si basa su questa teoria, su un’attenta selezione del materiale da filmare, su un uso del cinema come mezzo di documentazione di una realtà ri-costruita. Oscar speciale 1947 per «la qualità superlativa raggiunta in circostanze avverse».

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Due giovanissimi sciuscià (da "shoe-shine", lustrare scarpe) napoletani sognano di comperare un cavallo bianco tutto per loro e, per averlo, s'invischiano in un "lavoretto" per adulti che li porta in un carcere minorile. Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero (Oscar speciale 1947 per "la qualità superlativa raggiunta in circostanze avverse"): la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista Zavattini e De Sica tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con I bambini ci guardano (1943). Costato meno di un milione di lire, fu venduto per quattromila lire al distributore americano Ilya Lopert che ci guadagnò un milione di dollari. BN di Anchise Brizzi (1887-1964) ed Elio Paccara. Alla sceneggiatura contribuirono Sergio Amidei, Adolfo Franci e Cesare Giulio Viola. Prodotto dall'Alfa di Paolo W. Tamburella. Titolo inglese: Shoeshine . Uno dei 54 film prodotti in Italia nel 1946.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 aprile 2011
Luca Scialo

Siamo agli sgoccioli della fine della Seconda Guerra Mondiale e in una Roma frustrata dal disagio sociale, due ragazzini si guadagnano da vivere facendo gli Sciuscià (lustra scarpe). Sognano di comprarsi un cavallo ma con i soldi che guadagnano non ce la farebbero mai. Il fratello di uno dei due gli propone un piccolo colpo che però va male, e i due finiscono nel carcere minorile.

venerdì 10 settembre 2010
chriss

Pasquale e Giuseppe, due discoli uniti da una profonda e sincera amicizia, hanno un sogno (che poi si realizzerà solo in parte): acquistare Bersagliere, un cavallo bianco che costa cinquanta mila lire e tanti altri sacrifici per mantenerlo. I difficili anni della guerra ed il contatto, 'corrotto con gli adulti', ha fatto si che crescessero troppo in fretta.

lunedì 23 agosto 2010
il cinefilo

TRAMA:Nell'Italia del dopoguerra due ragazzi,Pasquale e Giuseppe,si ritrovano a dover affrontare la brutalità del riformatorio a causa di una rapina in cui sono rimasti involontariamente complici...COMMENTO:Vittorio De Sica(il quale si rivolterebbe nella tomba se sapesse dei film sfornati attualmente dal figlio)firma un altro capolavoro della cinematografia neorealista nonchè il più [...] Vai alla recensione »

martedì 5 marzo 2013
Filippo Catani

Due piccoli lustrascarpe napoletani cercano di mettere i soldi da parte per potersi comprare il cavallo dei loro sogni. Per arrivare più agevolmente al raggiungimento della cifra, i due ragazzi finiranno con l'accettare un "lavoretto" che li porterà a conoscere la terribile vita del carcere minorile. Un film che definire maestoso è dire poco.

mercoledì 30 dicembre 2009
G. Romagna

Sciuscià è un capolavoro senza tempo, un film crudo e rivoluzionario per il messaggio che intendeva diffondere. Il senso di vicinanza che riesce a trasmettere verso questi poveri bambini, vittime oramai considerate irrecuperabili da una società terribilmente miope e perbenista, è di una forza insuperabile, la stessa che sarà poi ripresa tanto da Truffaut nel cinema con "I 400 colpi" -altra pietra [...] Vai alla recensione »

domenica 16 settembre 2018
stefano capasso

Nella Roma del primissimo dopoguerra due adolescenti, Pasquale e Giuseppe, coltivano il sogno di comprare Bersagliere, il cavallo che periodicamente affittano coi guadagni del loro lavoro di lustrascarpe. L’occasione di un buon guadagno si presenta quando vengono coinvolti in una vendita di coperte rubate. Le cose vanno male, vengono arrestati e finiscono al riformatorio, dove li attendono prove [...] Vai alla recensione »

sabato 2 aprile 2016
fedeleto

Due sciuscia'(lustrascarpe)vengono incriminati di un furto riguardo due coperte americane poiché con il bottino vogliono comprarci un cavallo.Verranno arrestati,e in riformatorio vivranno una triste e cruda realtà.Fino a quandola spesieratezza dell'adolescenza finisce con la tragedia.Vittorio De Sica (la porta del cielo,Teresa Venerdi)dirige un dramma umano ottimamente rappresentato.La [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 ottobre 2009
Tony71

Ancora oggi, a distanza di tanti anni, commuove, soprattutto il finale. Storia di un'amicizia, delle condizioni estreme del dopoguerra, degli orrori del riformatorio... Grande Vittorio De Sica

Frasi
A che servono [quelle carte]?
Si legge l'avvenire.
Allora a noi ci potrebbe dire che ci succederà domani? [...] Che c'entra, voi siete due ragazzini.
Perché, i ragazzini non ce l'hanno un avvenire?
Dialogo tra Pasquale (Franco Interlenghi) - Giuseppe (Rinaldo Smordoni) - La chiromante (Maria Campi)
dal film Sciuscià
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Pasquale e Giuseppe, due sciuscià finiti al riformatorio, vi trascorrono una vita penosa in attesa del processo. Prima sinceramente amici, nella miseria, ora a poco apoco si distaccano, finché l’uno fugge, e subisce l’aggressione dell’amico, risentito per la fuga messa in atto senza di lui, che ne provoca la morte. Insieme con i due classici di Rossellini (Roma città aperta e Paisà) , fu il film che [...] Vai alla recensione »

Mario Gromo
La Stampa

Sciuscià è il film più difficile che De Sica abbia finora affrontato. Vuole essere un film corale, il film degli «sciuscià», questi ragazzi e ragazzetti dediti a mille traffici ille citi sulla scia delle truppe d'occupazione. È come una diffusa «mafia» o «camorra» adolescente, talvolta ancora infantile, e con una virulenza da infezione. È certo, tuttavia, che anche fra quei ripieghi e quelle brutture [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
1948
winner
miglior regia
Nastri d'Argento
1946
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