| Anno | 1943 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 135 minuti |
| Regia di | Luchino Visconti |
| Attori | Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan De Landa, Elio Marcuzzo, Vittorio Duse, Dhia Cristiani Michele Riccardini, Michele Sakara. |
| Tag | Da vedere 1943 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,33 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 9 marzo 2018
Gino, un vagabondo, arriva allo spaccio di Bragana, uomo rozzo che ha una moglie, Giovanna, troppo bella per lui. Gino mangia e non paga, allora il pr... In Italia al Box Office Ossessione ha incassato 1 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Gino, un vagabondo, arriva allo spaccio di Bragana, uomo rozzo che ha una moglie, Giovanna, troppo bella per lui. Gino mangia e non paga, allora il proprietario gli fa fare il meccanico per risarcirsi. Fra Gino e Giovanna nasce qualcosa, anche se non espressa all'inizio. Poi i due diventano amanti. Gino cerca di "ravvedersi", si allontana. Vaga di paese in paese, ma poi incontra di nuovo i coniugi e la relazione riprende. Giovanna, che ormai odia il marito, istiga Gino ad ucciderlo. Lui ne è sconvolto, ma la donna è molto persuasiva e alla fine lo convince. Bragana viene ucciso. Gino si instaura ormai come compagno ufficiale, anche di fronte alla gente, ma il rimorso e la paura degli amanti sono insopportabili, la vita è un incubo. Decidono di fuggire quando si sentono braccati dalla polizia. In macchina hanno un incidente. Lei muore e lui viene arrestato. Tratto dal romanzo dell'americano James Cain, ripetutamente tradotto in film, è la prima opera di Visconti, da molti ritenuta la sua più importante e una delle maggiori del cinema italiano. Lavoro di straordinaria felicità a cominciare dalla secchezza dello stile, davvero inusitato allora, e dal realismo. Visconti, uomo di cultura, conoscenze e curiosità molto vaste, aveva appena finito la sua stagione di "apprendistato" presso Jean Renoir, maestro francese, ed era anche grande appassionato di "americanismo". Dunque Ossessione arriva dalla cultura francese, intellettuale e non prevedibile, da quella americana efficace e senza fronzoli, unita a quella italiana mediatrice e "drammaticamente equilibrata". Massimo Girotti, appena ventiquattrenne, e Clara Calamai (che sostituì all'ultimo momento Anna Magnani incinta) che camminano, scuri e infelici sulla riva del Po, fanno parte della liturgia del nostro cinema.
Per il suo esordio, Visconti mette mano per secondo (dopo una non fondamentale versione francese) alla riduzione de ‘Il postino suona sempre due volte’ che ancor oggi resta la migliore: una fregatura per gli statunitensi che, per una questione di diritti con l’editore, non hanno potuto vedere per oltre trent’anni un film memorabile, realizzato da un uomo non ancora quarantenne [...] Vai alla recensione »
Nel 1942 il nostro cinema ancora si costringeva sui canoni della propaganda: all'«asse», all'immancabile vittoria, alla razza purissima; e tutto si risolveva in una pessima propaganda al non-cinema. Ma in quello stesso anno un gruppetto di giovani, capeggiato da Luchino Visconti, stava creando il «suo» film, decisamente coraggioso, non conformista, polemico addirittura.