| Titolo originale | Argo |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Ben Affleck |
| Attori | Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber, Tate Donovan Clea Duvall, Scoot McNairy, Rory Cochrane, Christopher Denham, Kerry Bishé, Philip Baker Hall, Zeljko Ivanek, Richard Kind, Michael Parks, Chris Messina, Titus Welliver, Barry Livingston, Christopher Stanley, Keith Szarabajka, Tom Lenk, Bob Gunton, Adrienne Barbeau, Cas Anvar, Kyle Chandler, Taylor Schilling, Michael Cassidy. |
| Uscita | giovedì 8 novembre 2012 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,50 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2020
Ben Affleck nuovamente alla regia per un film d'azione tratto da un'incredibile storia vera. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 5 candidature e vinto 2 Golden Globes, 7 candidature e vinto 3 BAFTA, ha vinto un premio ai Cesar, 7 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Argo ha incassato 4,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1979, in seguito alla fuga negli Stati Uniti dello Scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi durante la rivoluzione, l'ambasciata americana di Teheran fu presa d'assalto dai rivoluzionari e i suoi impiegati sequestrati per più di 400 giorni. Sei cittadini statunitensi riuscirono a fuggire di nascosto e trovare rifugio nella residenza dell'ambasciatore canadese, il quale, a proprio rischio e pericolo, concesse clandestinamente ospitalità e supporto.
Per riportare in patria i propri connazionali la CIA organizzò una missione di esfiltrazione particolarmente audace, ideata dall'esperto del campo Tony Mendez e coadiuvata da una vera produzione hollywoodiana. Basandosi su una sceneggiatura realmente acquistata dal sindacato sceneggiatori fu data l'illusione a tutti (soprattutto alla stampa, in modo che si producessero articoli in materia) che c'era l'intenzione di girare un film di fantascienza in Iran, così da poter ottenere dal Ministero della cultura iraniano il permesso di entrare ed uscire dal paese e, nel fare questo, poter portare via i sei ospiti dell'ambasciatore canadese spacciandoli per maestranze del film.
Il titolo del finto film in questione era Argo.
Sulle basi di questa vera storia Ben Affleck orchestra un film che forza la realtà dei fatti quanto serve per creare tensione e suspense ma non manca mai di rimarcare gli elementi di veridicità e di confinare in maniera netta le licenze cinematografiche.
Il risultato è un'opera di sorprendente solidità, animata da un'etica di ferro e capace di muoversi attraverso i tre registri principali del cinema, amalgamandoli con l'invisibile maestria di un veterano del cinema. Nonostante sia solo al suo terzo film da regista Ben Affleck si conferma uno degli autori giovani più interessanti in assoluto, capace di fondere l'azione da cinema di guerra della prima parte con la commedia hollywoodiana della seconda e infine la tensione del dramma storico della terza. Un viaggio tra diversi toni in cui l'unica costante è il regista stesso, che incarna il protagonista Tony Mendez con una recitazione minimalista e pacata, esplorando tutte le declinazioni di un'infinita malinconia di sguardo che fa il paio con il rigore morale profuso nel raccontare la sua storia.
In questo straordinario esempio di modernità cinematografica c'è tutta l'esperienza del cinema politico, teso e aggressivo della Hollywood degli anni '70, unita ad uno stile fluido ed invisibile, ad un gusto post-Mad Men per la precisa ricostruzione dei diversi costumi della società di qualche decennio fa e ad una capacità non comune di lavorare sul dettaglio della messa in scena.
Ben Affleck alza ancora l'asticella e non si accontenta più (come per Gone Baby Gone e The Town) di prendere un buon soggetto e girare con gusto e abilità un'ottima sceneggiatura ma, pur mantenendo tutto il riguardo del caso verso l'intrattenimento del proprio pubblico di riferimento, orchestra il suo racconto in modo che anche le parti più piccole, i ruoli comprimari o alcune parole pesino come macigni e siano in grado, con uno sguardo o un dettaglio, di fare il lavoro del cinema più serio e audace: stimolare nello spettatore correlazioni tra i fatti e i personaggi narrati e l'attualità, ovvero la storia della politica estera americana antecedente e soprattutto successiva al 1979.
Teheran, 1979. Dopo la salita al potere di Khomeini, l'Iran diventa un paese radicalmente antiamericano. Durante una delle numerose manifestazioni viene presa d'assalto l'ambasciata degli Stati Uniti, e soltanto sei dipendenti riescono a trovare rifugio in casa dell'ambasciatore canadese in città. L'agente della CIA Tony Mendez escogita un piano a dir poco originale per tirarli fuori dal paese ostile: mettere in piedi un finto film di fantascienza prodotto a Hollywood e correre in loro aiuto con la scusa della ricerca delle location adatte per girarlo. Con l'aiuto di colleghi e veri produttori di Los Angeles, Mendez si lancia nell'impresa che appare disperata.
Dopo il sorprendete esordio del doloroso Gone Baby Gone e la conferma autunnale del solido The Town, Ben Affleck con il suo terzo Argo dimostra definitivamente di essere uno dei maggiori talenti americani dietro la macchina da presa. Il suo thriller in costume è un opera dalla messa in scena tanto semplice quanto efficace, che punta al realismo senza però ostentarlo, e si concentra maggiormente sulla potenza della narrazione, fattore che riesce ad evidenziare un grande ritmo narrativo e la prova maiuscola di tutti gli attori in scena, soprattutto quelli di supporto.
Dopo un inizio molto classico, in cui la situazione di pericolo viene settata senza alcuna forzatura e inutile accelerazione, ma al contrario con la perfetta dose di credibilità, quando parte la folle operazione di salvataggio i toni più leggeri e alcune battute di vera comicità permettono a grandi caratteristi come John Goodman, Bryan Cranston e il "grande vecchio" Alan Arkin di ritagliarsi momenti di grande sapienza recitativa: non ci sarebbe assolutamente da stupirsi se alle prossime nomination agli Oscar uno o due dei nomi appena citati fosse candidato come attore non protagonista. Dal canto suo Affleck, come aveva fatto con The Town, si ritaglia un ruolo da protagonista piuttosto dimesso e stilizzato, una parte che può essere recitata secondo le sue possibilità, certamente non a livello degli altri ma comunque più che sufficienti per non sfigurare.
Se dunque Argo nella prima parte si presenta come un film molto solido, nella seconda diventa realmente emozionante. Il crescendo di tensione che monta con la lunga sequenza che chiude il lungometraggio è dosato alla perfezione, scandito da un montaggio ammirevole. La fotografia elegante ma sempre sobria incornicia poi il tutto in una visione asciutta degli eventi. Argo passa così dall'essere un buon film a diventare grande cinema. Ben Affleck continua dunque il suo percorso registico come meglio non avrebbe potuto. Da applauso.
"Argo" è un buon film,costruito con abilità e mestiere, dall'impianto solido. La scena iniziale, che descrive la presa dell'ambasciata americana a Teheran da parte delle guardie rivoluzionarie del regime teocratico di Khomeini, è potente e terrorizzante: un fiume di folla che preme contro i cancelli animata dall'odio nei confronti del "Grande Satana" statunitense, travalica le recinzioni, irrompe [...] Vai alla recensione »
Il contesto storico. Nel gennaio del 1979 lo Scià, malato di cancro, lascia l'Iran per farsi curare in America. Il commento di un funzionario della Cia è "quell'aereo era talmente carico d'oro che quasi non riusciva a decollare". La voce fuori campo che introduce la vicenda di Argo, il film con Ben Affleck protagonista e regista, evoca anche il "tradimento" del 1953 quando gli anglo-americani con un colpo di stato favorirono il ritorno dello Scià dall'esilio, destituendo il primo ministro Mohammad Mossadeq.
Argo, ovvero: perché Hollywood domina il pianeta (e al pianeta va bene così). A prima vista è un film sull'Iran, la Cia e il potere del cinema, che nel 1979 servì a liberare un gruppo di americani dalla Teheran in rivolta dell'ayatollah Khomeini. In realtà è molto di più. Ispirato a una storia vera, segreto di Stato fino al 1997, Argo celebra due volte il potere della settima arte.