| Titolo originale | Killing Them Softly |
| Anno | 2012 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Andrew Dominik |
| Attori | Brad Pitt, Ray Liotta, James Gandolfini, Richard Jenkins, Vincent Curatola, Scoot McNairy Ben Mendelsohn, Trevor Long, Max Casella, Sam Shepard, Slaine. |
| Uscita | giovedì 18 ottobre 2012 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,59 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 dicembre 2018
Un agente investiga su una rapina avvenuta durante una partita di poker sotto la protezione della mafia. In Italia al Box Office Cogan - Killing Them Softly ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 609 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Franky e il suo socio, due piccoli delinquenti, accettano il colpo che gli viene proposto e svaligiano una bisca clandestina. La colpa dovrebbe ricadere sul gestore, per via di un suo vecchio errore. Ma le cose si complicano. La mafia fa allora appello a Jackie Cogan, perché regoli i conti e restauri i rapporti di potere.
Dopo L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, il regista neozelandese Andrew Dominik ha scoperto e divorato l'opera omnia di George V. Higgins, ex procuratore aggiunto di Boston e indubbia conoscenza letteraria di Tarantino. Quindi ha scelto di adattare "Cogan's Trade", un libro del 1974. Realisti nell'accezione della realtà quando supera la fantasia, i romanzi di Higgins sono fatti di dialoghi e il film di Dominik è abile a non perderseli, ma non aggiunge molto altro.
Alla base dell'adattamento, al di là dello spostamento in Lousiana nei giorni in cui Bush sta per lasciare il posto ad Obama, c'è un'idea di attualità: l'economia è in crisi, tutta l'economia, anche quella mafiosa. La cupola è un sistema e, esattamente come quello bancario, prevede debiti e crediti, interessi da "pagare", costi da sostenere. Assoldare un killer richiede un esborso, ma il prezzo si alza in base alle garanzie offerte dal soggetto e si abbassa quando non c'è denaro in giro, proprio come ogni altro commercio di questi tempi.
La metafora, che il regista esplica punteggiando la crime story con i discorsi politici sullo stato dell'economia americana provenienti dalle autoradio e dalle televisioni, si spinge evidentemente più in là, fino ad accusare i governanti di essere, al pari dei banchieri, dei criminali e dei truffatori, imprese private a scopo di lucro. Ma è un'idea e una soltanto e non è ripetendola ad ogni occasione che il film si riempie. Anzi. Dopo un inizio accattivante, per il tono comico-cinico dei dialoghi e le facce messe in campo, si svuota progressivamente, procedendo verso il nulla.
Nonostante gli uomini giusti al posto giusto, specie Ray Lotta e Gandolfini, ma anche Pitt e Ben Mendelsohn nei panni del più folle della brigata, Russel, Killing them softly gira su se stesso, fagocitato dalla logica del sistema chiuso che fotografa. Accade molto poco, la scrittura brillante è però afona in materia di contenuti, lo stile indebitato con modelli migliori. Così che il risultato è allo stesso tempo pretenzioso e routinario.
"Io li uccido dolcemente": parola di Brad Pitt - Cogan. Non una "morte" così soave invece, quella che ha colto i primi spettatori della proiezione alla quale ho assistito: lesti a fuggire dopo solo un quarto d'ora di Killing Them Softly, il nuovo lavoro del neozelandese Dominik. Pensavano molto probabilmente di trovarsi un action movie davanti, con Pitt impegnato [...] Vai alla recensione »
Mentre la radio racconta la sfida Obama-McCain e la crisi esalta ogni crimine, due piccoli malviventi fanno un colpo alla bisca, ma arrivano due inviati a far quadrare i conti. Già cult il finale di Brad Pitt: L'America non è un paese, è business, altro che parafrasare Jefferson. Elogio della solitudine, dell'amoralità cosmica, teso noir psicologico, scritto e diretto all'europea, nel buio morale e [...] Vai alla recensione »