The Struggle

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionarin.d.
 critican.d.
 pubblicon.d.
Richiedi il passaggio in TV di questo film
Chiudi Cast
Le giornate del cinema muto

Nel 1929, la D.W. Griffith Company ottenne un cospicuo rimborso per tasse non dovute pagate nel 1920. Il tesoriere della società reinvestì il danaro in azioni di borsa senza consultare Griffith, e, quando nell'autunno del 1929 ci fu il crollo del mercato azionario, questi investimenti si rivelarono preziosi nel breve termine. La società ottenne anche un piccolo prestito bancario e, nell'estate del 1931, in uno studio preso in affitto nel Bronx, iniziarono le riprese di The Struggle. La forzata riduzione dei costi contribuì alla qualità semi documentaristica di questa storia melodrammatica: molte scene furono girate nelle strade del Bronx, altre nel Connecticut, presso gli Stamford Rolling Mills di Springdale. E nel Connecticut il film fu presentato in anteprima verso la fine di novembre del 1931.Purtroppo, tutte le speranze che Griffith riponeva in The Struggle rimasero miseramente deluse. Forte della sua rinnovata indipendenza produttiva, Griffith era partito con la convinzione di realizzare un film di successo. Egli attribuiva infatti i fallimenti degli ultimi anni al lavoro svolto per conto d'altri senza un controllo adeguato sul proprio prodotto. È molto amaro, per chiunque abbia seguito da vicino la carriera di D.W. Griffith, dover ricordare qui che in occasione della prima The Struggle fu irriso dal pubblico. Di solito, quando il pubblico ride di uno spettacolo che non intende essere comico è perché si sente a disagio o in imbarazzo. Succede spesso che gli spettatori, rivedendo film realizzati quando erano giovani, provino imbarazzo per quello che nella loro ingenuità li aveva commossi. Ora noi possiamo constatare come The Struggle non sia sicuramente tra i peggiori film di Griffith, pur essendo lontano dai suoi grandi titoli. Quando il cinema parlato divenne la norma, il pubblico cominciò a ridacchiare dei film muti: ma nel 1931 era ancora troppo presto per questo tipo di reazione. Anni dopo, sentendo le risate che suscitavano i suoi grandi successi del muto, Mary Pickford decise di ricomprare tutti i suoi vecchi film per distruggerli. Fortunatamente, ne fu dissuasa. Il caso in questione è abbastanza diverso, non essendo The Struggle un film muto. Esso tuttavia richiamava, nella trama e nei toni, i vecchi melodrammi Biograph da un rullo, i migliori dei quali avevano suscitato all'epoca emozioni fortissime: il fattore imbarazzo potrebbe aver dunque agito sugli spettatori del 1931, che ormai respiravano il cinismo e la “sofisticazione” dell'Età del Jazz. Ma la loro reazione potrebbe anche essere attribuita ai dialoghi aggiunti alle scene tipicamente melodrammatiche di Griffith, che forse provocarono lo stesso choc suscitato nelle sale quando si sentì per la prima volta John Gilbert declamare a viva voce le sue fiorite dichiarazioni di passione. In Broken Blossoms, la sequenza muta di un padre brutale e ubriacone che infierisce sulla piccola e indifesa Lillian Gish gelava il sangue e incuteva terrore. La stessa scena in The Struggle, con un Jimmie Wilson ubriaco che colpisce la figlioletta, con l'aggiunta degli effetti sonori e del dialogo, veniva ora percepita come comica. Dopo aver udito il pubblico ridere durante la prima di The Struggle, Griffith reagì rinchiudendosi nella sua stanza d'albergo e rifiutando di ricevere chicchessia. Una rivista rifiutò di recensire The Struggle per rispetto della passata grandezza di Griffith; altre recensioni furono spietate. La United Artists, che aveva parzialmente finanziato il film in cambio dei diritti di distribuzione, lo tolse dalle sale e lo tagliò frettolosamente sperando di riuscire a distribuirlo prima che la voce del fiasco si diffondesse. Il film uscì solo a Filadelfia, dove resse il cartellone per pochi giorni. Alcuni anni dopo riapparve fugacemente sugli schermi come film “da ridere”, con il titolo mutato in Ten Nights in a Barroom.La storia di The Struggle pare ripresa direttamente da uno dei molti one-reelers Biograph sul tema dell'alcolismo quali The Drunkard's Reformation (1909), The Expiation (1909) o Drink's Lure (1913). In particolare, The Struggle ricordava la trama di The Drunkard's Reformation. Tra i documenti dei D.W. Griffith Papers conservati presso il Museum of Modern Art figura una richiesta di informazioni sul copyright del dramma Drink di Charles Reade e su quello del suo predecessore, L'Assommoir di Emile Zola, confermando che, durante la preparazione di The Struggle, Griffith aveva pensato a questo vecchio dramma sulla temperanza. In alcuni di questi documenti recanti la data del maggio 1931, Griffith figura tra gli autori della sceneggiatura, anche se, come era già accaduto molto spesso in passato, ciò non risulta dai credits del film: lui, Anita Loos e John Emerson furono tutti pagati per lo script dalla David Wark Griffith Inc. Anita Loos e John Emerson erano all'epoca due brillanti scrittori e sceneggiatori di commedie di grande successo. Perché la scelta di Griffith sia caduta proprio su di loro e perché i due abbiano accettato di lavorare allo script di questo film rimane un mistero. Come molti altri professionisti che avevano già collaborato con Griffith, forse aderirono al progetto in nome della vecchia amicizia, ma sicuramente non erano adatti a un film come The Struggle. L'unico momento in cui si può riconoscere il loro tocco è il prologo, ambientato nel periodo prebellico, prima del Proibizionismo: siamo in una birreria all'aperto dove siede una clientela spensierata che disquisisce allegramente di film e divi del cinema davanti a boccali colmi di birra alla spina. Frutto dell'“età progressista”, il 18° emendamento della Costituzione americana che proibiva la produzione e il commercio di bevande alcoliche era entrato in vigore nel 1919. L'impopolare emendamento veniva trasgredito regolarmente, specie da chi si reputava più sofisticato, favorendo in tal modo l'ascesa di una nuova categoria criminale, quella dei contrabbandieri d'alcol. Per molti americani, infrangere una legge nazionale divenne una sorta di gioco, e questo fino al 1933, quando il Proibizionismo verrà infine abolito. The Struggle inizia criticando il Proibizionismo: la gente beveva meno e in modo più sano prima della sua promulgazione. L'alcol di contrabbando era puro veleno. Ma in seguito il tema del film si focalizza sugli orrori della dipendenza dall'alcol e sui suoi effetti distruttivi sulle famiglie. Il tema della famiglia minacciata nella sua sicurezza permea del resto l'intera opera di Griffith. A partire dal 1931, il cinema parlato aveva definitivamente conquistato l'industria. Gran parte della tecnologia del sonoro si era stabilizzata, quasi tutte le sale più importanti erano già attrezzate per le proiezioni sonore, mentre quelle più piccole e incapaci di modernizzarsi erano costrette a chiudere o a cambiare destinazione d'uso. Altri mutamenti, del tutto indipendenti dall'avvento del sonoro, ma che si presentarono nello stesso periodo, cambiarono la qualità fotografica dei film: l'illuminazione dei set passò dalle luci ad arco a quelle ad incandescenza; la pellicola pancromatica sostituì la pellicola ortocromatica. Griffith, sempre in prima fila quando si trattava di sperimentare nuove tecnologie, registrò i dialoghi di The Struggle adottando il nuovo microfono dinamico, che consentiva a un tempo una grande duttilità di piazzamento e una maggiore mobilità, ma che sarebbe entrato nell'uso corrente solo verso la fine degli anni '30.The Struggle contiene una delle scene più commoventi mai realizzate da Griffith, che ai suoi innumerevoli quadri di felicità domestica, aggiunge qui l'immagine perturbante di un focolare spezzato. La scena è quella in cui Jimmie Wilson (Hal Skelly) ritorna nel suo appartamento e lo trova vuoto di persone e cose. Sua moglie se n'è andata, il mobilio è accatastato sul marciapiedi e la loro figlioletta è stata temporaneamente affidata a un vicino che abita nella casa di fronte. Skelly si affaccia alla finestra e da lì scorge sua figlia intenta ad ascoltare la radio con i bambini del vicino. L'apparecchio sta diffondendo un sermone, cui segue una musica d'organo, l'inno “Abide with Me”. Il suono proviene da uno spazio diverso da quello in cui si trova chi osserva la scena, ed è un buon esempio di uso creativo delle nuove possibilità offerte dalla tecnologia sonora. I bambini non vedono né sentono Skelly. Accasciato alla parete, sentendo di aver perduto per sempre la famiglia, egli è il ritratto della disperazione. Se la sera della prima il pubblico rise davanti a una scena di tale toccante intimità, si capisce cosa abbia spinto Griffith a nasocndersi nella sua stanza d'albergo. - EILEEN BOWSER [DWG Project # 627]

Stampa in PDF

Premi e nomination The Struggle Giornate del cinema muto
Non ci sono ancora frasi celebri per questo film. Fai clic qui per aggiungere una frase del film The Struggle adesso. »
The Struggle | Indice

Recensioni & Opinionisti Articoli & News Multimedia Shop & Showtime
Scheda | Cast | News | Frasi | Shop |
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
mercoledì 7 ottobre
Gamberetti per tutti
L'anno che verrà
Nel nome della Terra
Vulnerabili
mercoledì 30 settembre
Gli spostati
mercoledì 23 settembre
A Tor Bella Monaca non Piove Mai
martedì 22 settembre
L'hotel degli amori smarriti
giovedì 10 settembre
La mia banda suona il pop
mercoledì 9 settembre
Fantasy Island
martedì 8 settembre
Doppio sospetto
mercoledì 2 settembre
Villetta con ospiti
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2020 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità