Wolves of Kultur

Un film di Joseph A. Golden. Con Leah Baird, Sheldon Lewis, Charles Hutchison, Betty Howe, Mary Hull, Edmund Dalby, Austin Webb, William Cavanaugh.
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Muto, durata 328' min. - USA 1919.
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Le giornate del cinema muto

15 episodi1 - The Torture Trap 3 rls., 804m., 35’2 - The Iron Chair 2 rls., 488m., 21’3 - Trapping the Traitors 2 rls., 480m., 21’4 - The Ride to Death 2 rls., 477m., 21’5 - Through the Flames 2 rls., 533m., 23’6 - Trails of Treachery 2 rls., 465m., 20’7 - The Leap of Despair 2 rls., 400m., 18’8 - In the Hands of the Hun 2 rls., 538m., 23’9 - Precipice of Death 2 rls., 537m., 23’10 - When Woman Wars Incompleto, solo r. 1 / Incomplete, Reel 1 only, 202m., 9’11 - Betwixt Heaven and Earth 2 rls., 526m., 23’12 - Towers of Tears 2 rls., 551m., 24’13 - The Hun’s Hell Trap 2 rls., 537m., 23’14 - Code of Hate 2 rls., 512m., 22’15 - Reward of Patriotism 2 rls., 506m., 22’Il restauro del serial thriller della Pathé del 1919 rappresenta un progetto di collaborazione innovativo che risale al settembre 1992, quando il Lobster Film Archive acquistò ad un’asta 27 dei 31 rulli al nitrato del serial, allora considerato perduto. Con il defunto Fred Junck, presente alla transazione, che poi depositò il film presso la cineteca del Lussemburgo, si progettò di intraprendere una collaborazione tra 15 archivi internazionali, ciascuno dei quali si sarebbe occupato del restauro di un singolo episodio, dividendo così i costi e rendendo il serial ultimato disponibile a tutti i partecipanti. Alle Giornate del Cinema Muto del 2001 fu concordato un piano in merito, e 3 anni dopo siano lieti di presentare in prima mondiale il restauro ultimato (benché a Sacile nel 2002 si fosse potuto vedere, come esempio dei lavori in corso, il primo episodio).I 27 rulli al nitrato imbibiti che costituiscono il materiale principale erano davvero bisognosi di restauro: alcune parti erano prossime a decomporsi, mentre altre erano state danneggiate dall’acqua. Gli episodi erano, in gran parte, sostanzialmente completi, con l’eccezione del primo rullo dell’episodio 7, del secondo rullo dell’episodio 10 e dell’intero episodio 14. Comunque molte delle parti mancanti sono state ora sostituite a partire da una seconda fonte, un negativo 16mm ricavato da un nitrato 35mm ora non più rintracciabile. Potrebbe sembrare una riedizione più breve, ma, dato che il materiale omesso proveniva in genere dalle prime 7 parti, è stato possibile sostituire buona parte delle scene mancanti dalla versione a 35mm, ed ora il solo episodio 10 rimane incompleto (manca ancora del rullo 2). La copia 16mm, che apparteneva alla Blackhawk Library, è stata messa a disposizione da David Shepard. Le didascalie nella versione restaurata sono in inglese, tradotte dal francese del nitrato originale usando, laddove possibile, le traduzioni della Blackhawk.La presentazione di La Maison du Mystère (1923) al Cinema Ritrovato di Bologna, nel luglio 2002, ha drasticamente cambiato la prospettiva sul serial, rivelando che il genere può includere una vera opera d’arte.Scopriremo di certo che Joseph A. Golden non era un regista del calibro di Alexandre Volkoff, ma i titoli degli episodi (“The Iron Chair”, “Through the Flames”, “The Leap of Despair”) promettono proprio il tipo di melodramma sovraccarico che ci si aspetterebbe da un serial archetipico. L’attrice protagonista, Leah Baird (1887-1971), è una figura di considerevole interesse. Attrice teatrale (nel 1908 aveva recitato a Broadway in A Gentleman from Mississippi, con Douglas Fairbanks), si unì alla Vitagraph nel 1912 nella duplice veste di sceneggiatrice e di attrice. Negli anni Venti formò, con il marito Arthur Beck, una propria compagnia e produsse alcuni fastosi film ambientati in Europa. Dopo il suo ritiro dal cinema continuò a scrivere e negli anni Quaranta ritornò sullo schermo in alcuni ruoli di contorno. Il regista Joseph A. Golden era un veterano che aveva iniziato alla Biograph nel 1907. Nel 1910-’11 diresse Pearl White in mezza dozzina circa di western Pathé ed anche in alcuni episodi del serial The Romance of Elaine (1915).Il progetto di restauro per Wolves of Kultur è dedicato alla memoria di Fred Junck, fondatore della Cinémathèque Municipale de Luxembourg. – David Robinson

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