Moon

Film 2009 | Fantascienza, 97 min.

Regia di Duncan Jones. Un film Da vedere 2009 con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Dominique McElligott, Kaya Scodelario, Matt Berry. Cast completo Genere Fantascienza, - Gran Bretagna, 2009, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 4 dicembre 2009 distribuito da Sony Pictures Italia. - MYmonetro 3,79 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 15 luglio 2019

Impiegato alienato, lasciato solo con i suoi pensieri nello spazio desolato della Luna ad estrarre energia dalle rocce Sam incontrerà se stesso. Letteralmente. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai BAFTA, In Italia al Box Office Moon ha incassato 111 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,57
PUBBLICO 3,58
CONSIGLIATO SÌ
Jones ci fa respirare l'aria della miglior fantascienza possibile.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 2 dicembre 2009
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 2 dicembre 2009

L'energia sulla Terra non è più un problema, la Lunar ha trovato il modo di generarne in maniera pulita e non dannosa sfruttando il materiale di cui sono composte le rocce presenti sul lato oscuro della Luna. A sorvegliare il lavoro dei macchinari è stata posta una base sul satellite naturale della Terra abitata unicamente da un computer tuttofare dalla voce umana e da un uomo, solo, quasi arrivato al termine dei suoi tre lunghissimi anni di contratto e sempre più vittima degli scherzi che stanchezza e solitudine gli procurano. Sarà un incidente quasi mortale a scardinare il meccanismo di inganni che si cela dietro il suo lavoro mettendolo a contatto inaspettatamente con un altro se stesso.
Probabilmente hanno mangiato gallette di riso razionando l'acqua per tutto il tempo della lavorazione per riuscire a realizzare un film simile con il ridicolo budget di 5 milioni di dollari. Scenografie prolungate al digitale, alcuni trucchi poveri (ma efficaci!) e un bel teatro di posa attrezzato a dovere, tanto è bastato al regista Duncan Jones per fare del suo primo film una vera opera di fantascienza classica.
Jones dimostra di sapere bene che la fantascienza è dentro la testa dello spettatore, il quale non ama le astronavi in sé ma quell'infinita e misteriosa desolazione degli spazi silenti dentro i quali esse si muovono, che costringe i personaggi ad andare alle radici del concetto di "umanità", rivedendo il rapporto che hanno con gli altri o con le macchine. Ed è proprio questa la cosa più piacevole di Moon: trovare che finalmente lo spazio torna ad essere non tanto un teatro d'azione e guerra ma l'ultimo grande luogo sconosciuto, l'unico nel quale sia ancora possibile immaginare o temere di poter trovare alieni a metà tra organico e inorganico, forze che materializzano i pensieri individuali o addirittura i confini della fisica e l'origine dell'uomo. Sulla loro Luna Duncan Jones e lo sceneggiatore Nathan Parker immaginano di trovare l'altro per eccellenza ovvero la propria copia esatta.
Forse però la freccia più affilata di Jones è la maniera con la quale gioca con le aspettative dello spettatore realizzando un film che non cita ma copia letteralmente molti elementi di classici come 2001: odissea nello spazio o Blade Runner. Jones ne replica i presupposti al fine di suscitare una reazione spontanea nello spettatore e poi tradirla. GERTY, il computer di bordo tuttofare dalla voce monocorde, non solo ricorda H.A.L. 9000 ma sembra seguirne il solco, almeno fino ad un certo punto, allo stesso modo le geometrie esagonali che compongono la base lunare, l'eccesso di bianco e nero, le tute, i caratteri delle scritte sugli schermi e tutta la tecnologia fatta di videotelefoni e pulsantini illuminati non sono in linea con quello che oggi al cinema immaginiamo per il nostro domani ma con quello che immaginavamo potesse essere il nostro futuro nell'era d'oro della fantascienza.
Stando sulle spalle dei giganti Jones guarda più lontano degli altri facendoci respirare l'aria del miglior cinema e riservandosi il diritto (tutto contemporaneo) ad una diversa visione della dialettica tra macchina e uomo (e più in grande tra spirito e materia), in linea con quello che fa anche un altro capolavoro della fantascienza moderna come Wall-e. Al tempo stesso però quando si tratta di tirare le fila delle molte carte calate sul tavolo sembra che il peso delle aspettative schiacci l'ambizioso esordio del figlio di David Bowie in un finale che, sebbene adeguato, non è all'altezza delle premesse. Moon poteva essere un disastro, eccessivamente modellato com'è su capolavori irraggiungibili, e invece è una piccola perla di un tipo di cinema che non si fa più da anni.

Sei d'accordo con Gabriele Niola?

L'astronauta Sam Bell ha un'incontro per antonomasia quando rimane arenato sulla Luna per un periodo di 3 anni

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 6 ottobre 2011
Antonio Montefalcone

Il film è un viaggio metafisico in un raffinato gioco di specchi. Il protagonista Sam, un’astronauta isolato su una base lunare, è un clone, una copia di un modello originale. Nel suo tempo la Luna non è più un luogo di conquista, ma di sfruttamento energetico. Non è più un fine storico, ma un mezzo di sopravvivenza e segno d’involuzione dell’um [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Si gela qui! Beh, sei seduto vicino al frigorifero!"
Una frase di Sam Bell (Sam Rockwell)
dal film Moon - a cura di Daniele
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sam Bell fa un brutto lavoro. È il sorvegliante di una miniera decisiva per le nostre risorse energetiche, ma non fa granché. Ogni tanto esce su un bulldozer in un ambiente ostile e sinistro, controlla che alla miniera, interamente automatizzata, tutto sia a posto, poi torna alla base. Sempre solo. Fatto salvo il servizievole e quasi umano computer di bordo, Gerty, che richiama ovviamente l'Hal 9000 [...] Vai alla recensione »

NEWS
MAKING OF
giovedì 3 dicembre 2009
Gabriele Niola

Effetti poveri e intelligenti Chi parla di "assenza di effetti speciali" per decantare le lodi di Moon non sa cosa dice. Lo splendido film di Duncan Jones trabocca di effetti poveri ed intelligenti e ritocchi digitali, espedienti per risparmiare ma anche [...]

winner
miglior esordiente britannico
BAFTA
2010
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