| Titolo originale | Youth Without Youth |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Romania, USA |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Francis Ford Coppola |
| Attori | Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, Marcel Iures, André Hennicke, Adrian Pintea Alexandra Pirici. |
| Uscita | venerdì 26 ottobre 2007 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,41 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 20 dicembre 2016
Professore universitario diventerà dopo un incidente drammatico un fuggitivo nell'Europa dell'Est. In Italia al Box Office Un'altra giovinezza ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 632 mila euro e 169 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Piatra Neamt, Romania, 1938. Dominic Matei è un settantenne docente di linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina, la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura, diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del principio.
Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del linguaggio e della nostra civiltà. A un primo livello di lettura il film di Francis Ford Coppola è una fiaba epica e metafisica, da cui mutua la struttura circolare. Eppure, un universo più profondo ci attende. Dopo dieci anni di folgoranti incursioni ai confini del cinema (dirige la sua compagnia di distribuzione e la rivista letteraria "Zoetrope") Coppola torna con un'opera rivelatrice, la cui sostanza si fonda nella sintesi delle sue metafore e della sua simbologia.
Affidando il senso della propria parabola artistica ed esistenziale al professore di Tim Roth, il regista traccia l'intera traiettoria della storia umana attraverso la capacità di trasmettere significati. Coppola, in un viaggio a ritroso nel tempo, conduce lo spettatore al senso ultimo del linguaggio e dell'immagine. Come il Dracula di Bram Stoker, Un'altra giovinezza diviene una struggente epopea di amore e morte, una riflessione sul tempo e sull'eternità, un saggio sulla natura del cinema.
Ancora una volta impressiona l'abilità di Coppola nel rinnovare le forme visive e narrative, recuperando l'incanto dello spettacolo delle origini fino a raggiungere il "protolinguaggio" del cinema: la camera oscura che presenta l'immagine del mondo rovesciata. Rifiutando ancora una volta la rivoluzione digitale (pur girando in digitale), il suo film è un equilibrio quasi perfetto tra scienza e magia luminosa, quella che crea sullo schermo effetti analoghi al caleidoscopio.
L'ultimo artista totale del cinema americano, che ha saputo coltivare il successo e sopportare la sconfitta, che ha conosciuto il trionfo ma anche la morte del (suo) cinema, realizza la sua opera più personale e indipendente, lanciando sul mercato cinematografico, come Tucker in quello automobilistico, un "prototipo" rivoluzionario.
Trasmigrazione Tentativi,certezze,no ,tentativi,spero certezze ,poi buio,poi luce.poi nulla ,poi..stasi.poi. un gemito,poi un lampo di luce,poi immagini....si sento di nuovo.Si riparte da zero....buon viaggio!! Il film di Francis Ford Coppola è storia coraggiosa,originale,al di fuori degli schemi commerciali,in quanto propone il superamento di una a visone spazio temporale intecettando contenuti [...] Vai alla recensione »
Chissà, l'altra giovinezza del titolo potrebbe essere quella di Francis Ford Coppola, assente dal cinema da dieci anni e a suo tempo in una fase critica della sua creatività. Questo film, tratto da un romanzo di Mircea Eliade, lo riporta oggi a una nuova consapevolezza d'autore, soprattutto a una ritrovata capacità espressiva, pur con momenti meno "a fuoco" e una leggera stanchezza nel pre-finale. Vai alla recensione »