| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Daniele Costantini |
| Attori | Leo Gullotta, Roberto Brunetti, Francesco Pannofino, Fabio Grossi, Francesco Dominedò Fanny Cadeo, Tommaso Capogreco, Mario Contu. |
| Uscita | venerdì 27 maggio 2005 |
| MYmonetro | 2,77 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 maggio 2013
L'epopea della famosa banda nata come organizzazione criminale dedita al traffico della droga e ai sequestri di persona e diventata poi, nel giro di pochi anni, una vera holding politico-criminale. In Italia al Box Office Fatti della banda della Magliana ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 88,2 mila euro e 21,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nell'aula di un carcere 'Accattone' decide di raccontare al giudice istruttore le vicende della cosiddetta "Banda della Magliana". Nel farlo si rivela in grado di far ricomparire sulla scena i componenti (vivi e morti) che si confrontano tra di loro contribuendo a ricostruire le gesta di uno dei gruppi malavitosi più organizzati della storia italiana degli ultimi decenni.
Accattone (Maurizio Abbatino), Sandrone ( Marcello Colafigli), Fortunato Marras (Nicolino Selis), Operaietto (Edoardo Toscano), Ubaldino (Enrico De Pedis), Raguseo (Danilo Abbruciati), Palletta (Raffaele Pernasetti), er Diavolo (Raffaele Guseppucci). Si cercherebbero inutilmente nel cast i nomi degli 'attori'. Infatti al soprannome di ogni personaggio di questa ancora oggi oscura vicenda italiana corrispondono nome e cognome di coloro che fecero parte della Banda. A proposito della quale nell'ordinanza di rinvio a giudizio si legge: «Per cogliere la genesi di questa associazione occorre andare indietro nel tempo, sino all'ultimo scorcio degli anni Settanta. A quel tempo, a Roma, si registrò la tendenza degli elementi più rappresentativi della malavita locale a costituirsi in associazione. Sino ad allora, i romani, dediti ai reati contro il patrimonio, quali furti, rapine ed estorsioni, avevano consentito, di fatto, a elementi stranieri, quali, ad esempio i Marsigliesi, di gestire gli affari più lucrosi, dal traffico degli stupefacenti ai sequestri di persona. Una volta presa coscienza della forza derivante dal vincolo associativo, fu agevole per i romani riappropriarsi dei commerci criminali, abbandonando definitivamente il ruolo marginale al quale erano stati relegati in precedenza».
Nel primo dei film dedicati alle imprese di De Pedis e compagni Costantini fa diretto riferimento a un suo testo teatrale intitolato "Chiacchiere e sangue". Ne conserva la struttura concedendosi qualche rara scena in esterno e concentrandosi (con un buon risultato) sulla dichiarazione del non autodefinitosi 'pentito' Accattone ottimamente interpretato da Francesco Pannofino. È grazie alla sua 'regia' dinanzi a un giudice invisibile sin quasi alla fine che tornano in scena coloro i quali hanno costruito (in parte attori e in parte pedine di giochi più grandi di loro) intrecci criminosi che hanno toccato i più diversi campi della società italiana. Dal traffico di stupefacenti ai rapimenti, dal riciclaggio alle trame politico-affaristiche si può affermare che quasi nessun ambito sia stato tralasciato. Costantini ne mette in rilievo la brutalità ma anche la profonda ignoranza che però non impedisce loro di essere attivi nel posto giusto al momento giusto. È proprio grazie alla dialettalità più grezza che cogliamo lo spirito di un'accolita di delinquenti che ha tenuto in pugno il crimine della capitale permettendosi anche letali trasferte. Il merito va attribuito in gran parte agli attori quasi tutti perfettamente aderenti ai ruoli assegnati.
Soggetto liberamente basato sulle vicende della famosa banda della Magliana. Racconta fatti realmente accaduti nell'arco di circa quindici anni (1975-1991), ricostruiti attraverso gli atti istruttori della Procura di Roma. La storia rappresenta le "imprese" di una banda unica nel suo genere. "Unica" oltre che per la sua notevole rilevanza criminale, per il suo carattere estremamente "romano": una strana mescolanza di indolenza e ferocia, di ironia e spietatezza, di fantasia e rozzezza, di approssimazione e determinazione.
Nella trasposizione cinematografica della sua fortunata commedia teatrale “Chiacchiere e sangue”, Daniele Costantini ne lascia inalterata la struttura. Lo humor nero fa così da guida alla paradossale ricostruzione della storia di una delle più sanguinarie gang della storia italiana che ha imperversato a Roma dalla metà degli anni Settanta fino ai primi anni Novanta. [...] Vai alla recensione »
Può la famigerata Banda della Magliana diventare un esempio di democrazia? Di certo, è stata un’organizzazione criminale unica ma, naturalmente, nel suo genere. Molto feroce e molto romana , la banda era anche la sola senza un capo: nell’organizzazione, assolutamente orizzontale, vigevano regole di solidarietà e di mutuo soccorso. Regole che, in realtà, sono saltate dopo un’anno, provocando una carneficina, [...] Vai alla recensione »