| Titolo originale | Imitation of Life |
| Anno | 1959 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Douglas Sirk |
| Attori | Lana Turner, John Gavin, Sandra Dee, Robert Alda, Susan Kohner Dan O'Herlihy, Juanita Moore. |
| Tag | Da vedere 1959 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,46 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 agosto 2022
Douglas Sirk ci racconta, attraverso un melodramma appassionato e intenso, di un'America razzista, in cui a dominare sono i conflitti di classe. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Lo specchio della vita ha incassato 1,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Remake dell'omonimo film di John M. Stahl del 1934, racconta una vicenda di conflitti di classe e odio razziale.
Lora, attrice rimasta vedova, trascura la figlia Susy per dedicarsi alla carriera teatrale. Di Susy si occupa la governante di colore anch'essa con una figlia, che soffre per il fatto di essere nera e decide di scappare di casa.
Memorabile la scena finale del funerale accompagnata dalle note di Trouble of the World cantata da Mahalia Jackson.
Negli anni d’oro del cinema holliwoodiano la prestigiosa Universal pictures film offre una magnifica cornice con uno specchio: ”Lo specchio della vita”. Il colore, lo sfarzo, il lusso e l’eleganza nascondono tante verità, quel che appare è distorto o visto al rovescio così come per una immagine allo specchio. Si celano sentimenti, rimorsi, amori.. in bianco.
Lo specchio della vita, uscito in dvd, è un titolo molto importante, è un documento: rappresenta come nessun altro titolo il genere mélo americano, quello di qualità.
La storia: Lora è un'attrice che punta al grande successo; Susie è sua figlia doverosamente trascurata; Annie, la fedele governante di colore che ha una figlia; Sarah Jane, di pelle chiara, si vergogna della sua razza e cerca di passare per bianca. Poi c'è Steve, che pazientemente aspetta Lora, del quale si innamora la figlia. Dunque trama decisamente mélo, ma gestita senza debordare. Ecco, l'affermazione iniziale si basa su questa mediazione.
Una parte prevalente del cinema americano, e non solo, poggia sulla piattaforma del sentimento. Poi ci sono molti strati di sentimento, e spesso il mélo debordava in toni enfatici e patetici. Il regista Sirk trovò dunque un equilibrio virtuoso, apprezzato persino dalla rigorosa scuola tedesca che faceva capo ad autori come Wenders e Fassbinder.
Dunque, una legittimazione alta, che faceva testo. La critica, nell' esercizio dei contrappassi ha trovato un'ispirazione del mélo di Sirk in quello italiano di Raffaello Matarazzo. Ci può stare, fatta salva naturalmente la differenza dei contesti: il dopoguerra italiano, con le scorie visibili nel quotidiano della gente e nella tristezza romantica del modello rappresentativo, che era Amedeo Nazzari, a fronte del modello americano, per lo più Rock Hudson. E poi la diversa opulenza dei due movimenti con un segnale forte, il bianco e nero italiano e il colore americano. Sirk, pure nei limiti del suo linguaggio sentimentale, riusciva a trasmettere una lettura non banale del contesto sociale. La differenza estetica non stava solo nel colore, ma anche nei divi: una Dorothy Malone, o Lauren Bacall o una Lana Turner erano elementi di appeal e di identificazione potenti, che garantivano a quei film un grande successo commerciale. L'adolescente Sandra Dee, nella parte di Susie, era reduce da Scandalo al sole, titolo culto della formazione giovanile. Era la "fidanzatina del mondo". Lana Turner, nel ruolo della madre-attrice fa un riferimento singolare e curioso, una citazione "italiana". Ormai all'apice della carriera le manca l'ultimo tocco di qualità. Riceve un'offerta che non può rifiutare: un proposta dal maestro italiano... Fellucci. Nell'ambito dell'offerta del grande e piccolo schermo, ecco che, ancora una volta, il dvd propone un pezzo di storia del cinema.