| Anno | 1991 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Gabriele Salvatores |
| Attori | Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Claudio Bisio, Gigio Alberti Vanna Barba, Ugo Conti, Irene Grazioli, Luigi Montini, Antonio Catania, Memo Dini, Vasco Mirandola, Henri Laborit. |
| Tag | Da vedere 1991 |
| MYmonetro | 3,38 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 28 novembre 2023
Un manipolo di soldati italiani ha l'ordine di presidiare un'isola greca, apparentemente deserta. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto 3 David di Donatello, In Italia al Box Office Mediterraneo ha incassato 3,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Quinto film di Gabriele Salvatores, terzo di successo, dopo Marrakesh Express e Turné. Un manipolo di soldati italiani ha l'ordine di presidiare un'isola greca, apparentemente deserta. C'è il tenente Montini col suo attendente Farina, ci sono il sergente Lo Russo (Abatantuono), il marconista Colasanti e Strazzabosco, legatissimo a una mula. I soldati si trascinano nell'ozio finché ricompaiono gli abitanti, tutti vecchi e donne. C'è anche la bella prostituta Vassilissa che fa l'amore con tutti ma ama soltanto il timido Farina. Nel frattempo qualcuno ha rotto la radio, così l'isolamento è totale. Ecco che atterra un ricognitore in avaria e il pilota informa il gruppo che Mussolini è caduto e che gli alleati adesso sono gli americani, cioè i nemici di prima. Tutti, meno Farina, che sposa Vassilissa, tornano a casa malvolentieri. Un buon film, un passo avanti nello stile di Salvatores che ormai ha raggiunto un suo riconoscibile gergo artistico, cosa davvero inusuale per un regista italiano. Mediterraneo ha addirittura ottenuto l'Oscar quale miglior film straniero, un riconoscimento che (è opinione comune) gli sta senz'altro largo.
classico esempio di come si può creare un film capolavoro con pochi soldi. Salvatores con questa pellicola tocca l'apice della cinematografia italiana.
Me-di-ter-ra-ne-o: sussurrato così, sillaba per sillaba, è ancora più forte il pathos mitico del nostro mare. È nostro, questo mare, perché ne abbiamo i colori negli occhi, il profumo nella memoria, la tentazione nel cuore. La stessa tentazione di Odisseo: la dolcezza del dimenticare, la tiepida quiete del sole, la sospensione del tempo, la fuga da Penelope.