| Anno | 1996 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia, Gran Bretagna |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Bernardo Bertolucci |
| Attori | Stefania Sandrelli, Jean Marais, Jeremy Irons, Carlo Cecchi, Liv Tyler Joan Cusack, Leonardo Treviglio, Francesco Siciliano, Roberto Zibetti, Ignazio Oliva, Sinéad Cusack, Donal McCann, Rachel Weisz, Joseph Fiennes, Jason Flemyng, D.W. Moffett. |
| Uscita | venerdì 29 marzo 1996 |
| Distribuzione | C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione |
| MYmonetro | 2,58 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 20 ottobre 2024
La diciannovenne americana Lucy, bella, solare, intelligente, raggiunge un gruppo di amici in un rustico sulle colline vicino a Siena,
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CONSIGLIATO NÌ
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La diciannovenne americana Lucy, bella, solare, intelligente, raggiunge un gruppo di amici in un rustico sulle colline vicino a Siena, dove vivono uno scultore-pittore immerso nel suo lavoro e sua moglie, uno scrittore morente, un vecchio antiquario sclerotico, un giovane erotomane, un italiano che è stato "inviato" nelle guerre di tutto il mondo e un gruppetto di giovani che vanno e vengono. Lucy cerca di sciogliere alcuni grandi nodi del passato: la madre, una poetessa che tutti hanno conosciuto, e il padre che non sa chi sia. Lucy è anche vergine, ed è arrivato il momento di rimediare. Alla fine tutto si risolve. Lucy trova le sue verità. I personaggi, esclusa forse la protagonista, sono completamente artificiosi, inesistenti. Tutto è manierato e artefatto. Nessuna reazione è normale, naturale, davvero umana. Persino la casa, che sarebbe un paradiso, diventa un disegno fasullo. Purtroppo Bertolucci continua a credere nella pratica dell'originale e imprevedibile ad ogni costo, e in una forma di snobismo intellettuale. Uomini e donne sono tutti fantasmi digeriti ed espulsi dalla Nouvelle Vague (che ha da sempre condizionato il regista) o dal Moravia di trent'anni fa. Potremmo anche accettarlo se funzionasse il racconto, se non ci fossero tempi morti e noia. Il regista sa muovere la macchina e sa fotografare, ma non è capace di costruire le vicende e non lo aiutano i suoi sceneggiatori (Susan Minot per esempio e Darius Khondji). Bertolucci cerca sempre e non trova mai. Citiamo per contrasto un francese, Sautet, e il suo Nelly e mr. Arnaud dove niente è scontato, ma tutto è autentico, umano e meravigliosamente normale, e dovutamente snob. La severità verso Bertolucci viene dalla sua grandezza passata. Da molti anni quasi tutte le sue opere, pur insignite da grandi riconoscimenti, sono dei lussuosi "optional". Bertolucci si è fermato a Ultimo Tango.
Quando si parla di cinema nel senso di arte e non di intrattenimento come non citare un autore come Bertolucci, uno dei migliori registi ed esponenti del Cinema (con la C maiuscola) non solo a livello italiano, ma internazionale. Io ballo da sola non è il miglior film di diretto da Bertolucci, tuttavia stiamo pur sempre parlando di un'opera una spanna al sopra della media.
Dopo la sua grande trilogia in giro per il mondo (L’ultimo Imperatore, Il tè nel deserto, Il piccolo Buddha), Bernardo Bertolucci torna in Italia e con un tema decisamente intimista, quello di una ventenne americana che, morta suicida la madre, arriva in una Toscana frequentata da anglofoni per ritrovare certe tracce che proprio la madre le aveva indicato in alcune poesie dove si parlava di un fugace [...] Vai alla recensione »