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Lo sconosciuto del grande arco, un film incredibile, una grande metafora

Il confronto impari fra la purezza dell'ideale architettonico e la corruzione del mondo politico. I commenti del pubblico alle prime proiezioni del film. Dal 1° gennaio al cinema.

lunedì 29 dicembre 2025 - News

Parigi, 1983. François Mitterrand, neoeletto Presidente della Repubblica, ha grandi progetti per la Francia e la sua capitale. Bandito un concorso internazionale di architettura per la costruzione della Défense, il primo quartiere di affari europeo, a vincerlo, contro ogni aspettativa, è Johann Otto von Spreckelsen, architetto danese, sconosciuto anche in patria. Mitterrand lo accoglie con entusiasmo e lo lancia sotto i riflettori con il lavoro più emblematico della sua presidenza. Creatore discreto e purista, che aveva realizzato fino a quel momento la sua casa e quattro chiese in Danimarca, l'inconnu concepisce un progetto rivoluzionario, esteticamente audace, un grande arco per tradurre l'ottimismo del potere pubblico dell'epoca. Ma il suo sogno architettonico deve fare i conti con la burocrazia francese, i bilanci, le elezioni legislative, le rivalità politiche. Determinato a non cedere di un millimetro, soprattutto sulla qualità dei materiali, finirà con un congedo. Il più triste.
Con Lo sconosciuto del grande arco, dal 1° gennaio al cinema Stéphane Demoustier continua la sua esplorazione sulle tensioni tra individuo e istituzioni, cominciato con La ragazza con il braccialetto (guarda la video recensione) e approfondito in Borgo. Il suo quinto film adatta i fatti reali descritti nel libro di Laurence Cossé, "Le Grande Arche", e ripercorre l'ascesa e la disillusione dell'architetto danese Johann Otto von Spreckelsen, vincitore inaspettato del concorso indetto nel 1983 per la costruzione della Défense.

"Il confronto impari fra la purezza dell'ideale architettonico e la corruzione del mondo politico", scrive qualcuno alle prime proiezioni del film. "Gran bel film di una storia che non conoscevo, e che voglio approfondire!", commenta qualcun altro. "Una storia di idee forti che vanno difese, se davvero si crede in esse. Oltre che di caratteri forti disposti a lottare contro il pragmatismo (spesso squallido) di una certa politica".

Ecco le prime reazioni del pubblico alla visione del film:

- Bel film, mostra efficacemente la distanza tra ideali assoluti e romantici e realtà.

- Ottima rappresentazione dell'impossibilità ad accettare compromessi politici ed economici a scapito del proprio sé, dei propri ideali e della propria dignità. Un gran bel film.

- Grande film, molto surreale. Mette in evidenza la personalità, la creatività e anche l'intransigenza - o la purezza - dell'archietto e della sua visione, confrontandolo con le "qualità" della politica e del mondo che gira intorno ad essa.

- Lo sconosciuto architetto danese non accetta compromessi. Bisogna credere nei propri sogni. E' la sintesi del film. Il finale è amaro. Mi e piaciuto moltissimo.

- Xavier Dolan che recita! buon film, ora cercherò la storia del Grande Arche.

- Film documentario che ben rappresenta lo struggimento creativo dell'architetto sottoposto ai necessari compromessi.

- La strenua difesa del proprio lavoro creativo da parte del progettista vincitore del concorso di progettazione del nuovo quartiere della Defense a Parigi di fronte agli ostacoli politici e burocratici cui si trova di fronte nella fase di realizzazione del progetto, difesa portata avanti anche a prezzo di travolgere la propria famiglia. Un racconto teso e che non molla mai l'attenzione dello spettatore.

- Grande storia: arte e politica; etica e compromesso.

- Un film incredibile, una grande metafora. Non è solamente per gli architetti. Gli attori sono bravissimi.


- Storia incredibile, che cosa preziosa la creatività soprattutto quando questa può essere espressa con le nostre regole.

- Gran bel film di una storia che non conoscevo, e che voglio approfondire! Una storia di idee forti che vanno difese, se davvero si crede in esse. Oltre che di caratteri forti disposti a lottare contro il pragmatismo (spesso squallido) di una certa politica.

-  Il confronto impari fra la purezza dell'ideale architettonico e la corruzione del mondo politico...


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