“Sarà un’edizione eclettica in termini formali, rappresentativa di una natura estrema, con protagonisti in bilico alla continua ricerca del proprio equilibrio, emblematica della geografia internazionale e della crescente presenza femminile dietro la cinepresa: tant’è vero che su 25 film presentati, 16 sono firmati da registe”, dice Gaia Furrer, Direttrice artstica della 21esima edizione delle Giornate degli Autori, al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre. Il programma si divide in tre sezioni: una competitiva, il Concorso, e due non competitive, Notti Veneziane ed Eventi speciali, cui si aggiungono come sempre i due cortometraggi della serie Miu Miu Women’s Tales, quest’anno firmati dalla malese Chui Mui Tan e dall’argentina Laura Citarella. Ecco, titolo per titolo, i film che saranno presentati al Lido. Una selezione di film sarà anche in streaming sulla piattaforma MYmovies ONE.
CONCORSO
L’unico titolo italiano in questa sezione è Taxi monamour di Ciro De Caro, che alle Giornate aveva già presentato il suo Giulia: ed è proprio l’attrice che per quel film era stata stata nominata ad un David di Donatello, Rosa Palasciano, la coprotagonista di questa storia accanto all’attrice ucraina Yeva Sai, già nota per il ruolo di Alina in Mare fuori. “Un film libero e rigoroso”, dice Furrer di Taxi monamour, che “pare ispirato all’immagine del poster delle Giornate, perché come la funambola dell’illustrazione di Francesca Gastone le protagoniste sono equilibriste della vita, sopraffatte l’una dalla malattia, l’altra dalla guerra, che decidiono di reagire tuffandosi nella propria libertà di scelta”.
Cinque le opere prime: Boomerang della regista iraniana Shahab Fotouhi (con la collaborazione al montaggio di Alexandre Koberidze), “un’istantanea sociologica dei legami affettivi nella Teheran moderna” raccontata attraverso due coppie, l’una al capolinea, l’altra all’inizio di una nuova storia; Manas di Marianna Brennand, prodotto dai fratelli Dardenne e dal regista brasiliano Walter Salles e ambientato in Amazzonia, dove la protagonista si ribella ad un abuso famigliare; To Kill a Mongolian Horse, “esordio pittorico del regista mongolo Xiaoxuan Jiang che vede protagonista un mandriano di giorno e artista di notte”; The Book of Joy della francese Camille Lugan, già assistente alla regia di Jacques Audiard, che racconta “una donna in lotta fra Bene e Male, fra il diavolo, interpretato da Asia Argento, e l’acqua santa, che ha il volto intenso di Raphaël Thiéry”; e Sugar Island di Johanne Gomez Terrero, che rappresenta per la prima volta la Repubblica Dominicana al Lido, e che “segue tre filoni: la gravidanza indesiderata di una minorenne, le radici coloniali dell’industria della canna da zucchero e i movimenti di liberazione anticolonialista”.
The Antique di Russudan Glurjidze segna il ritorno alle Giornate della Georgia dai tempi della vittoria di Géla Babluani come Miglior opera prima con 13 alla Mostra del cinema nel 2005. “Il film della Glurjidze è pieno di riferimenti al cinema e alla letteratura russa, che la regista però stravolge. Al centro ci sono due amanti che si separano e ricongiungono nella San Pietroburgo del 2006, ovvero l’anno della deportazione da quella città di centinaia di cittadini georgiani”; e Super Happy Forever del giapponese Kohei Igarashi, il cui film precedente (insieme a Damien Marivel) La nuit ou j'ai nagé aveva partecipato in Orizzonti nel 2017, è “una storia d’amore che vediamo solo quando è finita e poi poco prima che inizi”.
Alpha del regista olandese Jan-Willem van Ewijk è “un thriller psicanalitico che rappresenta un rapporto padre-figlio (interpretati da due attori padre e figlio anche nella vita) sullle Alpi svizzere”; Sanatorium - Under The Sign of the Horglass dei fratelli Quay, “leggendari autori di cinema di animazione che hanno ispirato anche il lavoro di Terry Gilliam”, mescola stop motion e live action per adattare al grande schermo i racconti dell scrittore e disegnatore polacco Bruno Schulz senza “seguire una logica narrativa: il loro fim è un’esperienza più che una visione”, assicura Furrer.

