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Bergamo Film Meeting 2021, un ritorno in pompa magna su MYmovies

Un programma ricchissimo che abbraccia tutte le coordinate del cinema internazionale di qualità. In streaming dal 24 aprile al 2 maggio.
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di Tommaso Tocci

lunedì 19 aprile 2021 - mymovieslive

Tra i primi eventi a essere stati condizionati nel 2020 dall’avvento della pandemia, il ritorno di Bergamo Film Meeting con un’edizione in pompa magna per il 2021 è una notizia particolarmente gioiosa anche per la storia recente della città che la ospita. In un appuntamento che giunge alla trentanovesima edizione, il programma è ricco e come di consueto ampio nell’abbracciare tutte le coordinate del cinema internazionale di qualità. La piattaforma online di MYmovies ospiterà le varie sezioni in streaming a beneficio degli abbonati (disponibili tre profili di abbonamento, che oltre a quello base con i soli film - al costo di 30 euro - aggiungono via via delle ulteriori ricompense per gli appassionati) o degli spettatori che decidono di acquistare i biglietti singoli a 5 euro, per un’offerta che include i due concorsi principali, le retrospettive e i focus individuali sui registi. Un totale di più di cento film disponibili dal 24 aprile fino al 2 maggio.
 

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Doveroso partire alla scoperta del programma dalla Mostra Concorso, la sezione principale e dedicata a nuovi autori da scoprire del cinema internazionale. Saranno sette i lungometraggi per questo 2021, tutti per la prima volta nel nostro paese e contraddistinti dall’originale cifra stilistica e dalla freschezza della prospettiva. Prima segnalazione è per un esordio alla regia rumeno-ungherese: Cecília Felméri firma con Spirál una delle opere più suggestive e d’atmosfera della passata stagione, tutta ambientata in una casa su un lago con un piccolo allevamento ittico. Parabola dalla spiccata presenza sensoriale sui cicli della vita e delle relazioni umane, con l’aggiunta di un sottile mistero e di ottime prove attoriali, a partire dall’enigmatico protagonista Bence (un “mastroiannesco” Bogdan Dumitrache). Ghost tropic merita invece perché è un ulteriore passaggio nella filmografia di un regista che negli ultimi anni si è rivelato cantore incisivo e un po’ oscuro di Bruxelles, Bas Devos. Qui l’occasione è il viaggio a ritroso di una donna attraverso la città a partire dal capolinea del treno.

Sempre dal Belgio viene Une vie démente, tra drama e commedia, su una giovane coppia che invece di un figlio è costretta a occuparsi di una madre con un disturbo neurodegenerativo. Gli amanti della storia potranno invece scoprire la vicenda poco nota di Stan Ulam, matematico polacco che finì a lavorare sulla bomba atomica negli Stati Uniti, in Adventures of a mathematician. Mentre un tuffo nella Bosnia contemporanea è offerto da Full moon di Nermin Hamzagi, storia da “tutto in una notte” in un commissariato di polizia.

Il secondo concorso è quello di Visti da vicino, che si concentra sulle nuove frontiere del documentario, in alcuni casi tanto ibridato e particolare da far chiedere allo spettatore cosa sia effettivamente un documentario. Chi è incuriosito dalla domanda farà bene a iniziare da My mexican bretzel, gioiello spagnolo di Nuria Giménez Lorang sul racconto e l’affabulazione, su verità e menzogna, e sul rapporto stesso tra l’immagine e la finzione cinematografica. Il suo opposto e complementare è Amor fati, in cui al posto dell’artificio, la verità è rivelata attraverso il quotidiano nell’osservazione dei volti di diverse coppie, amici e familiari. Regia della portoghese Cláudia Varejão. E poi Solo di Artemio Benki, su un pianista argentino rinchiuso in un ospedale psichiatrico, My piece of the earth che offre una puntata nel vivacissimo cinema georgiano, o il docu-thriller My father, the spy, storia di una famiglia in piena guerra fredda in cui il peso dello spionaggio internazionale dei padri ricade sui figli.

Ricchissimo è il panorama degli omaggi e delle retrospettive che avranno luogo a Bergamo. Per chi ancora non la conoscesse, Mia Hansen-Løve è la regista francese dal talento cristallino che ha già al suo attivo diversi grandi successi. La sezione Europe, Now!, dedicata al cinema europeo contemporaneo, la omaggia assieme al portoghese João Nicolau, mostrando le sue opere a partire dai corti di inizio carriera e passando per il delizioso romanticismo dei suoi film sull’adolescenza (su tutti Un amore di gioventù ed Eden), arrivando anche ai titoli più recenti in cui cresce la fascia d’età assieme alla complessità (L’avenir, straordinario capolavoro con Isabelle Huppert).

L’omaggio a Jerzy Skolimowski è invece l’occasione di avvicinarsi alle opere del maestro polacco, che ha attraversato i decenni in nome della sperimentazione visiva, in film come 11 minut che “fotografa” Varsavia e tutte le persone che si incrociano in una manciata di giri d’orologio. L’urgenza del momento cruciale ritorna attraverso la sua carriera, come nei classici degli anni sessanta: da Rysopis, sulla decisione di partire per il servizio militare, all’esitazione notturna di Barriera, fino alle tinte politiche di Mani in alto! che fu a lungo censurato in patria. Per finire con la curiosità di Essential Killing, film durissimo e austero in una collaborazione a sorpresa con il ribelle americano Vincent Gallo che gli valse un premio della giuria a Venezia nel 2010. La Polonia ha una vastissima cultura delle arti grafiche e visive, come testimonia anche la rassegna dedicata a Izabela Pluci?ska con il suo cinema inventivo di animazione, con tecniche in plastilina da stropicciarsi gli occhi.

Altro grande maestro è Volker Schlöndorff, protagonista del cinema tedesco a cui è dedicata la retrospettiva con tutti i film più significativi, come Il tamburo di latta che gli valse Oscar e Palma d’oro a Cannes nel 1979, le numerose trasposizioni letterarie di Musil, Proust e perfino Margaret Atwood, di cui adatta The handmaid’s tale nel 1990, famoso ai giorni nostri per la serie TV omonima. E poi Il caso Katharina Blum che fotografa le tensioni politiche degli anni settanta, e il passaggio in America, con film come Morte di un commesso viaggiatore, ancora un adattamento prestigioso con Dustin Hoffman.


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