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Muore Jan-Michael Vincent, attore del film cult Un mercoledì da leoni

Attore versatile con un posto tra i "ribelli" della sua generazione. La notizia della sua morte arriva un mese dopo l'accaduto.
di Pino Farinotti

Jan-Michael Vincent 15 luglio 1944, Denver (Colorado - USA) - 10 Febbraio 2019, Asheville (North Carolina - USA).
domenica 10 marzo 2019 - News

C'è un fotogramma del film Un mercoledì da leoni, di John Milius, che mostra tre ragazzi in costume da bagno che stanno per entrare nelle onde lunghe di una spiaggia californiana per fare surf. E' un'immagine che fa parte della memoria giovanile, evocativa e vitale del cinema. Non accade così spesso. I giovani sono Gary Busey, a sinistra, William Katt, a destra. In mezzo c'è Jan-Michael-Vincent, che è morto il 10 febbraio scorso, al Mission Hospital di Asheville, Carolina del nord, ma la notizia è stata data il 9 marzo, chissà perché.

La popolarità di Vincent non è forse quella di un superdivo, ma quel giovane biondo, bello, certamente sexy, persino bravo attore, ha rappresentato un modello che a pieno diritto entra nel cartello dei "ribelli". In questo senso presentava tutte le coccarde, che si estendono anche alla vita privata com'è regola dei ribelli del cinema, basti pensare a James Dean, Marlon Brando, e perché no, Elvis, e salendo River Phoenix. E qualcun altro. Tutti nel segno di una maledizione implacabile che non li ha risparmiati. Maledizione, e poi alcol, droghe eccessi di ogni genere, e gli immancabili arresti. Nel 1996 ebbe un incidente gravissimo con danno permanente alle corde vocali. Sei anni fa gli fu amputata una gamba per un'infezione.

Ma quando fece quel "Mercoledì" era... un eroe. E raccontava momenti e sentimenti che possono far parte della tradizione, anche letteraria, persino poetica americana.
Pino Farinotti

"La grande mareggiata da sud, estate 1962. Dei tempi passati ricordo un vento che soffiava attraverso i canyons, era un vento caldo chiamato Santana che portava con sé il profumo di terre tropicali. Aumentava di intensità prima del tramonto e sferzava il promontorio. Le estati passavano rapidamente, e spesso non lasciavano traccia. Forse ricordo meglio gli autunni e le altre stagioni." Raccontava guardando il mare, ma non c'era felicità visibile, perché a incombere c'era il Vietnam vicino. Ed era davvero un'altra storia.

Questa sua attitudine alla natura, selvaggia e primitiva, emergeva nel film Nanù, il figlio della giungla, produzione "Disney" dove Jan-Michael, 29enne, è un atleta naturale, notato da un allenatore americano di atletica che dall'Africa lo porta negli USA. Potrebbe avere successo, diventare ricco e famoso. Ma preferisce il ritorno...a Tarzan. Fra i titoli ricordabili, Stringi i denti e vai del 1975, e le serie Venti di Guerra, (1983) e Airwolf - Tuono d'acciaio (1984-86). L'ultima sua apparizione è di cinque anni fa, in un'intervista sul magazine National Esquire, dove raccontava se stesso, piangendo.


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