Caccia al tesoro

Film 2017 | Commedia +13 90 min.

Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Al cinema20 sale cinematografiche
Regia diCarlo Vanzina
AttoriVincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Gennaro Guazzo, Francesco Di Leva Benedetto Casillo, Serena Rossi, Max Tortora, Lorenza Veronica, Enzo Casertano, Pippo Lorusso.
Uscitagiovedì 23 novembre 2017
DistribuzioneMedusa
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,42 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Carlo Vanzina. Un film con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Gennaro Guazzo, Francesco Di Leva. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 23 novembre 2017 distribuito da Medusa. Oggi tra i film al cinema in 20 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,42 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una banda cerca di rubare il tesoro di San Gennaro per aiutare il figlio di una di loro a salvarsi da una brutta malattia al cuore. In Italia al Box Office Caccia al tesoro ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 722 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,42/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Recupero e rivisitazione della commedia napoletana, chesi ricollega anche al teatro di tradizione partenopea.
Recensione di Paola Casella
giovedì 23 novembre 2017
Recensione di Paola Casella
giovedì 23 novembre 2017

Da anni Domenico non paga l'affitto del Teatro della Speranza di Napoli di cui è capocomico, e il proprietario dello stabile ne ordina la chiusura immediata. Non solo: giunto a casa, Domenico scopre che il nipotino Antonio ha bisogno di parecchi denari per farsi "aggiustare il cuore" in una clinica americana. Che fare? Siamo a Napoli, dunque ci si rivolge San Gennaro. Domenico e sua cognata Rosetta, madre di Antonio, si recano in chiesa e pregano il santo di autorizzarli a compiere un "piccolo" furto: sottrarre alla sua mitra un gioiello che basterà a risolvere tutti i loro problemi economici. E poiché la finestra della chiesa è aperta, i due scambiano la voce di un parcheggiatore abusivo che invita un automobilista a procedere per un esplicito incoraggiamento di San Gennaro.

È solo l'inizio di una "caccia al tesoro" che coinvolgerà anche Ferdinando, marito separato e squattrinato, e suo figlio Gennarino, più due ladruncoli romani, Cesare a Claudia, anche loro ricorsi al crimine per necessità.

Caccia al tesoro prosegue il percorso, intrapreso di recente dai fratelli Vanzina con Non si ruba a casa dei ladri, di recupero e rivisitazione della commedia all'italiana, in questo caso più specificatamente napoletana, ricollegandosi fin dalla prima scena anche al teatro di tradizione partenopea. E dal punto di vista della costruzione narrativa Caccia al tesoro è riuscito: il gioco degli equivoci ha una sua grazia surreale, e funziona bene il botta e risposta fra attori di grande abilità e impeccabili tempi comici: Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso, nei panni di Domenico e Ferdinando, sono una coppia ormai rodata e degna del più nobile varietà, ma anche Serena Rossi, Max Tortora e il giovanissimo Gennarino Guazzo, vera scoperta del film, gestiscono bene il loro spazio e un ritmo di commedia che supera le divisioni regionali.

Caccia al tesoro ha però due problemi vistosi: il primo è "tecnico", e ha a che fare con la poca fiducia degli autori nella capacità del pubblico di capire le loro battute. Spesso infatti, dopo uno scambio verbale divertente, arrivano la sottolineatura, la spiegazione, o il "carico da novanta" di un'ulteriore battuta, più scontata e più puerile, che invece di moltiplicare l'effetto comico lo affossa. Basterebbe fermarsi un attimo prima, "in levare" (come del resto è gran parte del teatro comico napoletano), per ottenere quell'effetto valanga che è il migliore degli esiti possibili per una commedia degli equivoci.

Il secondo problema è di natura contenutistica e addirittura etica: uno dei personaggi della storia, O' Mastino (interpretato dal bravissimo Francesco Di Leva), è un camorrista che, dopo essere stato identificato dagli autori come personaggio assai temuto nel quartiere, rivela un cuore buono e un amore spassionato per i bambini. Proprio a lui spetterà dunque la risoluzione finale di tutti i problemi dei nostri eroi. Ora, ambientare un film a Napoli e identificare nella camorra i buoni e peggio ancora i salvatori delle sorti degli abitanti non solo è un controsenso, anche se raccontato in chiave comica, ma è offensivo della realtà problematica che vivono soprattutto i giovani in certe zone dell'Italia, spesso rassegnandosi a credere che solo il crimine organizzato sappia "prendersi cura" di loro. Non si tratta di rispettare una correttezza politica di facciata: è proprio fuori luogo avallare la percezione già piuttosto diffusa a Napoli e dintorni che la malavita sia una sorta di santo protettore, pronto a sostituirsi altruisticamente ad altri tipi di legittima assistenza.
È un vero peccato, perché la "forma filmica" di Caccia al tesoro è davvero interessante, gioca con leggerezza su numerosi livelli di lettura, da quello metacinematografico sulla capacità di improvvisare a quello socioculturale sull'arte di arrangiarsi. È anche efficace la rilettura partenopea del genere heist anglosassone (vedi i titoli di testa che paiono rubati alla Pantera Rosa) passando per capolavori del cinema italiano come I soliti ignoti e Il vedovo, giusto per citare due film che hanno fatto del "colpo grosso" il cuore della narrazione (Operazione San Gennaro e Febbre da cavallo li citano già esplicitamente i Vanzina nel contesto della narrazione: ed è citazione, non plagio).

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 23 novembre 2017
Nino Pellino

Do a questo film un largo tre stelle soprattutto grazie alla simpatia dei protagonisti ed in parte alla storia, la quale traendo spunto dalla famosa pellicola "Operazione San Gennaro", inizia con delle buone idee di base per poi snodarsi in un percorso direi molto discreto e addirittura perbenista e piacione nel finale. Tra qualche battuta di buon gusto e qualche altra situazione non proprio [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 dicembre 2017
zxjreetz@tafmail.com

Film leggero che garantisce agli spettatori 1 ora e mezza di spensieratezza col sorriso sulle labbra. Buccirosso e Guazzo accompagneranno degnamente Salemme nella famigerata caccia al mitra di San Gennaro, con dei siparietti molto divertenti.

Frasi
Per mettere le mani su quei gioielli ci vorrebbero George Clooney e Brad Pitt!
Domenico Greco (Vincenzo Salemme)
dal film Caccia al tesoro - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 novembre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Con devota fedeltà al patrimonio che li ha preceduti Carlo ed Enrico Vanzina continuano a sventolare la bandiera di una commedia italiana nostalgica e sempre più disinteressata all'aggancio con l'attualità sociale e di costume. Sul modello di Operazione San Gennaro del 1966 di Dino Risi, Manfredi protagonista e Totò guest star come nei Soliti ignoti (che qui come lì è sempre archetipo), un gruppetto [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 novembre 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Chissà come gongolerà la critica snob, che detesta cinepanettoni e dintorni. Il fatto è che questa nuova commedia dei Vanzina fa ridere proprio poco. La caccia al tesoro di San Gennaro, che si snoda tra Napoli, Torino e Cannes, diventa faticosa anche per lo spettatore meno esigente. Non bastano la bravura e la simpatia di Salemme, Buccirosso, Max Tortora e Serena Rossi, né le gambissime della ritrovata [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 novembre 2017
Claudio Trionfera
Il Messaggero

Il segno dei Vanzina è un po' come quello di Zorro. Perché il cinema è fatto di segni e a certi livelli una "V" vale una "Z". Insomma il marchio è quello, identificabile: specie quando, come nella combinazione attuale, il presente cinematografico si riconosce in una commedia di tradizione affettuosamente evocata, né nostalgica né démodée, piuttosto condivisa con moduli e cadenze narrativi più freschi [...] Vai alla recensione »

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