Virgin Mountain

Film 2015 | Drammatico +13 94 min.

Regia di Dagur Kári. Un film Da vedere 2015 con Gunnar Jonsson, Ilmur Kristjánsdóttir, Sigurjón Kjartansson, Franziska Una Dagsdóttir, Margrét Helga Jóhannsdóttir. Cast completo Genere Drammatico - Islanda, 2015, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 6 aprile 2017 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Un quarantenne fatica a entrare nel mondo degli adulti fino a quando una donna e il suo bambino di otto anni entrano nella sua vita. Il film è stato premiato a Tribeca.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un cinema intimistico che cesella perfettamente i suoi personaggi senza mai cadere nel facile romanticismo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 6 aprile 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 6 aprile 2017

Fúsi a 43 anni vive ancora la madre e lavora come addetto ai bagagli in un aeroporto. Corpulento e introverso non ha mai avuto una fidanzata e subisce senza reagire i pesanti scherzi dei colleghi. L'attuale compagno della madre per il suo compleanno gli regala un cappello da cowboy e l'iscrizione a un corso di ballo country. Fúsi è estremamente restio alla partecipazione ma l'incontro con Sjofn, una delle corsiste, lo spinge a provare.
Ci voleva un film che arriva dalla periferica Islanda per ricordarci che si può fare un cinema intimistico (nell'accezione più positiva del termine) senza per questo dover annoiare lo spettatore con silenzi chilometrici o solipsistici intellettualismi che aspirerebbero alla dignità della cinefilia senza riuscirvi.

Dagur Kári, grazie anche alla straordinaria prestazione di Gunnar Jonsson, riesce a portare sullo schermo un corpo ingombrante che nasconde o, meglio, protegge un animo gentile che non ha ancora trovato la forza per liberarsi dalle catene di una soggezione filiale ormai soffocante.

Fúsi è altruista come alcuni personaggi di un cinema (quello di Kaurismaki) che con questo condivide la latitudine anche se Kári batte altre piste. Come quelle immense dell'aeroporto in cui agisce un uomo che ha sempre visto partire gli altri rimanendo sempre a terra con un bagaglio da portare molto più pesante di quelli che carica e scarica. C'è una battaglia che combatte fin nei minimi dettagli su un plastico che si è costruito in casa (quella di El Alamein) per dimenticare le sconfitte che il quotidiano gli impone. Fino a quando intravvede una opzione diversa che gli permetta finalmente di crescere senza annullare la parte bambina di sé che una piccola del condominio, sola come lui, sente affine ma che gli adulti vedono come un pericolo. Tra un uso, per lui inusuale, della fiamma ossidrica e una riparazione d'auto per qualcuno che amico non era e non potrà essere, si colloca una presenza nuova: quella di Sjofn.
Con il suo ingresso si misura l'abilità di sceneggiatore di un regista che sa cesellare i propri personaggi non cadendo mai nel facile romanticismo. Sjofn è una donna vera, con la sua tenerezza, le sue aperture, i suoi segreti e i suoi timori. Fúsi con lei impara a vivere in modo nuovo. Il che non significa che tutto sia facile: chi ti aiuta a liberarti può non essere necessariamente libero a sua volta ma questo non deve necessariamente volgersi in negativo. Da ingombranti come ci si sentiva prima ci si può trasformare in imponenti senza aver perso un etto ma avendo colto il valore di un'opportunità.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 7 novembre 2017
astromelia

uno di quei film che fanno bene al cuore,senza fronzoli ne retorica,bravissimo l'attore protagonista...le stelle sarebbero 4 e mezzo

martedì 17 ottobre 2017
LBavassano

Con sensibilissimo sguardo illumina la sconfinata miseria, la ricchezza infinita della diversità e della solitudine. Malinconica favola contemporanea. Splendido film.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 6 aprile 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Fusi, colosso timido di 43 anni, vive ancora con la madre. Lavora ai bagagli di un aeroporto e passa il tempo libero a ricostruire battaglie storiche con soldatini e modellini di carri armati. Se i colleghi lo prendono in giro, lui minimizza e non prova rancore. Finché, un giorno, l'amichetto di mamma gli regala un cappello da cowboy e un corso di danza country.

giovedì 30 marzo 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Segni particolari: bamboccione. Quarantatrè anni, eppure Fùsi non ha i crismi dell'età adulta: mole imponente, cuore enorme, non ha una vita sessuale (al contrario della madre con cui vive) né sociale, trascorre le giornate scaricando bagagli all'aeroporto (i colleghi lo bullizzano) e giocando a ricreare la battaglia di EI Alamein con un amico, Latte e cereali per routine, ristorante thai una volta [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 27 aprile 2015
 

Si è conclusa ieri con grande successo di pubblico la quattordicesima edizione del Tribeca Film Festival di Robert De Niro, che ha visto la Danimarca protagonista dei premi, assegnati infatti a Virgin Mountain (come film, sceneggiatura e miglior attore [...]

winner
miglior film
Tribeca
2015
winner
miglior attore
Tribeca
2015
winner
miglior scenegg.ra
Tribeca
2015
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