Sognare è vivere

Film 2015 | Biografico +13 95 min.

Titolo originaleA Tale of Love and Darkness
Anno2015
GenereBiografico
ProduzioneUSA
Durata95 minuti
Regia diNatalie Portman
AttoriNatalie Portman, Gilad Kahana, Amir Tessler, Makram Khoury, Shira Haas Neta Riskin, Ohad Knoller, Moni Moshonov, Rotem Keinan, Henry David.
Uscitagiovedì 8 giugno 2017
DistribuzioneAltre Storie
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,44 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Natalie Portman. Un film con Natalie Portman, Gilad Kahana, Amir Tessler, Makram Khoury, Shira Haas. Cast completo Titolo originale: A Tale of Love and Darkness. Genere Biografico - USA, 2015, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 8 giugno 2017 distribuito da Altre Storie. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,44 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film basato sul romanzo autobiografico di Amos Oz, che racconta l'infanzia e la gioventù dell'autore. In Italia al Box Office Sognare è vivere ha incassato 54,3 mila euro .

Consigliato nì!
2,44/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,33
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ
La Portman personaggio divora la Portman regista, rubandole lo sguardo e imponendole il tono.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 17 maggio 2015
Recensione di Marianna Cappi
domenica 17 maggio 2015

Il vecchio Amos ricorda se stesso bambino a Gerusalemme, la fine del mandato britannico in Palestina, l'istituzione dello Stato d'Israele, la guerra d'indipendenza, e soprattutto la madre, morta di depressione prima dei quarant'anni e responsabile, a suo modo, del suo futuro di scrittore. Fania -questo il nome- veniva dall'Europa dell'Est, da un'infanzia agiata e illuminata, ed era sopravvissuta allo sterminio del suo paese ma non alla fine di quella stagione di illusioni, non al confronto con la realtà della vita adulta e gli abissi dell'orrore. Per il suo debutto nella regia del lungometraggio, Natalie Portman sceglie il titolo più venduto nella storia letteraria di Israele. È un'operazione ambiziosa, non foss'altro per la combinazione di storia personale e storia nazionale, che nel caso specifico si ingigantisce con l'argomento creativo e quello politico.

La Portman regista mostra un buon controllo e qualche intuizione visiva, ma in definitiva non esce dall'immaginario tipico sull'argomento e colleziona, al fine, più vuoti che pieni. Le note che cattura al meglio sono quelle basse, oscure, che porta sulle proprie spalle come attrice, nei panni della madre dello scrittore Amos Oz, e come narratrice orale, responsabile dei finali cupi ai quali il figlio vorrebbe cambiare di segno (e per farlo dovrà imbracciare una penna).

Non appena però la materia della narrazione si allarga a tutto schermo, il film s'inceppa, nei cliché della fotografia desaturata e nella trappola del dramma a senso unico. La complessità della narrazione autobiografica di Oz ritorna frammentata nella formula reiterata del raccontino, che non gli rende giustizia. Quel che è più grave, però, è che il film non contenga traccia dell'ironia che celebra a parole, per non parlare del fatto che l'altro popolo, che viene definito a sua volta abusato, a sua volta vittima, resta ovviamente del tutto escluso dal campo visivo.
Complice un lavoro di adattamento che ha coinciso con una drastica riduzione, la Portman non ha trovato e forse nemmeno cercato lo sguardo del narratore (che avrebbe potuto posare nel ruolo di se stesso anziano ma non lo fa) e si è calata nello spazio più stretto e a lei più consono del rapporto tra madre e figlio, ottenendo in quella sede i risultati migliori del film. Ha visto giustamente in Fania un personaggio che avrebbe potuto indossare come una doppia pelle, forte e vulnerabile, qualcuno che, non potendo amare lo spettacolo della propria vita quotidiana, ha preferito crearsene uno ideale e mentale, e sacrificarsi ad esso. La Portman personaggio divora in questo modo la Portman regista, rubandole il posto; poi si prende anche le pagine del libro e ne fa la propria stanza; tutto il resto è condensato, o rimandato.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 15 aprile 2017
Ashtray_Bliss

Discreto tentativo, affascinante ma non pienamente coinvolgente ed emotivamente toccante, quello di Natalie Portman che ritorna alle sue origini, in terra e lingua ebraica per trasportare sullo schermo uno dei maggiori successi letterari di sempre, fuori e dentro Israele; le memorie di Amos Oz intitolate appunto A Tale of Love and Darkness. Primo debutto alla regia per l'attrice premio Oscar che [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 giugno 2017
Flyanto

 Tratto dal romanzo di Amos Oz "Un Racconto di Amore e Tenebra", "Sognare é Vivere" è il film in cui Natalie Portman, qui in veste di regista oltre che di interprete, presenta l'infanzia dello scrittore ed il suo rapporto con la madre. Un rapporto, come si evince dalle scene e dal libro stesso, molto profondo con la genitrice che, donna molto bella ed intelligente [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 giugno 2017
Siebenzwerg

Bellissima interpretazione e soprattutto regia della Portman, delicata e misurata, anzi calibrata sulla corrispondenza tra personale e politico del "contro-esodo" dall'Olocausto in Terra Santa, con le illusioni, le disillusioni, le nostalgie e i sensi di colpa degli scampati, mai però esplicitamente dichiarati. In particolare la tormentata figura emblematica della madre di Amos [...] Vai alla recensione »

sabato 10 giugno 2017
samanta

Il film è tratto da romanzo autobiografico del famoso scrittore israeliano Amos Moz "Una storia di amore e di tenebre" libro che non ho letto, ma che a parere dei competenti è stato ampiamnete ridotto nella versione cinematografica. Natalie Portman  è la regista al suo primo lugometraggio, l'attrice oltre ad interpretare la protagonista, ha  scritto la sceneggiat [...] Vai alla recensione »

Frasi
Puoi trovare l'inferno e il paradiso in ogni luogo.
Una piccola cattiveria e le persone diventano un inferno l'una per l'altra.
Un po' di pietà e le persone trovano l'una nell'altra il paradiso.
Una frase di Arieh Oz (Gilad Kahana)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
- Il nostro Stato è alla porta della casa dell'eterno.
- No, non è lì. Non c'è una porta, c'è un abisso!
Dialogo tra Arieh Oz (Gilad Kahana) - Fania (Natalie Portman)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
È meglio vivere senza sapere niente, che vivere nell'errore.
Una frase di Fania (Natalie Portman)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
Forse, finalmente, puoi dirmelo: che cosa c'è in te che mi spinge a volerti tanto bene?
Una frase di Fania (Natalie Portman)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
Nessuno sa niente di nessuno, nemmeno di se stesso.
Non sappiamo niente.
Una frase di Fania (Natalie Portman)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
Sta punendo se stessa per punire me.
Arieh Oz (Gilad Kahana)
dal film Sognare è vivere - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 16 giugno 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Non sono sensibile. Sarò un contadino o un avvelenatore di cani!». Le ultime parole famose visto che il piccolo Amos Oz sarebbe diventato uno scrittore assai celebre. Natalie Portman, attrice premio Oscar per Il cigno nero lanciata appena tredicenne da Léon di Luc Besson, porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Oz Una storia di amore e di tenebra.

giovedì 8 giugno 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

"I sogni realizzati sono sogni deludenti". È la frase-chiave del film che Natalie Portman ha ricavato dal memoir di Amos Oz Una storia di amore e di tenebra (2002); e l'attrice - qui regista al debutto, oltreché sceneggiatrice e interprete principale - sembra attribuirle due diversi significati. Da una parte la riferisce al personaggio di Fania, la madre del piccolo Amos ("voce narrante" della storia): [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Quando, come l'attrice Natalie Portman, si sceglie di esordire nella regia con un libro del peso specifico di Una storia di amore e di tenebra, si corrono bei rischi. Sorta di autobiografia che sul flusso di coscienza dell'io narrante racchiude il romanzo di formazione dello scrittore, la genesi dello Stato di Israele, 120 anni di vicende familiari, l'orrore dell'Olocausto, il terrore di un nuovo genocidio, [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Antonello Catacchio
Il Manifesto

In origine c'è il complesso romanzo autobiografico di Amos Oz, Una storia d'amore e di tenebra. Da lì è partita Natalie Portman per confezionare il suo film d'esordio come regista. La vicenda è quella della famiglia Klausner (il vero cognome di Oz) a Gerusalemme nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale. E le vicende storico politiche (la Shoah, la fine del mandato britannico, [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Ha voluto subito farne un film. Natalie Portman, israeliana e americana, è fatta così: istintiva ma razionale, sensibile ma caparbia. I testi di Amos Oz le appartengono, naturalmente, e fra questi l'autobiografia Una storia di amore e di tenebra più di tutti. Il progetto cinematografico è stato concepito quando l'attrice/regista aveva solo 26 anni - ne compirà 36 proprio domani, 9 giugno - ed è stato [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

A Gerusalemme, Amos assiste, impotente, alla depressione, progressiva, della mamma, mentre sullo sfondo si profila la nascita dello Stato di Israele. Il ragazzino diverrà uno dei più grandi scrittori del suo paese, ovvero Amos Oz. Il film, infatti, è basato sul suo Una storia di amore e di tenebra trasposizione dove la Natalie Portman, attrice, sovrasta, in lungo e in largo, la sua lacunosa versione [...] Vai alla recensione »

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