Melbourne

Un film di Nima Javidi. Con Peyman Moaadi, Negar Javaherian, Mani Haghighi, Shirin Yazdanbakhsh, Elham Korda.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 93 min. - Iran 2014. - Microcinema uscita giovedì 27 novembre 2014. MYMONETRO Melbourne * * * - - valutazione media: 3,40 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,40/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * * -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Un film drammatico e teso come un thriller, in cui la menzogna e il senso di colpa rischiano di segnare il destino di due esseri in procinto di cambiare radicalmente la loro vita.
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primo piano
Un'opera prima ben congegnata che affronta la forza violenta dell'imprevedibilità
Marianna Cappi     * * 1/2 - -

Amir e Sara sono una giovane coppia in procinto di lasciare l'Iran per la lontana Australia, per ragioni di studio. Il film entra in casa loro mentre inscatolano le ultime cose e si danno appuntamento con i parenti più stretti per i saluti all'aeroporto. È tutto pronto, il futuro è alle porte. Occorre solo che un vicino di casa passi a riprendere la sua bambina di pochi mesi, che la babysitter ha lasciato in custodia a Sara. Ma qualcosa non va: la bambina, che credevano addormentata, non dà segni di vita.
C'è la forza violenta dell'imprevedibilità alla base di questo racconto, piccolo nei mezzi ma non nelle ambizioni. Quella forza che viene a smantellare i piani degli esseri umani, a metterli alla prova per riscrivere loro la strada o per testare i limiti di quella stessa umanità.
Come già in Una Separazione di Ashgar Farhadi, con il quale questo film instaura un colloquio così stretto che dal film di Farhadi si direbbe direttamente ispirato (ben al di là della presenza dello stesso attore), la generazione dei trenta-quarantenni iraniani di oggi viene inquadrata di fronte a una scelta morale da fare, a una responsabilità da assumere o da rifiutare. Ma ci sono cose che fanno la differenza e che permettono di distinguere anche epidermicamente il prototipo di rilievo dall'epigono accattivante ma più gonfio che pieno.
L'opera prima di Nima Javidi, estremamente ben architettata negli snodi narrativi e nella tempistica dell'andirivieni teatrale delle figure coinvolte, manca di quel terzo sguardo che nel film di Farhadi era incarnato dalla figlia della coppia, ed è una mancanza significativa, che deruba l'opera di un'intera dimensione, quella più ampia e politica, quella che si apre sul cambiamento. Qui il dramma, nonostante l'altrove evocato nel titolo, resta cementato nella dinamica di coppia e nell'esercizio cinematografico in stile kammerspiel.
La bravura degli attori protagonisti, la modalità con la quale è tratteggiata la loro relazione, con lo stretto indispensabile, e la tensione del prologo fanno vibrare qualche corda, ma il sentimento è il grande escluso di questo film, che bada alla dinamica narrativa prima che a tutto il resto (ma come farsi andar bene, allora, tutte quelle piccole forzature?) I due possono solo immaginare le conseguenze dell'accaduto, ma è un sentire per procura, che fa il gioco del giallo e poco più. Sfuma così anche una possibile dimensione più intima del film. Resta la certezza delle capacità di Javidi e la speranza che il suo cinema futuro saprà aggiungere cuore e sostanza alla tecnica e all'idea.

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Il panico che attanaglia

venerdì 5 dicembre 2014 di Flyanto

 Film in cui si narra di una coppia di giovani sposi iraniani i quali, per motivi di studio, decidono di trasferirsi per tre anni nella città di Melbourne in Australia. Nel corso dell'ultima loro giornata in cui si preparano a lasciare definitivamente la propria casa ed a preparare gli ultimi bagagli, la bimba neonata di un vicino di casa che viene loro affidata per poche ore, viene trovata morta sul loro letto matrimoniale. Questa scoperta sconvolgerà i loro piani e soprattutto continua »

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Una coppia al bivio

domenica 22 marzo 2015 di Filippo Catani

Iran. Una giovane coppia è in procinto di partire per Melbourne. Tutto però viene messo in discussione quando i due si accorgono che la bambina affidatagli da una babysitter è morta nel loro letto. Il cinema iraniano appare più vivo che mai e non solo per la recente affermazione di Taxi ma anche per i bellissimi Una separazione e Il Passato. Melbourne si iscrive alla perfezione in questo club per merito del suo bravissimo regista Javidi e dell'ottima coppia di protagonisti. continua »

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Una coppia

mercoledì 18 marzo 2015 di rampante

Una giovane coppia, Amir e Sara, in partenza per un viaggio studio a Melbourne in Australia viene involontariamente coinvolta in un imprevedibile quanto tragico evento che rimette esistenza e coscienza in discussione. Improvvisamente un dramma imprevisto nel loro appartamento che diventa una prigione e al tempo stesso l'unico rifugio possibile. Il caso, il destino, un giallo che rischia di mandare a monte la partenza ed il loro rapporto di coppia. Il cinema iraniano continua l'indagine continua »

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L'importanza della scelta

lunedì 6 aprile 2015 di stefano capasso

Amir e Sara stanno preparando i bagagli. Sono una giovane coppia Iraniana in procinto di trasferirsi per qualche anno a Melbourne. La baby sitter del vicino di casa per un imprevisto deve uscire, e chiede loro se possono tenere per qualche ora la piccola di pochi mesi. Poco più tardi la coppia scopre che la bambina è morta e comincia per loro un dramma dal quale sembra non esserci via d’uscita. Un film ben fatto questo del regista Iraniano Nima Javidi che con un ambientazione continua »

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APPROFONDIMENTI | Melbourne, la società iraniana e il mezzo cinematografico.

Innocenti dalle mani sporche

domenica 30 novembre 2014 - Roy Menarini

Innocenti dalle mani sporche Ci sono alcuni film molto originali ambientati a Melbourne, tra cui Patrick, amatissimo horror degli anni Settanta, o Chopper, piccolo oggetti di culto recente, o ancora Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze. Ma in quella città i protagonisti di Melbourne non li vedremo mai arrivare. È solo la meta di un trasferimento che forse significa anche lasciarsi alle spalle le contraddizioni e le ingiustizie della società iraniana. L'allusione all'Australia, perciò, significa fuga, da una nazione dove le donne hanno "strane idee in testa" come studiare l'inglese o pretendere una autorealizzazione nel lavoro, ma anche ritirata dalle proprie responsabilità.

   

Nell'appartamento di Teheran il dramma di una coppia

di Roberto Nepoti La Repubblica

Dopo i film di Ashgar Farhadi (Oscar per Una separazione). il cinema iraniano continua l'indagine generazionale sulla borghesia del Paese. Lo fa raccontando una vicenda racchiusa tra le pareti di un appartamento di Teheran ma capace di aprirsi a interrogativi universali. Melbourne è la destinazione di una giovane coppia che conta di perfezionarvi gli studi Mentre assaporano la partenza, l'imprevisto entra in casa loro sottoforma di una innocente bebé, che una babysitter vi deposita prima di sparire. »

«Melbourne», assedio familiare via skype

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Inquadrato tra l'arrivo e la partenza i un taxi, Melbourne di Nima Javidi è il primo film d'esordio presentato dalla Settimana della Critica. Le generazioni di cinema iraniano si susseguono, con la caratteristica di un livello sempre alto di realizzazione e questo non fa eccezione, anzi ci porta una visione nuova della realtà iraniana soprattutto perché il racconto si fa geometrico, astratto. Un calcolo di sceneggiatura abbastanza vicino allo stile del protagonista, un giovane ingegnere chiamato per un colloquio di lavoro a Melbourne, dove si sta trasferendo per alcuni mesi con la moglie Sara (Negar Javaberian). »

Quei due di noi che vivono a Tehran (oppure a Melbourne)

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Hitchcock si è reincarnato in un iraniano? Improbabile, ma nel caso abbiamo un nome: Nima Javidi, regista e sceneggiatore che ha conquistato pubblico e critica con l'opera prima Melbourne, apertura dell'ultima Settimana della Critica a Venezia. Le atmosfere non vi risulteranno sconosciute: siamo dalle parti di Asghar Farhadi, l'autore di About Elly e dell'ultrapremiato Una separazione, da cui viene il protagonista Payman Maadi. Il suo Amir e Sara (Negariavaherian) stanno per abbandonare Teheran alla volta dell'Australia: tutto è pronto, rimangono da chiudere le valigie, salutare parenti e amici e correre all'aeroporto. »

Il mondo in una casa (a Teheran)

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Una giovane coppia di Teheran in partenza per l'Australia viene sorpresa da un imprevisto che rimette esistenza e coscienza in discussione. In apertura, della Settimana della Critica, un'opera prima da applausi, che offre il raro miracolo di raccontare e sintetizzare il mondo in un appartamento. Un Kammerspiel teso e potente, con echi da Asghar Farhadi e finale senza buonismi: che volete di più? Da non perdere. Da Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2014 »

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Marianna Cappi
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