7 Days in Havana

Film 2012 | Drammatico 129 min.

Regia di Laurent Cantet, Benicio Del Toro, Julio Medem, Gaspar Noé, Elia Suleiman, Juan Carlos Tabío, Pablo Trapero. Un film Da vedere 2012 con Josh Hutcherson, Daniel Brühl, Emir Kusturica, Ana de Armas, Elia Suleiman. Cast completo Titolo originale: 7 Días En la Habana. Genere Drammatico - Francia, Spagna, 2012, durata 129 minuti. Uscita cinema venerdì 8 giugno 2012 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 2,95 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Sette registi per sette sguardi differenti e d'autore, a La Havana. In Italia al Box Office 7 Days in Havana ha incassato 103 mila euro .

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Consigliato sì!
2,95/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,69
PUBBLICO 3,16
CONSIGLIATO SÌ
7 giorni per sette autori tra stereotipi e sguardi originali.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 27 maggio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 27 maggio 2012

All'Avana, battuta dal vento e dal mare dei Caraibi, si muovono i personaggi di sette storie che non si incontreranno mai. Quella di Teddy Atkins, turista americano iscritto alla scuola di cinema che finirà per andare a scuola di vita sul taxi di Angelito. Quella di Emir Kusturica, ebbro di vino e di vita, capitato a l'Avana per ritirare un premio alla carriera e perduto dietro una jam session. Quella di Cecilia, cantante cubana dalla voce suadente che innamora un impresario madrileno e sogna un contratto all'estero. Quella di Elia Suleiman, regista palestinese, che non parla spagnolo ma guarda la realtà dell'Avana, attendendo un appuntamento all'ambasciata di Palestina. Quella di un'adolescente omosessuale mortificata e 'ravveduta' da un esorcismo. Quella ancora di Mirta Gutierrez, psicologa che impasta torte e monta uova per sbarcare il lunario. Quella infine di Martha, che vede la Madonna e assolda un intero condominio per costruirle una fontana e celebrarla dentro una domenica cubana.
L'Avana e il suo malecon, un lungomare di dodici chilometri che affronta l'oceano, osservato da case fatiscenti e percorso da vecchie auto colorate. Auto incerte e hotel esagerati e lussuosi lasciati in eredità dagli americani negli anni Cinquanta. La capitale di un'isola a confine tra universi di civiltà distinte, come quella ispanica e quella anglosassone. Un'identità ibrida che dietro al volto decadente mostra bagliori di speranza, diventando il set di un'opera collettiva diretta da Benicio Del Toro, Pablo Trapero, Julio Medem, Elia Suleiman, Gaspar Noé, Juan Carlos Tabío e Laurent Cantet. Sette giorni per sette autori per sette episodi che si confrontano con Cuba, lo stereotipo e il mito. Due argentini, un portoricano, un cubano, un palestinese, un francese e uno spagnolo scendono per le strade disfatte dell'Avana incontrando personaggi-tipo che rappresentano molto spesso un'idea stereotipata di Cuba: quella del sesso, delle spiagge, delle mulatte, del rum, della bellezza.
Se l'episodio dei più è facile e facilmente dimenticabile, più riuscito quello di Del Toro e Trapero, stucchevole quello di Medem e mancato quello Tabío, di indubbio interesse sono i 'brani' di Suleiman, Noé e Cantet, che escono dai cliché e tentano il ribaltamento, battendo strade suggestive e marginali. Se Suleiman si mette addirittura in scena, osservando immobile e silente una città difficile e complessa, contraddittoria e adescatrice, che ti abbaglia per non farti capire di più, per non farti trovare più, Noé rivolge lo sguardo alla Cuba arcaica dentro l'episodio più essenziale e rigoroso intorno a un rituale. Una cerimonia barbara e primitiva che strappa i 'veli sublimatori' delle religioni per restituirci il carattere genuino e violento di un esorcismo ai danni di un'adolescente colpevole soltanto di amare.
E il Ritual del regista spagnolo dialoga bene con La fuente di Cantet, addentrandosi nell'intricata quanto esuberante selva del sincretismo religioso e culturale cubano. Tra donne e Madonne, Noé e Cantet intuiscono e restituiscono un culto magico-religioso che sposa riti pagani a tradizione cattolica, bestialità a comunanza, centrando il cuore dell'Avana e la sua malinconia quieta.
Le tre stelle sono per loro e il loro spaiato atto d'amore a Cuba. Un atto d'amore per un Paese e un sogno che si sta perdendo dietro le parole recidive e il corpo vuoto di Fidel Castro, rimandato penosamente dalle televisioni di un albergo in cui non si trova l'uscita.

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7 DAYS IN HAVANA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 giugno 2012
Filippo Catani

Il film prende le mosse dai giorni della settimana. Per ognuno dei sette giorni un regista racconta l'Avana e Cuba a modo suo. Il film risulta essere gradevole e anche i singoli episodi hanno la giusta durata per non rendere il film o troppo prolisso o al contrario troppo frammentato. Si possono vedere alcuni dei connotati tipici dell'isola per esempio da una parte troviamo il bellissimo [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 giugno 2012
pressa catozzo

Che dire, il cinema non finisce mai di stupirmi. Più che sette perle le definerei sette diamanti. Se lo giravano a Naoli avrebbe offerto le stesse emozioni. Un isola martoriata dall'embargo dovuto all'arroganza di chi dichiara di esportare democrazia. Sette episodi che attraversano un isola e le anime di chi ci vive. Merita di essere visto, ne uscirete ballando.

giovedì 21 febbraio 2013
stefanoadm

L'umanità vitale di Cuba, le sue passioni, le sue tradizioni, il fascino esercitato su visitatori più o meno illustri, la povertà, i riti, la dignità, gli espedienti. "7 days in Havana" racconta l'isola, per così dire, dal basso: niente Hemingway, niente Che, niente mito della rivoluzione. Sullo schermo, storie di persone comuni, anche quando i protagonis [...] Vai alla recensione »

sabato 9 giugno 2012
renato volpone

Che belle storie....sette giorni a l'havana in mezzo a musiche, colori e splendide persone. I sette registi ci raccontano la città a modo loro, ma tutti ce ne fanno innamorare: la bellezza del posto, il suo essere brutto, vecchio e sporco, ma al tempo stesso magnificamente vivo e stupendo. Poi senti che i bordi dell'isola sono piccoli, vorresti viverci, ma come Cecilia hai la tentazione [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 giugno 2012
avana

Chi conosce bene Cuba, L'Avana e i cubani, amerà questo film, riuscendo ad apprezzare quelli che sembrano luoghi comuni (rum, ballo, belle ragazze e musica) ma che invece sono verità. Sono fotografate gestualità vere, ingenuità, rituali ma soprattutto l'amore, il vero protagonista del film, non solo quello tra la coppia nella quale la psicologa sbarca il lunario cucinando torte all'alba ma tra sorelle, [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 marzo 2016
giuseppetoro

Fil lento, ma una simpatica commedia, nulla di che comunque.

venerdì 15 giugno 2012
melania

Sette episodi che fanno innamorare,personaggi luminosi,autentici,tutto è autentico in questo film.e poi in primo piano l'amore in senso lato,un senso di pienezza della vita anche li' dove ci sono ambienti poveri e degradati..

lunedì 11 giugno 2012
Flyanto

Film diviso in 7 episodi (ognuno corrispondente ad un giorno della settimana) girati da 7 registi diversi in cui vengono raccontate e descritte le caratteristiche di Cuba e della sua popolazione. Interessante come testmonianza  ma la pellicola nonm presenta però nulla di nuovo che non si conosca già.

giovedì 21 giugno 2012
gianbond

Cubane a parte, belle ragazze niente da dire, bello persino il transessuale che compare in un episodio, qualche immagine poetica qua e là, per il resto episodi un po' scialbi e noiosetti senza capo nè coda. Fossero stati girati a Ospedaletti anzichè a Cuba non andrebbe nessuno a vederli. Regolatevi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Tour di una settimana per scoprire Cuba e le sue bellezze , Fidel Castro, le vecchie auto americane, la musica, i sigari, il Che e le «ragazze facili»... L'invito viene da Leonardo Padura Fuentes, illustre giornalista e scrittore cubano di Cuba, tradotto in tutto il mondo grazie ai suoi romanzi poliziesco-sociali animati dal tenente Conde, e non si può rifiutare.

Valerio Caprara
Il Mattino

Cuba libre (ma non troppo). Ancora un’operazione d’assemblaggio autoriale, condotta dall’apprezzato scrittore Padura Fuentes che ha convocato sette registi incaricandoli di girare all’Avana altrettanti episodi, quindici minuti ciascuno per un giorno della settimana. Si presenta così, con tutti i limiti del caso, «7 days in Havana», ballata per forza di cose frammentaria ed episodica sulla conclamata [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Sette sguardi sull’Avana di oggi, altrettanti episodi ciascuno per un giorno della settimana — una qualsiasi settimana del 2011— dal lunedì alla domenica. Affidato a tanti registi quanti sono gli episodi e i giorni, il progetto ha di significativo che nasce da un’iniziativa cubana (l’etichetta nazionale del rum) intorno alla quale si sono raccolte altre forze produttive spagnole e francesi.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Fidèl parla parla parla... Nella Cuba ingessata della rivoluzione castrista, nella sua bella capitale uscita da una fotografia di mezzo secolo fa, si svolgono le sette storie di un film all’apparenza tenero e sognante, ma nella sostanza, a saperlo leggere tra le righe, duro e impietoso. A cominciare dalle singole inquadrature, che fotografano con l’immediatezza di un’istantanea le angosciose contraddizioni [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Sette turisti –anzi sei -all’Avana. È forte la sensazione, di fronte a questo film collettivo, che tutto nasca da un pacchetto turistico gestito dalla Film Commission. Sei registi di (relativa) fama internazionale si trasferiscono a Cuba e appoggiandosi a troupe ed attori locali - con tanto di sponsorizzazioni del festival del cinema e dei principali alberghi della città, ben visibili nel film - raccontano [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Che barba. Roba da svenire per la noia. Tanto è vero che questa boiata è stata presentata al recente Festival di Cannes. È una commedia divisa in sette siparietti, tratti dai racconti di uno scrittore cubano e diretti da sette diversi registi. Non c’è una storiella da salvare, in compenso è impossibile individuare la più brutta. P.S. Era troppo difficile tradurre il titolo in italiano? Da Il Giornale, [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Ha una struttura a episodi 7 Days in Havana, uno per ogni giorno della settimana e la regia di altrettanti cineasti. Alcuni capitoli sono venuti meglio, altri meno, tuttavia il livello medio è buono e l’unità stilistica assicurata dal fatto che a coordinare il lavoro di sceneggiatura, firmando ben tre dei copioni, è stato un reputato intellettuale cubano, lo scrittore Leonardo Padera Fuentes, i cui [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

7 Days in Havana, e altrettanti registi - Benicio Del Toro, Pablo Trapero, Julio Medem, Elia Suleiman, Gaspar Noé, Juan Carlos Tabio, Laurent Cantet - per restituire un caleidoscopio antropico della capitale cubana. La committenza è alcoolica (Havana Club), ma non dà alla testa, e l’ensemble va giù come un bicchierino di rum. Apre Del Toro, che esordisce alla regia tallonando con piglio e ironia un [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Sette sguardi sull’Avana di oggi, altrettanti episodi ciascuno per un giorno la settimana, dal lunedì alla domenica. Affidato a tanti registi quanti sono gli episodi ed i giorni, il progetto ha di significativo che nasce da un¿iniziativa cubana. L’idea ha raccolto intorno alle storie scritte da Leonardo Padura Fuentes, romanziere cubano di fama internazionale, tutti cineasti di nascita o di formazione [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Quanti modi ci sono per raccontare una città? Almeno quanti sono i giorni della settimana, suggerisce 7 days in Havana, il film composto da sette segmenti diretti da altrettanti registi diversi, con una prevalenza di latinoamericani. Il film ha partecipato come evento speciale nella sezione Un certain regard dell’ultimo festival di Cannes raccogliendo entusiasmi dovuti anche alla strepitosa colonna [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

L'invito viene da Leonardo Padura Fuentes, giornalista e scrittore cubano di Cuba, ideatore di 7 giorni all'Havana, sette cortometraggi di quindici minuti l'uno, firmati da Benicio Del Toro, Pablo Trapero, Julio Medem, Elia Suleiman, Gaspar Noé, Juan Carlos Tabìo e Laurent Cantet, che cercano di decostruire gli stereotipi dell'isola. Qualcuno ci riesce.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sette registi a Cuba, sette storie tratte da altrettanti racconti di Leonardo Padura Fuentes, sette sguardi consapevolmente esotici o spaesati. Perché tra i registi uno solo è cubano, il Juan Carlos Tabìo che firmò (con Gutiérrez Alea) Fragola e cioccolato. Gli altri sono francesi come Laurent Cantet, spagnoli come Julio Medem, argentini o franco-argentini (Pablo Trapero e Gaspar Noè), portoricani [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

La genesi di questo film a episodi spiega in qualche misura l’eterogeneità dell’insieme. C’è stato un tempo in cui il mecenatismo ha prodotto capolavori, ma erano i tempi di Innocenzo III e di Michelangelo. Pernod Ricard, proprietaria del marchio Havana Club che ha finanziato in parte il film, non è ancora a quei livelli, visto che sui sette corti solo quello di Elia Suleiman ha qualcosa da dire.

NEWS
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venerdì 8 giugno 2012
Tirza Bonifazi

Non poteva che uscire nella Giornata mondiale dell'ambiente il nuovo documentario di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud (già autori di Il popolo migratore) intitolato La vita negli oceani che ha aperto la settimana cinematografica il martedì con le sue [...]

GALLERY
giovedì 7 giugno 2012
 

Una fotografia a colori, un ritratto contemporaneo della capitale di Cuba, così tradizionale ma anche così innovativa. Un film diviso in sette capitoli, diretti da altrettanti autori internazionali: Benicio Del Toro, Pablo Trapero, Laurent Cantet, Elia [...]

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