Kotoko

Un film di Shinya Tsukamoto. Con Shinya Tsukamoto, Cocco Drammatico, durata 91 min. - Giappone 2011. MYMONETRO Kotoko * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 1 recensione.
Consigliato nì!
2,50/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
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Tsukamoto, dopo le visioni oniriche della saga dedicata a Tetsuo, prende in esame la storia di una donna sull'orlo di una crisi di nervi.
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Un film ossessivo, dilaniato e maniacale sulla lacerazione dell'inconscio mentale
Gabriele Niola     * * 1/2 - -
Locandina Kotoko

Kotoko ha un problema, ci vede doppio, nel senso che la sua mente sdoppia le persone che vede, una reale e una no, una positiva e una negativa (che cerca di attaccarla), senza che lei possa distinguere quale esista e quale sia frutto della sua immaginazione. Il suo disagio mentale è acuito dallo stress dovuto alla cura del figlio neonato che tra pianti, urla ed esigenze lentamente porta la madre al totale esaurimento. Quando le viene levato l'affido le cose sembrano migliorare, una nuova storia d'amore però riporterà in superficie ansie, paure e sdoppiamenti.
E' da Nightmare detective (escludendo la parentesi di ritorno alla serie Tetsuo) che Shinya Tsukamoto sta operando uno slittamento dall'ossessione per la mutazione e la lacerazione della carne a quella per l'inconscio mentale, un movimento analogo a quello compiuto da un altro regista a lui simile per temi come David Cronenberg. Un passo in fondo non gigantesco, le ansie di Tetsuo, Tokyo fist e A snake of june finivano nella carne ma cominciavano nella mente e si nutrivano dell'oppressione dell'asfalto e del metallo cittadino.
In Kotoko tutto ciò è ancor più esplicito. Nei suoi momenti migliori il nuovo film di Tsukamoto racconta di una mente spaccata dal rumore ossessivo delle pentole metalliche contro i fornelli, dalle strette mura d'asfalto del palazzo in cui vive e dal pianto del bambino. La quiete arriva solo durante il canto o in campagna.
Il guaio del film è che non mantiene la forza e l'impatto che solitamente sono la cifra del regista giapponese lungo tutta la narrazione. Impennate visive e improvvise intuizioni (o anche solo visioni pienamente tsukamotiane) interrompono lunghi momenti che sono riflessivi solo nelle intenzioni del regista.
Questa volta è l'insostenibile ansia della maternità e della cura di un'altra vita, piccola e fragilissima ma in grado di indurre i peggiori pensieri, a preoccupare il regista. E sebbene Kotoko non possa dirsi tra le migliore opere di Tsukamoto, è sufficiente anche solo il modo impaurito e sinceramente timoroso con il quale filma il desiderio di omicidio del figlio da parte della madre, a confermare di essere di fronte ad uno dei più grandi registi di sempre.

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NEWS | A Venezia il riconoscimento per il famoso regista giapponese.

Trionfa di tsukamoto

sabato 10 settembre 2011 - Luca Volpe

Orizzonti, trionfa Kotoko di Tsukamoto Va al lungometraggio giapponese Kotoko il premio della sezione Orizzonti nell'ambito della 68. Mostra del cinema di Venezia. Il film, diretto da Shinya Tsukamoto, racconta di una donna la cui mente sdoppia le persone che vede, creando un'immagine reale ed una non reale, una positiva e una negativa, senza che lei possa distinguere quale esista e quale sia frutto della sua immaginazione. Un disagio che le crea notevoli problemi nella cerchia degli affetti familiari. La Giuria di Orizzonti, presieduta da Jia Zhangke e composta da Stuart Comer, Odile Decq, Marianne Khoury, Jacopo Quadri, ha deciso all'unanimità di assegnare un premio speciale a Whores' Glory di Michael Glawogger.

   

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Mymovies per venezia 2011

giovedì 8 settembre 2011 - Nicoletta Dose

MYmovies per Venezia 2011 Essere madre ai tempi della pazzia non è una questione semplice da affrontare. Il regista giapponese Shinya Tsukamoto, dopo aver affrontato il tema della disumanizzazione di fine secolo con Tetsuo (nel 1989 il primo, nel 2008 l'ultimo capitolo della trilogia sull'iron man), si cimenta nella rappresentazione della follia femminile proprio nel momento più carico di emozioni che una donna può vivere: la maternità. In Kotoko (a Venezia nella sezione Orizzonti) la protagonista Cocco, star giapponese compositrice musicale di alcuni brani di Vital, interpreta qui una donna che vede le persone divise in due, una negativa e una positiva.

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