Capitalism: A Love Story

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Un film di Michael Moore. Con Michael Moore, Thora Birch, William Black, Jimmy Carter, Elijah Cummings.
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Documentario, Ratings: Kids+16, durata 127 min. - USA 2009. - Mikado uscita venerdì 30 ottobre 2009. MYMONETRO Capitalism: A Love Story * * * - - valutazione media: 3,47 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,47/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Uno sguardo alla crisi finanziaria globale e alla economia americana durante la transizione tra l'entrante amministrazione Obama e l'uscente amministrazione Bush.
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primo piano
Capitalismo e Democrazia per Moore non sono sinonimi
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Questa volta Michael Moore prende le mosse da lontano, addirittura dall'Impero Romano, per mostrare come i segnali di decadenza di quella potenza antica siano tutti rintracciabili nella realtà odierna. La domanda è più che mai esplicita e con la risposta già incorporata: quanto è alto il prezzo che il popolo americano paga a causa della confusione operata tra il concetto di Capitalismo e quello di Democrazia? Per Moore i due termini non coincidono anzi sono in più che netta opposizione soprattutto ora, dopo la crisi mondiale di cui tutti paghiamo le conseguenze.
Per sostenere la sua tesi questa volta il polemista di Flint (cittadina a cui fa ancora una volta ritorno vent'anni dopo Roger & Me) fa un uso molto più ridotto di gag verbali e visive (anche se non ci risparmia un nuovo doppiaggio del Gesù di Zeffirelli in versione liberistico-sfrenata). Perché questa volta il tema è talmente serio che lo spazio per la risata non può che essere ridotto. È ora di passare all'azione secondo Moore. Ancora una volta non per sovvertire un sistema ma per riportarlo alla purezza delle origini.
In una società in cui può esistere un gruppo immobiliare che si autodefinisce gli Avvoltoi (il cui compito è acquistare a prezzi stracciati case già pignorate per poi rivenderle facendo profitti) e in cui la classe media vede falcidiati i propri beni primari dalla rapacità di banche prive di qualsiasi seppur remoto scrupolo, Moore non può sentirsi a suo agio. E non può non solidarizzare con chi pensa che i rapinatori non siano solo quelli proposti in sequenza nelle immagini delle televisioni a circuito chiuso di banche e negozi. Oggi ci sono rapinatori che agiscono sulla sorte di milioni di persone. Qualcuno di loro comincia a pagare ma l'indignazione non è ancora giunta al livello necessario.
Il livello di cui Franklin Delano Roosevelt aveva fatto proprie le istanze ipotizzando una nuova Costituzione Americana in cui i diritti fondamentali dei cittadini venissero riconosciuti in modo assolutamente dettagliato e inequivocabile. Il Presidente morì prima di essere riuscito a farla diventare legge. Oggi il popolo americano paga questo vuoto legislativo con i posti di lavoro persi e le abitazioni letteralmente divorate da avvoltoi di diverse specie. Moore, da vero americano, auspica un ritorno al passato perché la parola futuro possa tornare ad avere un significato positivo. Quando mostra vescovi e sacerdoti schierarsi senza indugio a fianco di chi sta perdendo il lavoro viene in mente l'abusata terminologia nostrana 'cattocomunista'. Non si tratta di 'comunismo' in questo film ma di diritti basilari che la ricerca sfrenata del guadagno non può mai (in nessuna occasione e per nessun pseudo motivo di 'interesse generale') calpestare.
Moore porta come esempio positivo, tra le altre, la nostra Costituzione. Faremmo bene ogni tanto a rileggerla. Magari dopo avere visto Capitalism: A Love Story.

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Premi e nomination Capitalism: A Love Story MYmovies
il MORANDINI
Capitalism: A Love Story recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Capitalism: A Love Story
Primo Weekend Italia: € 146.000
Incasso Totale* Italia: € 397.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 10 gennaio 2010
Incasso Totale* Usa: $ 14.024.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 8 novembre 2009
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Americani, suonate la carica per favore

giovedì 12 novembre 2009 di goldy

Basta fare un viaggio negli States per capire quanto l'Europa abbia sbagliato nell'assoggettarsi in tutto e per tutto all'egemonia americama. Ci hanno aiutato a liberarci dal nazismo, per carità ma perchè imitarli in tutto e per tutto quando la nostra democrazia (Europea) ha avuto a disposizione secoli per affermarsi. Abbiamo imitato il loro sistema televisivo devastante, hanno ancora la pena di morte, pagano tasse ben inferiori alle nostre ma poi che ritorno ne hanno visto che le scuole continua »

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Capitalism: a love story

lunedì 24 maggio 2010 di G. Romagna

Il racconto dell'attuale tracollo capitalistico muove i suoi primi passi dalla deregolamentazione reaganiana. Sono i tempi della finanziarizzazione e dell'ascesa dei manager di Wall Street. Il sistema va avanti arricchendosi sulla pelle del cittadino, compiendo così un’escalation che si rivela, in breve tempo, sì letale, ma solo per chi non ne è colpevole. Largo così ad agghiaccianti esempi di società private di gestione di carceri minorili che arrivano a corrompere giudici pur di far arrestare continua »

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Moore racconta un colpo di stato finanziario

mercoledì 18 maggio 2011 di Luca Scialò

Docu-film di Michael Moore sul recente crollo finanziario partito da Wall Street e che nel giro di pochi mesi ha investito tutto il Mondo per effetto del sistema economico globalizzato di cui facciamo parte. Come sempre fatto, anche in questa occasione Moore alterna le spiegazioni tecniche degli addetti ai lavori con i drammi degli ultimi. Nella fattispecie, quanti sono stati cacciati da casa per insolvenza verso le banche o quanti avevano sulla propria testa assicurazioni sulla vita senza nemmeno continua »

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Moore colpisce ancora

giovedì 5 novembre 2009 di olgadik

I suoi documentari puntigliosi, sarcastici, costellati di interviste, hanno reinventato il genere, trasformandolo in giornalismo di inchiesta militante, toccante e demagogico (anche) ma indubbiamente coraggioso. Se il marchio personale non tralascia una costante ironia che fa pensare su altri versanti a Woody Allen, la sostanza amara del suo impegno non viene meno neanche in questa sua ultima opera. Si avverte però in qualche modo che la vis polemica è diminuita insieme alla capacità di sconvolgere continua »

Moore
"Mi rifiuto di vivere in un paese come questo… e non me ne vado!"
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DVD | Capitalism: A Love Story

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 13 aprile 2010

Cover Dvd Capitalism: A Love Story A partire da martedì 13 aprile 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Capitalism: A Love Story di Michael Moore con Michael Moore, Thora Birch, William Black, Jimmy Carter. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1. Su internet Capitalism. A Love Story è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,00 €
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NEWS | Michael Moore e la crisi economica.

Un documentario per spingere la gente a farsi valere

lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia66: Capitalism: A love story, un documentario per spingere la gente a farsi valere Moore: Abbiamo deciso di parlare della crisi economica, di non spaventarci di niente, di dire le cose che dovevano essere dette. Abbiamo cercato di fare un buon film, per far divertire le perone che vanno a vederlo il venerdì sera. Il sogno americano è stato usato come una propaganda e per questo motivo siamo in questa situazione? Moore: La bella cosa del sogno americano è credere agli Stati Uniti democratici ed alla giustizia. Credo che sia difficile chiamare una cosa "democrazia" quando l'economia controlla le vite della gente, non c'è niente di democratico.

NEWS | Il film sulla crisi finanziaria globale e i problemi dell'economia americana.

Il poster

venerdì 28 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Capitalism: A Love Story il poster A poco più di una settimana di uscita del trailer del film, la Overture Films ha svelato il poster del nuovo documentario di Michael Moore, Capitalism: A Love Story. A differenza delle locandine di Sicko o Fahrenheit 9/11 in questo poster Moore non è come al solito in primo piano ma si amalgama perfettamente allo sfondo della locandina che ha uno stile simile a quello usato negli anni sessanta. In primo piano si vede l'immagine di un membro del congresso che mentre sventola la bandiera americana nasconde dietro la schiena un sacco colmo di soldi mentre Moore lo guarda con le braccia conserte.

   

NEWS | Il regista sta lavorando a due lungometraggi.

L'ultimo documentario di moore?

lunedì 3 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Capitalism: A love Story, l'ultimo documentario di Moore? In un'intervista con il Detroit News, in occasione del Traverse City Film Festival, il regista Michael Moore mentre parlava dell'uscita del suo prossimo documentario, Capitalism: A love Story, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ha detto “Questo potrebbe essere il mio ultimo documentario, almeno per un po'”. Il regista ha spiegato “Negli ultimi due anni ho lavorato a due sceneggiature, una è una commedia, l'altra è un giallo e vorrei realizzarle”. Moore ha debuttato nel 1989 con il documentario Roger & Me, e la sua carriera si è fondata sulla realizzazione di documentari spesso controversi ma nel 1995 il regista ha diretto la commedia politica Operazione Canadian Bacon: l'economia americana è allo sfascio e l'approvazione del Presidente ha raggiunto i minimi storici, per risolvere la situazione viene creata una finta guerra tra gli Stati Uniti e il Canada per rinvigorire l'economia.

VIDEO | La pellicola sarà nelle sezione ufficiale della 66° Mostra del Cinema di Venezia.

Il trailer cinematografico

venerdì 21 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Capitalism: A Love Story, il trailer cinematografico La Overture Pictures ha fatto uscire il primo trailer del nuovo documentario di Michael Moore (Sicko), Capitalism: A Love Story. A differenza del teaser trailer uscito a giugno in cui Moore chiedeva agli americani di fare un contributo per le banche e le compagnie che avevano ricevuto un finanziamento con il bailout di 700 bilioni di dollari, nel nuovo trailer vengono mostrate delle scene provenienti dal documentario. Il film sembra divertente nonostante la serietà dell'argomento e non mancherà nel provocare delle controversie come è accaduto per le precedenti opere del regista.

   

VIDEO | La richiesta di colletta per salvare i CEO di banche e grandi aziende.

Il primo trailer del nuovo film di michael moore

lunedì 15 giugno 2009 - Marlen Vazzoler

Il primo trailer del nuovo film di Michael Moore La Overture Films ha fatto uscire assieme al nuovo film di Tony Scott, Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana, il primo trailer del nuovo documentario di Michael Moore su Wall Street. In questo teaser non vengono mostrate le immagini del film, ma si può sentire l'accorato appello di Moore per salvare i CEO di banche e grandi aziende, facendo delle offerte in denaro. In alcuni cinema di New York, Los Angeles, Chicago e DC, ci sono state delle maschere che hanno portato dei contenitori per ricevere i soldi dal pubblico.

   

Il coraggio di Moore

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Bisogna ringraziare ancora una volta Michael Moore. Nessuno meglio di lui poteva sapere quanto fosse precipitoso e rischioso un film che documentasse e spiegasse il disastro globale ma soprattutto americano della crisi finanziaria-economica: eppure lo ha fatto ugualmente, affrontando il pericolo di sbagliare. Ha sbagliato? A tutt'oggi non si sa, non si può dire: ma il regista ha scelto principalmente due strade già chiare. Prima, il disastro che la crisi ha provocato alla gente, ai lavoratori, ai clienti delle banche. »

Michael Moore contro Wall Street

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Michael Moore dice basta. «Non mi va più di fare queste cose a meno che non vi alziate dalla poltrona per unirvi a a me». Capitalism: A Love Story si chiude così, con un invito a passare all'azione che esala più rabbia e meno ironia del solito. Un "Mondo cane" dell'economia capitalista che non batte il pianeta ma setaccia gli States per stanare iene di ogni taglia. In un paese che manda sei auto zeppe di poliziotti a sfrattare una famiglia di 4 persone dev'esserci qualcosa di marcio. Questo qualcosa si chiama finanza. »

La love story tra Usa e capitalismo assoluto

di Roberto Silvestri Il Manifesto

«Il capitalismo è buono solo quando è sotto terra», spiega in questo suo nuovo capolavoro, e con argomentazioni inoppugnabili, Michael Moore, il potente giornalista venuto dal Michigan con una valigia piena di comicità sferzante. Il film è quasi una filastrocca appassionata per bambini sulle «creature selvagge», molto adatta a Halloween, raccontata da un Don Chisciotte vittorioso, ma ancora incredulo del miracolo Barack Obama. A quei bambini, molti con le basette bianche, bisognerà spiegare per la prima volta cos'è davvero il mostro «socialismo», quali sono le sue virtù, e perché bisognerà inventarne un altro modello, vincente sul mercato, se si vuole salvare un mondo fatto a pezzi dai «subprime» e dai «derivati» (in ultima pagina Sandro Portelli ci fa capire quanto è difficile scatenare questa grande rivoluzione culturale proletaria americana). »

di Alessio Guzzano City

Orfano del suo bersaglio preferito («Stupid White Man» Bush), Michael Moore spera in Obama e si commuove ricordando lo scopritore del vaccino per la polio, che non si arricchì perché: «Non si brevetta il sole». E Roosevelt che voleva una nuova Carta dei Diritti (1944), ma morì e quelle garanzie furono inserite nelle Costituzioni degli sconfitti, ma non in quella degli Stati Uniti. Ecco perché Moore ci invidia pensioni, assistenza medica e tutto ciò che appare 'socialista' là dove il capitalismo è parte del dna yankee (ma scoprite chi lo dichiara «peccato»). »

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