Concorrenza sleale

Un film di Ettore Scola. Con Claudio Bigagli, Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Sergio Castellitto, Antonella Attili.
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Commedia, durata 100 min. - Italia 2001. MYMONETRO Concorrenza sleale * * 1/2 - - valutazione media: 2,60 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,60/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * 1/2 - -
Claudio Bigagli
Claudio Bigagli (61 anni) 8 Dicembre 1955 Interpreta Il commissario Collegiani
Gérard Depardieu
Gérard Depardieu (68 anni) 27 Dicembre 1948 Interpreta Angelo
Diego Abatantuono
Diego Abatantuono (62 anni) 20 Maggio 1955 Interpreta Umberto
Sergio Castellitto
Sergio Castellitto (63 anni) 18 Agosto 1953 Interpreta Leone
Antonella Attili
Antonella Attili (54 anni) 3 Aprile 1963 Interpreta La signora Giuditta
Sandra Collodel
Sandra Collodel   Interpreta Chiaretta
Umberto Melchiorri è un sarto milanese che ha da anni aperto un negozio a Roma. Proprio di fianco a lui ha aperto un negozio di abiti confezionati Leone, un sarto ebreo.
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primo piano
Ritratto leggero di un microcosmo culturale del passato
Giancarlo Zappoli     * * - - -
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TROVASTREAMING

Umberto Melchiorri è un sarto milanese che ha da anni aperto un negozio a Roma. Proprio di fianco a lui ha aperto un negozio di abiti confezionati Leone, un sarto ebreo. La concorrenza tra i due è accesa anche se i figli più piccoli sono amici (sono loro i narratori della storia) e il figlio maggiore di Umberto e la figlia maggiore di Leone sono innamorati. La vita scorre tra riflessioni sul fascismo fatte dal combattivo fratello di Umberto, Angelo, professore di liceo, e ripicche tra i due commercianti. Fino a quando le leggi sulla razza non modificano la situazione costringendo il sarto ebreo prima a subire la confisca della radio e poi, di lì a poco, la prima sassata nella vetrina. Dovrà chiudere e andarsene dal quartiere. Ma prima avrà avuto la solidarietà del collega che arriverà fino a schiaffeggiare la moglie per difenderlo. Scola afferma: "Vivere nella stessa città, nella stessa strada. Fare lo stesso lavoro, appartenere alla stessa classe sociale, avere la stessa composizione familiare (una moglie, due figli, zii e nonni) eppure non essere uguali, non avere gli stessi diritti, non poter frequentare le stesse scuole, non poter esercitare il proprio lavoro né tenere aperto il proprio negozio, conoscere l'intolleranza e l'esclusione. Scoprire di essere considerati "diversi", per nascita e per razza. È accaduto in passato a ebrei e neri, accade oggi a immigrati ed extra comunitari." Tutto vero. Con una piccola (ma non trascurabile) differenza: gli ebrei facevano parte integrante del tessuto sociale italiano e le leggi sulla razza furono un cieco scimmiottamento dell'alleato/padrone germanico. La realtà odierna è molto più complessa e parte da presupposti decisamente diversi. Dispiace che Scola, che forse avrebbe ancora qualcosa da dire sul presente e sulle più sottili e pericolose forme di discriminazione attuali (si pensi a Romanzo di un giovane povero), si rifugi nel passato proponendo il ritrattino di un microcosmo che nella prima parte sembra in stand by aspettando che la "molla" delle leggi razziali faccia lievitare la sceneggiatura.

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CONCORRENZA SLEALE
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Premi e nomination Concorrenza sleale

premi
nomination
David di Donatello
1
1
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Amicizia

giovedì 6 dicembre 2001 di UBIK

Affresco storico dell'Italia fascista. Bravi Abbatantuono (rappresenta l'italiano medio che non si ribella al sistema); Depardieu (rappresenta la minoranza italiana che si ribella alle leggi razziali); Castellito (è la minoranza etnica ebrea che deve subire i sopprusi). Regia sottotono, qualche anacronismo nel linguaggio dell'epoca. continua »

* * - - -

Risultato modesto

lunedì 10 agosto 2015 di Francesco2

Negli anni '90, questo signore ha potuto permettersi di fare il cinema che voleva, "incappando" anche in dei flop di cui almeno uno meritato, quello di "Mario, Maria e mario". Dopo "La cena", salvato dall'esperienza e dalla bravura degli attori, ecco un film che nasce -Probabilmente- da altra tensione etica, ma che ci immerge -Immerge?- in due microcosmi che non appassionano mai, fatti di bozzetti che non lasciano traccia, nonostante Castellitto che giganteggia continua »

Leone a Umberto, ma con affetto
Sartucolo.
Grazie, grazie... Bottegaio.
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Leone a Umberto, ma con affetto
Sartucolo.
Grazie, grazie... Bottegaio.
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Umberto e Leone
Vi prego di togliere immediatamente quel cartello.
Quale cartello?
Quello che dice "...anche"!
E perché?
Perché la parola "anche" preceduta da puntini voi non la potete scrivere!
Devo togliere i puntini?
No, voi non potete scrivere "anche"! Perché sfruttate la mia scritta: "Abiti per uomo". Se io chiudo il mio portellone il vostro "anche" non significa più niente!
Ottimo, chiudetelo, buona idea, bravo!
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5

di Roberto Nepoti La Repubblica

La giornata particolare nella quale Scola aveva ambientato uno dei suoi film più belli - l'arrivo di Hitler a Roma del 6 maggio 1938 - è un momento nevralgico di Concorrenza sleale. Per le sue conseguenze, soprattutto: le leggi razziali che in quello stesso anno colpirono gli ebrei italiani, demolendone la vita quotidiana con regole e divieti non sai se più crudeli o più grotteschi. Scola ce lo racconta attraverso le microstorie di due commercianti di stoffe, che gestiscono negozi attigui e combattono una piccola guerra privata per scipparsi a vicenda la clientela. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Una strada normale, negozi normali, uomini e donne normali: è questo il microcosmo messo in scena da Ettore Scola e dai suoi sceneggiatori (la figlia Silvia e Giacomo e Furio Scarpelli). Eppure, del tutto particolare è la giornata su cui si apre il loro film. Il 6 maggio del 1938, infatti, Benito Mussolini esibisce il suo alleato Adolf Hitler per le vie e le piazze di Roma. A quel fatto lontano nel tempo - e ancor di più nella nostra memoria storica - Scola torna ventiquattro anni dopo Una giornata particolare (1977). »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Stop, da domani mattina non potete più sentire la radio né vedere la tv. Perché? Non chiedetevelo, così ha deciso la legge, e la disposizione riguarda tutti quelli che, poniamo, sono alti più di un metro e novanta. Assurdo, incredibile, uno scherzo, sicuramente. E invece no: un’assurdità del genere è accaduta proprio qui, in Italia, e neppure tanto tempo fa. Correva l’infelice anno 1938, il regime fascista era all’apice della popolarità, con folle inneggianti alle infallibili e trascinanti parole del duce. »

di Emanuela Martini Film TV

La specularità come struttura narrativa a volte può anche funzionare. Due famiglie, appena un filo sfalsate nella scala sociale: un capofamiglia ha un negozio di abbigliamento maschile, l'altro una merceria. Porta a porta, di casa e di bottega. Due mogli civili e discrete, figlio adolescente/figlia adolescente (innamorati), cameriera/cameriera (chiacchierone), bambino/bambino (stessa classe). Per almeno mezz'ora, a parte Abatantuono e Castellitto, non si distingue che appartenga all'una o all'altra delle famiglie. »

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