Boatman

Un film di Gianfranco Rosi. Documentario, b/n durata 56 min. - Italia 1993. MYMONETRO Boatman * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Percorrendo il Gange in barca, Gianfranco Rosi documenta i riti funebri degli indiani e le tradizioni di una cultura impregnata sulla religione.
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primo piano
Un film di volti e voci, di legno e fango, di corpi vivi, un viaggio senza destinazione che ammalia e stordisce
Marco Chiani     * * * - -
Showtime:
mercoledì 3 agosto 2016 alle ore 4,05 in TV su RAIMOVIE
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Su una piccola imbarcazione, la macchina da presa di Gianfranco Rosi naviga per il Gange all'altezza della città di Benares, incontrando indiani e viaggiatori, con il fine di consegnarci il ritratto di una terra in cui i morti e i vivi rimangono in comunicazione grazie alle acque del sacro fiume. Dai cadaveri immersi per la purificazione fino alle differenze dei sistemi di cremazione, quello elettrico è riservato ai meno abbienti, si tratteggiano gli sfuggenti contorni di un Paese fortemente impregnato di spiritualità.
Di certo non siamo di fronte all'opera di un "cineasta paracadutista", per usare una metafora cara a Jean-Marie Straub. Basta vedere questo Boatman, infatti, per capire l'estraneità di Rosi a quella categoria di registi che, stando all'autore francese, «arrivano in un luogo, cadono dal cielo e cominciano a riprendere qualcosa [...] che non si sono presi il tempo di vedere e nemmeno di guardare». Tutto il contrario il suo metodo. Dall'ora scarsa che trascorriamo sul fiume "nato dai capelli ricci di Shiva", infatti, affiorano una palpabile conoscenza dell'oggetto di indagine come il giusto grado di deferenza nei confronti di un mondo culturalmente molto distante dal nostro. Di Benares, città sacra degli induisti, non apprenderemo demografia e estensione, storia e problematiche di natura igienica, perché il primo mediometraggio del regista intende soltanto restituire la realtà così com'è, ben oltre quell'ansia d'informazione che avrebbe soffocato un qualsiasi reportage giornalistico.
Non si cercano definizioni certe, né precisi tagli di inquadratura, si segue piuttosto il corso delle acque sulla piccola barca di Gopal Maji, interlocutore perfetto di un discorso aperto in cui si annotano sensazioni e pensieri di autoctoni così come di strambi personaggi (un romano buddista immortalato nella posizione del loto, un genovese che parla di granchi e di spaghetti). Ne viene fuori un quadro delle credenze religiose e delle abitudini sociali del Paese, portato avanti senza nessuna programmaticità, ma retto da un'apparente e invidiabile semplicità, come galleggiasse su uno specchio d'acqua in cui la vita s'abbraccia alla sua negazione: un film di volti e voci, di legno e fango, di corpi vivi, corpi morti, corpi bruciati, un invito ad immergersi in un luogo che ammalia e stordisce, la ricerca di una vibrazione e di un modo diverso di concepire l'esistenza.
Scegliendo la ripresa in soggettiva e preferendo il bianco e nero al colore, il documentario non fredda ciò che ritrae, ma lo rende paradossalmente più vero e attiguo allo spettatore: «Creando l'illusione di un mondo che sfila davanti ai nostri occhi, dall'interno della barca, il film si trasforma in un viaggio senza destinazione. Sullo schermo appaiono e spariscono diversi personaggi e Gopal resta l'unico punto di riferimento» (Gianfranco Rosi). Montaggio di Jacopo Quadri.

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INCONTRI | Gianfranco Rosi a Busan con il documentario vincitore del Leone d'Oro.

Il sacro gra conquista la corea

mercoledì 9 ottobre 2013 - Paolo Bertolin

Il Sacro GRA conquista la Corea Gianfranco Rosi è uno dei più importanti registi italiani contemporanei - e da molto prima della consacrazione del Leone d'Oro per Sacro GRA. Cineasta essenziale già dal suo primo film, Boatman, realizzato in India vent'anni fa, e già premiato a Venezia nel 2008 per Below Sea Level, Rosi vanta un'impeccabile filmografia di grande cinema, che comprende pure lo sconvolgente El Sicario, Room 164. Opere sfortunatamente ignorate dalla nostra distribuzione, ma che hanno conosciuto circolazione globale nei festival e che ora, proprio mentre Sacro GRA dimostra il potenziale di botteghino del documentario creativo, saranno disponibili per gli utenti di MYmovies.

   

NEWS | Feltrinelli e MYmovies.it presentano in esclusiva i film precedenti di Rosi.

Successo anche al botteghino

martedì 24 settembre 2013 - Chiara Renda

Sacro GRA, successo anche al botteghino A pochi giorni dall'uscita in sala, Sacro GRA, film Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dimostra anche ai botteghini la sua essenza di cinema d'autore capace al tempo stesso di parlare al grande pubblico. Il documentario di Gianfranco Rosi ambientato in una Roma periferica e nascosta, ai margini del Grande Raccordo Anulare (GRA), ha incassato infatti dopo il primo weekend di distribuzione nelle sale (44 in tutta Italia) 187.791 euro, assestandosi al nono posto del box office e risultando primo titolo italiano della classifica.

   

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