Omicidio a luci rosse

Film 1984 | Thriller 109 min.

Regia di Brian De Palma. Un film Da vedere 1984 con Melanie Griffith, Craig Wasson, Gregg Henry, Guy Boyd, Dennis Franz, Barbara Crampton. Cast completo Titolo originale: Body Double. Genere Thriller - USA, 1984, durata 109 minuti. - MYmonetro 3,26 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Omicidio a luci rosse
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Jake Scully è un attore di Los Angeles disoccupato (ha avuto un attacco di claustrofobia mentre faceva il vampiro nella bara), che si trasferisce nell... Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes.

Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,01
CONSIGLIATO SÌ
Un coinvolgente thriller diretto da uno dei grandi epigoni di Hitchcock.
Recensione di Davide Di Finizio
Recensione di Davide Di Finizio

Prendete due gioielli del cinema come Vertigo e Rear Window, aggiungeteci lo stile e il talento visionario di Brian De Palma e otterrete Body Double. Al posto del volto ordinario (e insieme straordinario) di James Stewart, c'è quello più impaurito di Craig Wasson, nei panni di Jake, un attore di B-movies in crisi sia sul piano professionale, avendo perso il ruolo di vampiro in un horror a basso costo per colpa della sua claustrofobia, che su quello sentimentale, dopo aver pescato la sua ragazza a letto con un altro. L'amicizia con Sam, un simpatico collega, gli procura un domicilio provvisorio in un lussuoso attico, con vista nell'appartamento di una deliziosa sconosciuta che ogni giorno, alla stessa ora, si abbandona ad un conturbante strip-tease. All'iniziale compiacimento voyeuristico, Jake aggiunge ben presto una sensazione di profonda angoscia, scoprendo che la donna oggetto delle sue contemplazioni è pedinata da un losco figuro. Quando una notte il misterioso persecutore s'intrufola nell'appartamento di lei per ucciderla, Jake corre a salvarla. Ma la realtà si rivelerà molto più intricata dell'apparenza.
Grande appassionato di Hitchcock, De Palma confeziona una storia che rende omaggio al maestro senza cadere nella trappola della sterile imitazione. In verità non è la prima volta che il regista si confronta con Vertigo, già ricordato in uno dei suoi film più hitchcockiani, Obsession, in cui al tema del doppio si associano suggestioni di Rebecca e di Dial M for Murder. Ma in Body Double il controverso rapporto tra realtà e apparenza, sintetizzato nell'ambiguità della figura femminile, si unisce al tema del voyeurismo, deportato da Rear Window, ma arricchito da interessanti, anche se non sempre risolte, intenzioni metacinematografiche. Ciò è riscontrabile anzitutto in Jake, attore-spettatore che subisce con impotenza la realtà che lo circonda e la cui stessa vita, trasformata in plot da un oscuro regista, lo ha relegato al ruolo di testimone, antesignano in questo senso del personaggio di Nicolas Bardo nel più tardo Femme fatale. Ma metacinema è soprattutto The Vampire's Kiss, il curioso "film nel film", che incornicia la storia in una ringkomposition, implicando una riflessione sul genere costituita dalle ironiche inquadrature relative al backstage. Punto debole di questa dinamica è nell'inserto probabilmente onirico (ma il regista, come al solito, sembra proporre più d'una lettura, a discrezione dello spettatore) nel momento di massima suspense del film, quando Jake deve finalmente affrontare la sua fobia, a scapito della tensione, che s'allenta notevolmente, e del finale, che assume connotati comici, come l'improbabile deus ex machina.
Spia evidente di ambizioni metafilmiche è infine lo stesso titolo, ben più eloquente della vergognosa resa italiana. "Doppio corpo" indica la controfigura, specie quella impiegata per scene di nudo, suggerendo quindi una cruciale chiave di lettura, che trova riscontro concreto nella fisicità e nelle movenze della provocante Melanie Griffith, simbolico richiamo all'inquietante sensualità femminile decantata da Hitchcock e figlia, non a caso, dell'odiosamata musa Tippi Hedren. Ma si potrebbe anche intendere l'intero film come un "doppio corpo", costituito da quell'ambiguo binomio realtà-apparenza su cui si gioca la storia e che rientrerebbe sempre nella logica metacinematografica di cui si nutre il film. Comunque, al di là delle potenziali linee interpretative, Body Double è un thriller coinvolgente, con un buon suspense e, anche se non tanto claustrofobico come potrebbe suggerire il suo protagonista, resta una perla nella filmografia di un regista che come pochi altri sa utilizzare con originalità la lezione del maestro Alfred Hitchcock.

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OMICIDIO A LUCI ROSSE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 marzo 2014
wing117

"Non puoi credere a tutto ciò che vedi". La lezione fondamentale di "Omicidio a luci rosse" ("Body Double", cioè "controfigura", è, invece, il titolo americano) è, infatti, di andare oltre l'apparenza, spesso ingannatrice, di osservare meglio, di guardare alla vera realtà delle cose e delle persone, alla sostanza, che può [...] Vai alla recensione »

domenica 16 marzo 2014
wing117

  "Non puoi credere a tutto ciò che vedi". La lezione fondamentale di "Omicidio a luci rosse" ("Body Double", cioè "controfigura", è, invece, il titolo americano) è, infatti, di andare oltre l'apparenza, spesso ingannatrice, di osservare meglio, di guardare alla vera realtà delle cose e delle persone, alla [...] Vai alla recensione »

martedì 20 dicembre 2011
Poliziano

Body Double appartiene a quel drappello di pellicole di De Palma apertamente citazionali e virtuosistiche che si presentano come una dilatazione tecnica e manierata di motivi del cinema di Hitchcock; ci riferiamo fra gli altri a Obsession, Dressed to Kill, Blow Out, fino al più recente Snake Eyes, tutti film considerati generalmente 'minori' (in rapporto ai capolavori 'ufficiali' Carrie, Scarface, [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Dandy

DePalma riprende la formula di "Vestito per uccidere" e torna a omaggiare Hitchcock(in questo caso il modello dichiarato è "La donna che visse due volte")in uno dei thriller più famosi della storia.Anche in qesto caso la trama passa in secondo piano rispetto al virtuosismo ammaliante e alla poetica sanguinosa e sensuale,diretta allo spettatore.

sabato 19 novembre 2016
Fabal

Jake è un attore che fatica a sbarcare il lunario, lavorando in serie tv minori e film low budget. Un brutto giorno scopre la moglie a letto con un altro e se ne va di casa. Trova alloggio da un collega incontrato durante i provini, Sam, che però deve recarsi a Seattle per lavoro: prima di partire Sam illustra a Jake come tenere in ordine la “casa” durante la sua assenza. Vai alla recensione »

venerdì 14 agosto 2015
Alessandro_Bevilacqua

Un giallo che non fa paura, non crea tensione ed annoia, arricchito da un pessimo contributo attoriale. Il tema del voyeurismo ė trattato in modo banale e superficiale. Musiche terribili, ripetitive. Non riesce nemmeno a far sorridere nei momenti in cui dovrebbe. Ė impossibile ed offensivo a mio parere paragonare questa produzione a capolavori come Carrie o Fury o Il fantasma del palcoscenico [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 giugno 2015
Barolo

Thriller al cardiopalma di un De Palma particolarmente ispirato, che ci regala un piccolo capolavoro del suo genere.Inquadrature mozzafiato,colpi di scena,musiche appropriate,angoscie esistenziali,paranoie claustrofobiche,ossessioni voyeristiche.Veramente notevole questo film che è quasi passato inosservato,mentre invece regala due ore di autentico divertimento.

lunedì 1 luglio 2013
Francesco2

Di De Palma si è detto ch eè un allievo di Hitchcock, anche in senso dispregiativo. Che ai tempi di "Mission:Impossible" si era venduto al cinema più commerciale. Ma questo film, in ogni caso, è forse una riflessione sul concetto stesso di cinema. Già dalla prima scena è intuibile come a lui interessi, più che raccontare una storia, USARE [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 agosto 2011
HULK1

Htc. certamente : La donna che visse due volte, La finestra sul cortile, ma il nostro darione a pacchi, anche se a De Palma ha sempre dato fastidio ammettere di 'Ispirarsi' , palgiare, copiare brutalmente, non solo Argento, ma tutto il nostro cinema di genere. Pino Donaggio arriva non via Sanremo, ma da una colonna sonora di un oscuro triller italiano, che il saccheggiatore avrebbe [...] Vai alla recensione »

sabato 6 febbraio 2010
Travis_Bickle

Omicidio a luci rosse mi ricorda vagamente Fuori Orario di Martin Scorsese. Nel suo complesso non mi convince e mi aspettavo davvero molto di più da questo così tanto acclamato CULT. Classica pellicola con i colori tipici degli anni 80. Il De Palma di Carlito's way e Scarface è lontano anni luce. Voto 5/6

domenica 31 ottobre 2010
Quake86.

Una cagata pazzesca.. Lento nello svolgimento, noioso, scoppiazzato a destra e a manca, inverossimile nella maggior parte delle scene. La donna che x 20 minuti di film non si accorge di essere pedinata se non quando quello le salta addosso, ancora + stupida che dopo che hanno tentato di strangolarla resta mezzora con l'omicida nella stanza a farsi ammazzare con un trapano, inciampa nel letto [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 febbraio 2010
paride86

Ingredienti per "Omicidio a Luci Rosse": prendete "La Donna che Visse Due Volte" (da cui De Palma prende, nell'ordine: la fobia del protagonista, trasformandola da vertigini a claustrofobia; l'omicidio realizzato con uno scambio di donne; il testimone "involontariamente" complice dell'omicidio; la conoscenza e l'uso a suo vantaggio, da parte dell'assassino, della fobia del protagonista), aggiungete [...] Vai alla recensione »

domenica 9 giugno 2013
Liberalib

La trama poteva essere buona, ma un sacco di escamotage non funzionano. I personaggi fanno cose stupide, immotivate. Detective che invece di stare ad ascoltare il testimone lo scherniscono; poliziotti che non ti credono quando servono, e un finale che lascia veramente perplessi.  Per chi si aspetta un thriller affascinante troverà tutt'altro.

sabato 22 febbraio 2014
toty bottalla

Trama che sembra a episodi, riprese che a tratti sembrano quelle di un filmino da matrimonio, storia scopiazzata e fase thriller complicata e confusa, due cose belle nel film: la shelton e l'appartamento stile ufo. Saluti.

sabato 15 agosto 2015
elgatoloco

"Body Double"(non il titolo italiano, accattivante per "maniaci""Omicidio a luci rosse"): già il titotlo, ma quanto veicola, gioca sull'ambiguità:due donne diverse, che al protagonista, che non le ha mai viste in volto, sembrano la stessa. il tema del "doppio"/Doppelgaenger, in questione, dunque, senza se e senza ma.

mercoledì 16 febbraio 2011
gianfranco guerini

i miei complimenti vanno al recensionista flegian tn,il quale ha saputo scrivere una recensione straordinariamente eloquente,precisa,dettagliata,ma soprattutto che ha saputo cogliere la vera essenza di questo film,trasmettendo al lettore emozioni e tutta una serie di riflessioni personali. non ho mai letto una recensione talmente bella e straordinaria,sei un grande flegian e il numero 1 su questo [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Dalla Finestra sul cortile James Stewart assisteva a un delitto. Anche Craig Wasson (l'attore e musicista venuto dall'Oregon qui nei panni di Jake), spiando col telescopio una casa vicina, vede che una giovin signora subisce vari maltrattamenti. Ma prima se n'è godute a distanza le grazie. Puntualmente, ogni sera, la donna si è infatti spogliata dinanzi allo specchio, ha sculettato, e si è data piacere. [...] Vai alla recensione »

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