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Il cavaliere della valle solitaria |
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Un film di George Stevens.
Con Alan Ladd, Jean Arthur, Van Heflin, Brandon De Wilde, Jack Palance.
continua»
Titolo originale Shane.
Western,
Ratings: Kids+13,
durata 118' min.
- USA 1953.
MYMONETRO
Il cavaliere della valle solitaria
valutazione media:
4,45
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Shane scende da una collina in una verde valle del Wyoming. Dopo qualche diffidenza - tutti i coloni vivono nello spavento per la prepotenza dell'alle...
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Shane, solitario giramondo, arriva in una fattoria e si trattiene a proteggere una coppia di contadini dai soprusi dei prepotenti, idoleggiato dal loro figlioletto. Dopo il duello finale il salvatore Shane se ne va a cavallo, verso l'orizzonte. Ma è illeso o ferito a morte? (Vedi la discussione tra S. Jackson e K. Spacey in Il negoziatore, 1998). L'ottica privilegiata è dal basso in alto, quella del decenne Joey (B. de Wilde). 1° e unico western di G. Stevens. Esaltato negli anni '50, oggi giudicato troppo accademico, segna l'incontro tra il mito del West e i temi della letteratura epica bretone: Shane è anche un moderno Sigfrido alla ricerca del Graal. 6 nomination e un solo Oscar per la fotografia di Loyal Griggs. I soci dell'Academy non hanno mai amato il western. La sceneggiatura è di A.B. Guthrie Jr., tratta da un romanzo di Jack Schaefer.AUTORE LETTERARIO: Jack Schaefer
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premi nomination |
Premio Oscar 1 5 |
Mitico
sabato 2 settembre 2006
di Raffaele
Arioso come il paesaggio - acque tranquille, cime montane quasi metafisiche, grandi spazi - su cui cavalcano, melanconici e fiduciosi insieme, gli ideali e i sogni di un western armonioso e musicale come un concerto d'altri tempi. Lo vidi che ero bambino. Ogni volta che lo rivedo ritrovo lo spirito dell'infanzia, una "grande frontiera" aperta sull'avvenire che sembra evocare lo stesso fascino e le stesse metafore. continua » |
Un moderno parsifal
martedì 26 febbraio 2008
di Gigi De Grossi/red
Con Shane, del 1953, il mito dell'Ovest americano ripercorre le tracce di un altro mito geograficamente più lontano e cronologicamente più antico: il mito di Parsifal del "ciclo bretone", ovvero del cavaliere senza macchia, portatore di valori sacri, come la pace, la giustizia, la solidarietà, l'amore per la terra. Shane, cavaliere nomade, mette fine ai soprusi e riporta la concordia nella valle, tra le montagne incontaminate del Wyoming. Moderno Parsifal dal passato misterioso - si intuisce che continua » |
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| Joey (Brandon De Wilde) | |
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Shane. Shane. Come back! Frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell'American Film Institute come la numero 47 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA |
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| Joe (Van Heflin) e Shane (Alan Ladd) | |
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E voi, avete scelto qualche posto? Uno vale l'altro: non mi fermo in nessun posto. |
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| Joe (Van Heflin) all'allevatore Rufus (Emile Meyer) | |
| Quando parli di diritti, tu intendi dire che hai il diritto di non riconoscere quelli degli altri. | |
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Altre frasi celebri del film Il cavaliere della valle solitaria
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DVD | Il cavaliere della valle solitariaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 4 novembre 2003
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di Gian Piero dell'Acqua
Shane, un cow-boy dal non chiaro passato, si ferma presso la fattoria di due agricoltori, gente modesta come molte altre famiglie che, nella regione, devono sottostare ai ricatti, alle rubene e alle violenze di un malvagio proprietario di bestiame, il cow-boy, libera la zona dal taglieggiatore, e riprende il cammino interrotto. Un buon western, assai curato nella struttura delle diverse psicologie. Più che i fatti contarono da un lato il paesaggio, che pur essendo ovviamente tutt’altro che inedito acquistò una particolare e singolare intensità malinconica; dall’altro la maestrja con cui Stevens disegnò la trattenuta ma fortissima attrazione del cow-boy per la moglie del brav’uomo che l’ospitava. » |
di Georges Sadoul
Un contadino (Van Heflin) e la moglie (Jean Arthur) accolgono un avventuriero (Alan Ladd) che, dopo aver fatto appello a un killer (Jack Palance) si sacrifica per eliminare un proprietario di bestiame che terrorizza i poveri contadini della regione. Un "western psicologico" in forma di tragedia moderna, offerto dalla Paramount al suo fondatore, Zukor, per l'80 compleannoL'amore silenzioso d'un uomo senza radici, per la moglie del suo ospite domina in parte il film, dalla regia e dalle scenografie senza fronzoli, di artigianato fedele alle sue leggi, ma stavolta servito da una sincerità e da un pudore, piuttosto rari in questo regista. » |
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