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Rassegna stampa di Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi è un'attrice italiana, regista, sceneggiatrice, è nata il 16 novembre 1964 a Torino (Italia). Valeria Bruni Tedeschi ha oggi 61 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

LIETTA TORNABUONI
La Stampa

Un titolo: È più facile per un cammello... Seguito, «passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno del cieli», ma da sempre la frase evangelica è oggetto d’infinite discussioni, pare che ci sia un errore di traduzione, che sia stata tradotta storditamente «cammello» la parola «kamelos» che significa canapo, fune: e in effetti, benché immaginare un cammello che pretenda di passare perla cruna di un ago sia più bello, fantasioso e paradossale, una corda appare più ragionevole.

LIETTA TORNABUONI
La Stampa

Un titolo: È più facile per un cammello... Seguito, «passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno del cieli», ma da sempre la frase evangelica è oggetto d’infinite discussioni, pare che ci sia un errore di traduzione, che sia stata tradotta storditamente «cammello» la parola «kamelos» che significa canapo, fune: e in effetti, benché immaginare un cammello che pretenda di passare perla cruna di un ago sia più bello, fantasioso e paradossale, una corda appare più ragionevole.

LIETTA TORNABUONI
Lo Specchio

Sorella della cover girl Carla Bruni, si è affermata come una delle figure più originali del cinema francese degli anni Novanta. Dopo Hotel de France e Ceux qui m’aiment prenderont le train (1998) entrambi di Patrice Chéreau, si impone al Festival di Locarno del 1994 vincendo il premio per l’interpretazione femminile e il César in Francia per la miglior attrice femminile con Le gens normaux n’ont rien d’exceptionel di Laurence Ferreira-Barbosa. Nel 1996 vince ancora un premio a Locarno con Nenette et Boni di Claire Denis. In Italia appare in Storia di ragazzi e ragazze di Pupi Avati (1989) e in Condannato a nozze (1993) di Stefano Rubini, firmando la sua migliore interpretazion in La seconda volta (1996) di Marco Calopresti, con cui ha vinto il David di Donatello. Ha poi recitato in La parola amore esiste (1998) e in La balia (1999) di Marco Bellocchio. Nello stesso anno ha interpretato Il colore della menzogna di Claude Chabrol.

LIETTA TORNABUONI
Lo Specchio

Sorella della cover girl Carla Bruni, si è affermata come una delle figure più originali del cinema francese degli anni Novanta. Dopo Hotel de France e Ceux qui m’aiment prenderont le train (1998) entrambi di Patrice Chéreau, si impone al Festival di Locarno del 1994 vincendo il premio per l’interpretazione femminile e il César in Francia per la miglior attrice femminile con Le gens normaux n’ont rien d’exceptionel di Laurence Ferreira-Barbosa. Nel 1996 vince ancora un premio a Locarno con Nenette et Boni di Claire Denis. In Italia appare in Storia di ragazzi e ragazze di Pupi Avati (1989) e in Condannato a nozze (1993) di Stefano Rubini, firmando la sua migliore interpretazion in La seconda volta (1996) di Marco Calopresti, con cui ha vinto il David di Donatello. Ha poi recitato in La parola amore esiste (1998) e in La balia (1999) di Marco Bellocchio. Nello stesso anno ha interpretato Il colore della menzogna di Claude Chabrol.

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