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Maria Montez

Maria Montez (María Antonia Africa Gracia Vidal di Sacro Silas) è un'attrice dominicana, è nata il 6 giugno 1912 a Barahona (Repubblica dominicana) ed è morta il 7 settembre 1951 all'età di 39 anni a Parigi (Francia).

Sembra che abbia iniziato la sua carriera da piccola, recitando in piccole pièce teatrali a scuola: le biografie ci dicono che da sempre Maria Antonia Africa Gracia Vidal di Sacro Silas desiderava fare l'attrice. Non con quel nome, certo, ma di questi si parlerà più avanti. La madre, Regla Teresa Maria Vidal, dominicana, e il padre Isidoro Garcia, Viceconsole Onorario della Spagna, avevano avuto 10 figli; Maria era la secondogenita, nata a Barahona, nello stato caraibico della Repubblica Dominicana, nel 1912. Ma sulla data di nascita non ci sono dati certi: secondo alcuni biografi si doveva arrivare al 1915 o 1917 perché Regla e Isidoro, lui oriundo delle isole spagnole delle Canarie ed esportatore di legno e tessuti, mettessero al mondo la bella Maria. Come i santi fin da piccoli facevano miracoli, così le future attrici di Hollywood sin da bambine pare manifestassero un'attrazione fatale per lo spettacolo e, soprattutto, per il mondo del cinema. Il sogno di far carriera nello star system hollywoodiano si fa piano piano realtà. Maria inzia sposando nel 1932 (e divorziando nel 1939) William McFeeters, ricco banchiere della First National City Bank di stanza nella Repubblica Dominicana. Finalmente, a ventisette anni, arriva lo sbarco a New York. Primo passo, il mondo della moda. Un passo fortunato, visto che il primo lavoro è da cover girl: la foto di Maria esce sulla copertina di un periodico. Primo guadagno: 50 dollari. Maria inizia a capire che deve costruire un personaggio e comincia a lavorare su quell'immagine sensuale che ricordano gli appassionati di Pin-up, un'immagine famosa negli anni quaranta. Una femmina dai colori intensi, con i capelli rossi su una pelle di luna, e un morbido accento dominicano. Proprio quell'accento che, all'inizio, aveva cercato in tutti i modi di cancellare. Il suo look diviene esotico e sensuale. Erotic, per l'epoca. Il nome si trasforma in Maria Montez, in onore di Lola Montez, la ballerina preferita dal padre. Diventa famosa come modella, ma intanto inizia a tessere abilmente i primi contatti con i rappresentanti delle case di produzioni hollywoodiane. Prima del contratto con l'Universal Pictures, ha una lunga trattativa con la RKO. Brevi apparizioni in Lucky Devils di Lew Landers rappresentano il suo battesimo, nel 1941. Nel film si mostra in costume da bagno, ovviamente per un concorso di bellezza. Subito dopo è la volta di The Invisibile Woman, una sorta di film fantascientifico diretto da Edward Sutherland. Ma dice una sola frase. Arriva finalmente nello stesso anno una parte da protagonista nel western Boss of Bullion City di Ray Taylor. Forse non era una grande attrice, per lo meno come doti naturali, ma Maria sapeva come fare: oggi sarebbe stata una perfetta manager di se stessa. Infatti supera le difficoltà con una buona idea, quella di far nascere un proprio fans-club, il Montez For Startom Club, al quale aderiscono gli appassionati fotografie di artisti in pose sensuali e provocatorie. Ovviamente per l'epoca. Con una tenacia e una determinazione fuori dal comune, Maria diventa una delle poche stelle latine che raggiungono il successo a Hollywood. E con lei Lupe Velez, Carmen Miranda e Dolores Del Rio. Riesce a vendere al meglio la sua bellezza e sensualità, usando cervello e carattere. E' proprio insieme a Carmen Miranda che appare nel 1941 suo primo film a colori, That Night in Rio, di Irving Cummings, prodotto dalla 20th Century Fox. Con lei ci sono anche Alice Faye e Don Ameche. E' rimasta memorabile una rumba appassionata, e suoi capelli dai riflessi rossi appaiono, nei passi del "ballo dell'amore" in tutta la loro bellezza. Nasce, nell'immaginario collettivo, una donna conosciuta come la Regina del Technicolor. Nonostante la poca considerazione da parte dell'Universal, il pubblico, in particolare quello maschile, comincia ad includerla nelle pin-up girls, termine usato per designare le artiste la cui foto in costume da bagno, era oggetto di collezione. Le sue foto adornarono l'interno degli armadietti dei soldati alleati durante la seconda guerra mondiale. Anche il momento storico fu congeniale al successo della bella Maria. Cosa poteva offrire Hollywood a un mondo malato da post-depressione, con una guerra che si stava allargando come un'epidemia in Europa e in Asia? Ambientazioni esotiche, orientaleggianti. Certo non c'è molta arte, le sceneggiature sono flebili, le trame trasparenti, ma i colori, i profumi caldi che sembravano esalare dalle belle interpreti, rinfrancano l'anima degli spettatori, cercano di rapire l'angoscia creata dalla precarietà della storia. Diventa un genere, definito escapista. In questo periodo nascono film con sceneggiature tropicali come South of Tahiti (1941) di Georges Waggner; qui Maria Montez è una ragazza bianca che vive in un'isola del Pacifico fuori dal tempo. Oppure White Savane (1943) di Arthur Lubin o Sudan (1945) di John Rawlins. Non manca un altro tassello dell'immaginario collettivo: il mondo arabo rappresentato in Arabian Night (1942) di John Rawlins, dove Maria interpreta una splendida Scheherezade, e Ali Baba and the Forty Thieves (1944) di Arthur Lubin. E' l'erotismo di Maria che aggredisce gli spettatori in questi film, il suo corpo seminudo avvolto da veli trasparenti e drappeggi che sembrano pelle. Nel 1944 Robert Siodmak la vuole protagonista in Woman Cobra, dove la Montez interpreta un doppio ruolo, quello di due gemelle - una buona, l'altra cattiva - ovvero la sacerdotessa Nadja, tirannica sovrana di una tribù di adoratori di serpenti, e Tollea, la nobile e semplice ragazza. Maria Montez, ovvero una donna piena di temperamento, una prima donna, in effetti, che non nascondeva il suo assoluto desiderio di esserlo, in ogni occasione. Una diva 24 ore al giorno. Arrogante, forse, ma come emergere, altrimenti, e soprattutto, come sopravvivere a Hollywood? E' vero, i suoi scatti d'ira erano famosi negli Studios. Recitava anche quando entrava in un locale pubblico, e se non arrivavano applausi e ovazioni, girava i tacchi, usciva, per rientrare poi circondata da un nugolo di ammiratori. Brava Maria, una vera tempesta vestita da femmina. Materia prima appetitosa per giornalisti e paparazzi, che la seguivano dappertutto. Circola una leggenda nel mondo della carta stampata. Quando scarseggiavano le notizie il direttore urlava: «Ma che aspettate... andate a Beverly Hills, e vedete cosa sta facendo la Montez!» Era stata una delle prime star hollywoodiane a sbarcare nel vecchio continente, dopo la guerra. Di fatto i rapporti di lavoro con l'Universal avevano incominciato a guastarsi, Maria non aveva rispettato alcuni contratti. Così decide di andarsene e trasferirsi in Europa con il secondo marito, l'attore francese Jean-Pierre Aumont sposato nel 1942 e da cui ebbe una figlia Maria Christina (anche lei attrice, conosciuta con il nome d'arte di Tina Aumont). Si avvicina la fine per la stella dominicana, drammatica e non prevedibile. Una fine tipica per le stelle di Hollywood. Una morte senza ragione. Forse perché ormai , finita la guerra, i gusti del pubblico erano cambiati e non era più indispensabile ubriacarsi di esotismo. Per lei inizia una fase di fama europea: partecipa con il marito al primo Festival di Cannes, nel 1946. La sua carriera di attrice di cinema continua in Francia e in Italia con opere drammatiche come Portrait d'un assassin (1949) di Bernard Roland o in costume come Il ladro di Venezia (1950) di John Brahm. Non bello Amore e Sangue (o Camorra, del 1951) di Marino Girolami, dove si trasforma, ma non del tutto... in una cantante napoletana. Debutta in teatro con il dramma L'Ile Hereuse, scritto per lei dal marito. Riprende i contatti con Hollywood. Ma il 7 settembre 1951, a Parigi, le sue sorelle Ada e Teresita la trovarono affogata nella vasca da bagno. Forse un attacco cardiaco. Morta, a soli 39 anni. Nella Repubblica Dominicana fu indetto lutto nazionale. Il nome del Corso Prolongacion de l'Uruguay viene trasformato in quello di Maria Montez. Nel 1996 il nuovo aeroporto internazionale di Barahona, sua città natale, viene intitolato a lei, alla Stella più famosa, la Straniera che riuscì, anche se solo per un decennio, a vincere il confronto con le bellissime rivali americane.

Ultimi film

Avventura, (Italia - 1951), 105 min.
Drammatico, (Italia - 1951), 90 min.
Fantastico, (USA - 1948), 75 min.
Drammatico, (USA - 1947), 95 min.
Avventura, (USA - 1945), 76 min.

I film più famosi

Giallo, (USA - 1940), 72 min.
Fantastico, (USA - 1948), 75 min.
Fantastico, (USA - 1944), 70 min.
Drammatico, (USA - 1947), 95 min.
Avventura, (Italia - 1951), 105 min.
Commedia, (USA - 1941), 90 min.
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