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John Garfield

John Garfield (Jacob Julius Garfinkle) è un attore statunitense, è nato il 4 marzo 1913 a New York City, New York (USA) e muore il 21 maggio 1952 all'età di 39 anni a New York City, New York (USA).

Il primo loser di Hollywood

A cura di Fabio Secchi Frau

Sarebbe stato lo stesso film se, al suo posto, fra le braccia di una bomba biondo platino come Lana Turner, ci fosse stato un altro uomo? Difficile dirlo. Il postino suona sempre due volte sta alla Turner esattamente come sta a John Garfiled. Solo lui poteva fare una smorfia, quando la bella e fatale di turno gli avvicinava le labbra imbellettate alle guance, nel tentativo di baciarlo. Solo lui poteva guardare altrove, quando unghie smaltate di rosso toccavano appena la sua carne maschia e nuda. Garfield del resto era così anche nella realtà: aspro e realista. Non dimenticava mai la dimensione sociale dei personaggi che interpretava e recitava con quell'accento da "slum", imponendosi con ruoli di giovani insoddisfatti e perdenti. Il primo loser del cinema, il più amato, il più sconfitto. Individualista e talmente certo delle sue convinzioni morali da sfidare il destino, la società, l'autoesaltazione, il denaro e il successo. Anche nella vita reale... Non esistono più gli uomini come John Garfield.
Nato nel 1913 a New York, in un quartiere popolare dell'East End, figlio di due immigrati ebrei, perse la madre nel 1920 e venne cresciuto dal padre che però non gli diede mai troppa attenzione, tanto è vero che il piccolo sviluppò da subito dei problemi nell'apprendimento, motivo che lo spedì dritto in una scuola speciale per bambini con problemi. Da adolescente, passò molte delle sue ore per la strada, andando incontro a tutte le conseguenze del periodo. In una sola parola: riformatorio. Fu dentro quelle mura che un educatore generoso lo avvicinò alla boxe e teatro. Proprio quest'ultima passione gli fece vincere, una volta scontata la pena, una borsa di studio per la scuola di recitazione di Maria Ouspenskaya. Successivamente, nel 1932, lavorò con il Civic Repertory Theatre, cambiando il suo nome in Jules Garfield e debuttando a Broadway con la Company's Counsellor-at-Law. Ammesso al Group Theater, compagnia teatrale che gettò le basi per il metodo Stanislavskij (diffuso in seguito da Elia Kazan e Lee Strasberg, celebri fondatori dell'Actor's Studio) divenne una delle più grandi celebrità del palcoscenico, vincendo un buon numero di premi e facendosi notare dalla casa di produzione cinematografica Warner Brothers (nella persona del fondatore Jack Warner) che gli fece firmare immediatamente un contratto e cambiò definitivamente il suo nome d'arte in John Garfield. Fu proprio in quel periodo che si sposò con Roberta Seidman, dalla quale ebbe tre figli: gli attori David e Julie Garfield e la piccola Katharine, che morì per una reazione allergica nel 1945. Dopo quel decesso Garfield non fu più lo stesso. Si diceva di lui che fosse un grande sciupafemmine, anche se qualcuno, tale Truman Capote, raccontava in giro di aver passato in sua compagnia una notte d'amore indimenticabile!
Esordì al cinema nella pellicola di Michael Curtiz Quattro figlie (1938), nel ruolo di un tormentato musicista che sconquassa la vita di una delle protagoniste, ormai prossima alle nozze. Il finale, sorprendentemente drammatico, lo agevolerà talmente tanto da essere candidato (e ricordiamo appena esordiente nel panorama cinematografico) come miglior attore non protagonista alla corsa degli Oscar. I produttori, così come il pubblico e la critica, non hanno dubbi, nessuno è all'altezza di questa nuova scoperta. Ma si sbagliano, la statuetta andrà nelle mani di Walter Brennan per Kentucky e si avrà da ridire scrivendo a grandi lettere "Ancora una volta si premia una comparsa".
Dopo questa pellicola, vennero di seguito: Il conquistatore del Messico (1939), di William Dieterle, accanto a Bette Davis, Profughi d'amore (1939) e Il lupo di mare (1941) ancora di Curtiz, e i film con Anatole Litvak, che sembrava apprezzarne particolarmente le doti drammatiche. Nel 1942, affianca Spencer Tracy ne Gente allegra di Victor Fleming, poi passa sotto le sapienti mani di Howard Hawks per il bellico Arcipelago in fiamme (1943). Anche se veniva dai bassifondi, dimostrò di saper stare in mezzo a star, soprattutto quando queste erano bastarde esattamente come lui. I suoi migliori amici? I cattivissimi del cinema, neanche a farlo apposta! Il violento James Cagney, il minaccioso Humphrey Bogart, la bitch Bette Davis, la sprezzante Barbara Stanwyck e Ida Lupino. Disgraziatamente, non era proprio bravo nella scelta dei personaggi da interpretare, dato che rifiutò pellicole come Una pallottola per Roy e Un tram che si chiama desiderio, ruoli che andarono rispettivamente all'amico Bogart e a Marlon Brando.
Quando il suo contratto con la Warner Bros. terminò decise di non riconfermarlo, ma diede la possibilità a qualsiasi autore indipendente di farsi avanti con qualsivoglia proposta. Fu il primo attore di Hollywood a prendere questa scelta. Ma prima di lasciare gli Studios recitò nel suo film più bello: il drammatico Il postino suona sempre due volte (1946) di Tay Garnett, affiancato a Lana Turner. Memorabili.
Diretto sovente da Jean Negulesco, arrivò alla sua seconda nomination all'Oscar dopo aver prodotto e interpretato per Robert Rossen Anima e corpo (1947), nella parte di un pugile ebreo che si ribella al racket. Poteva vincere come miglior attore protagonista se sulla sua strada non avesse incontrato Ronald Colman, candidato per Doppia vita. Nello stesso anno, recita anche nel film di Kazan Barriera invisibile (1947), accanto a Gregory Peck (altro candidato che rimase a bocca asciutta quella notte). Sarà poi protagonista di Stanotte sorgerà il sole (1949) di John Huston e Golfo del Messico (1950) di un ritrovato Curtiz. Qui la sua carriera si interruppe bruscamente dato che finì nella lista nera della HUAC come simpatizzante comunista, ma la notte prima dell'interrogatorio pubblico, a Washington, annunciato da tutti i media, Garfield diede l'ultimo schiaffo al mondo, morendo per attacco cardiaco mentre scopava con una prostituta. Aveva solo 39 anni e a suo modo, si rifiutò di partecipare a quella assurda caccia alle streghe. Ai suoi funerali ci furono centinaia di fans, tanto è vero che Hollywood urlò a un nuovo e più maschio Rodolfo Valentino.

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