Una love coach aiuta sei persone diverse a navigare le proprie insicurezze e difficoltà sentimentali, guidandole verso una maggiore consapevolezza emotiva. Espandi ▽
Ortensia è una guru che tiene un workshop molto gettonato sulla seduzione. Quello che dovrebbe diventare il suo ultimo gruppo di studenti è composto da Clemente, musicista in pensione che ha messo da pate la speranza di trovare l’anima gemella; Bruno, professore di Storia che vive ancora con la madre e pensa di essere invisibile per le donne; Giuliana, infermiera che vorrebbe riconquistare il proprio marito distratto; Gaia, libraia lesbica logorroica e convinta di portare sfortuna; Emanuele, un bel ragazzo silenzioso che appunta tutto su un misterioso quadernino; e Adele, una content creator specializzata nel raccontare “i malesseri”, ovvero gli uomini deludenti che incontra, e che si è iscritta al workshop con il preciso scopo di “sputtanare” la guru della seduzione. Questa compagine male assortita cercherà di risolvere i propri problemi e, forse, diventerà una piccola comunità solidale.
Il cast corale fa del suo meglio per rendere avvincenti le problematiche individuali così come le loro relazioni interpersonali. Purtroppo però Verdone, insieme ai suoi sceneggiatori di fiducia Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni (già parte del team di scrittura di
Vita da Carlo), sembra mancare di ispirazione e rispolverare un vecchio copione che ripete cliché già visti, non solo nel cinema di uno degli attori-registi più amati del nostro Paese. Il suo Clemente è una reiterazione del “personaggio Verdone”, ovvero il brav’uomo borghese di buon senso e di immancabile prudenza, e anche gli altri personaggi in scena sono formulaici e molto già visti.