| Anno | 2026 |
| Genere | Horror |
| Produzione | USA |
| Regia di | Zachary Wigon |
| Attori | Maika Monroe, Jason Isaacs, Thomasin McKenzie, Ruth Wilson, Jacobi Jupe Amy De Bhrún, Paul Reid, Katherine Moran, Kate Brady, Simon Coury, Dagmar Döring. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 21 maggio 2026
Il film basato sul romanzo omonimo di Virginia Feito.
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CONSIGLIATO NÌ
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1858. Alla magione di Ensor House arriva una nuova governante, Winifred Notty. Il suo atteggiamento è curioso, ma la dedizione al lavoro pare ferrea. In breve tempo i comportamenti di Winifred si fanno sempre più bizzarri, ma l'ingenuità di abitanti e servitori della famiglia Pounds non coglie appieno la profondità di questa stranezza.
Ormai affezionata al ruolo di scream queen e di final girl horror, dopo aver girato classici del genere come It Follows e Longlegs, Maika Monroe è la protagonista assoluta di ogni inquadratura di Victorian Psycho, un divertissement grandguignol su una governante invasata, assunta da una ricca famiglia dell'Inghilterra vittoriana, costruito sul suo corpo e sulla sua mimica facciale.
Una sorta di rivisitazione splatter di Il giro di vite di Henry James, in cui è chiaro fin da subito chi sia la psycho e come questa sia protagonista anziché antagonista della storia. Nella visione di Zachary Wigon lo spettatore è portato a immedesimarsi con il punto di vista distorto e malato di Winifred Nottie (che nella pronuncia originale suona, non accidentalmente, come naughty), talmente desiderosa di entrare a far parte della famiglia Pounds (ossia letteralmente "sterline") che l'ha assunta, da seminare cadaveri lungo il proprio cammino.
Vediamo sullo schermo le sue allucinazioni - un arazzo che muta in base al suo umore - e condividiamo i suoi pensieri autoassolutori, scoprendo a poco a poco elementi inquietanti del suo passato. Come posseduta da un male oscuro, Winifred è schizofrenica e del tutto inaffidabile, ma la sua convinzione di agire nel giusto è tale da nascondere la sua vera natura agli occhi tanto dei suoi padroni che dei suoi colleghi della servitù, inclusa l'ingenua balia Miss Lamb, con cui stringe una relazione di confidenze.
Sceneggiato dalla stessa autrice del testo di origine, Virginia Feito, il film di Wigon sceglie la strada della parodia grottesca e camp del romanzo gotico: un gesto irriverente sul genere di Pride, Prejudice & Zombies, ma con ambizioni più elevate ed esiti ancor più altalenanti.
Spingendo al massimo sul pedale della comicità, Wigon sembra snaturare il testo originario e invitare a gag dall'effetto discutibile: una demarcazione che allontana ben presto dalla vicenda lo spettatore che non si riconosce nel sense of humour di Wigon. Un effetto indesiderato, che vanifica la performance estremamente fisica di Monroe e del resto del cast, con un prezioso caratterista come Jason Isaacs (Harry Potter, White Lotus) nei panni del pater familias dei Pounds.
"Sono la persona più sana tra quelle che conosco" continua a ripetere come un mantra Winifred, e qui forse si intravede una timida forma di critica sociale, con la protagonista a incarnare uno dei principali mali contemporanei, alimentati dalla diffusione dei social network. Winifred, come molti leoni da tastiera della rete, vive in una echo chamber personale, in cui si convince di tutto e del suo contrario, scorgendo nemici e minacce ovunque, immancabilmente convinta di essere dalla parte della ragione e che "non andrà come la volta scorsa".
La strizzatina d'occhio dell'epilogo, che trova la più prevedibile delle sintesi in una solidarietà femminile tra ripudiate della società e dal patriarcato, chiude nel peggiore dei modi un deludente ibrido tra comicità surreale e parodia horror.
La parodia è una cosa seria, paradossalmente. Non si può improvvisare perché le sue regole sono chiare e le sue dinamiche molto complesse, e non si può nemmeno affrontare a metà strada, come fa Victorian Psycho, terzo film del regista Zachary Wigan, in gara al Certain Regard di Cannes 2026. Il film prende spunto dall'omonimo romanzo di Virginia Feito, scrittrice spagnola che scrive in inglese e che [...] Vai alla recensione »