Il regista Stevan Mena confeziona un horror che si rifà all'immaginario classico e rende omaggio agli slasher movies degli anni '70.
Una sperduta cittadina in Pennsylvania. Un bambino che non sente il dolore. Un serial killer. Un mattatoio abbandonato. Un'adolescente che si trasferisce in zona. Questi gli ingredienti di un horror che si rifà all'immaginario classico e rende omaggio agli slasher movies degli anni '70. In ruoli secondari Michael Biehn e John Savage. Da non perdere la scena dopo i titoli di coda.
Jakub, un giovane nobile che ha deciso di unirsi al gruppo di cospiratori contro l'invasione prussiana del 1793, esce di prigione grazie all'intervento di un enigmatico uomo. Lungo il cammino alla scoperta del caos che regna nel Paese, il sovversivo Jakub, accompagnato dall'uomo che lo ha liberato e da una suora, assiste alla violenza e alla depravazione imperanti, finendo per macchiarsi lui stesso, ormai in preda alla follia, di aberrazioni d'ogni tipo.
Fratello e sorella si introducono in un edificio fatiscente. All'esterno, una non meglio precisata situazione post-apocalittica. A dispetto delle apparenze, i due non sono soli e ben presto si trovano a spartire la convivenza con un terzo personaggio, una mefistofelica presenza che li inizia a viaggio interiore all'insegna del piacere e della violenza più estremi.