| Titolo originale | À bras-le-corps |
| Titolo internazionale | Silent Rebellion |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Svizzera, Francia, Belgio |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Marie-Elsa Sgualdo |
| Attori | Lila Gueneau, Sasha Gravat Harsch, Sandrine Blancke, Aurelia Petit, Grégoire Colin Thomas Doret, Cyril Metzger, Raphaël Thierry, Jean-Marc Roulot, Caroline Imhof, Aliénor de Mézamat, Aurélien Patouillard, Joëlle Fretz, Leonard Kocan, Louis Bonard, Roland Vouilloz, Frank Semelet, Cyril Fragnière, Lucie Zelger, Frank Arnaudon. |
| Uscita | giovedì 2 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Trent Film |
| MYmonetro | 3,69 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 marzo 2026
Una ragazza di 15 anni scopre di essere incinta. Dovrà affrontare l'ipocrisia del suo villaggio.
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CONSIGLIATO SÌ
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Emma è una ragazza volenterosa che cresce nella Svizzera degli anni Quaranta. Sua madre è stata allontanata, lei è rimasta con il padre e le sorelle più piccole e lavora presso la famiglia del pastore protestante del villaggio montano in cui vive. Il mondo è in guerra, la Svizzera resta neutrale, ma Emma respira ugualmente quell'atmosfera repressiva e discriminatoria. Un giorno incontra un giovane borghese della città e quella che doveva essere una gita spensierata nella natura si tramuta nell'incubo di uno stupro. Rimasta incinta non sa cosa fare, specie in una società che vorrebbe le donne pure, virtuose e assoggettate al potere patriarcale. Troverà la forza di capire cosa vuole veramente e di emanciparsi, anche grazie al supporto di sua madre, per poter essere finalmente libera.
È un coming of age e una dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione, Lo sguardo di Emma, opera prima di Marie-Elsa Sgualdo.
Un'opera dichiaratamente dedicata alle donne e alla loro forza silenziosa che muove ogni gesto, anche il più complesso. Emma, la protagonista, interpretata dalla giovanissima e convincente Lila Gueneau, è una ragazza che non si rassegna mai ad essere vittima. Prima dell'abbandono (presunto) di sua madre, poi dell'ipocrisia della società, infine di un terribile abuso in pieno giorno. Il suo super potere si rivela saper trasformare il trauma in punto di inizio di un nuovo percorso di vita, che poi è il focus centrale di questo film.
Un dramma fortemente calato nel suo contesto storico, con la descrizione - piuttosto inedita sul grande schermo, e dunque interessante - di una Svizzera neutrale che tuttavia non risparmia scene da brivido come il rimpatrio forzato dei profughi ebrei, fuggiti dalla Germania nazista. Attorno a lei Emma vede solo ingiustizie e sente forte tutta l'urgenza di ribellarsi, anche al destino che sembra già stato tracciato da altri. Dopo aver subito un grave abuso, un giovane premuroso si offrirà di fare da padre alla sua creatura, ma la vita del paesino montanaro in cui soccombere sempre e comunque alle ristrette logiche patriarcali le sta stretta.
Il racconto di questa sua rivolta ricorda molto da vicino, a livello contenutistico ma anche formale, quello di Vermiglio, altro film firmato da una regista, ambientato in un paesino di montagna e fortemente caratterizzato dal suo contesto storico. Anche lì la guerra aveva fatto danni e cambiato radicalmente le persone, anche lì c'era una protagonista alle prese con una gravidanza che fuggiva da tutto e tutti, per decidersi da sola il proprio destino. Emma, tuttavia, appare ancora più giovane e innocente, ancora più sola, con il solo esempio della madre che scoprirà essere stata cacciata per "colpa" di una scelta sentimentale del passato.
Attraverso questo film la regista si domanda, e chiede a sua volta a chi guarda, che cosa sia la libertà per una giovane donna e soprattutto quanto sia costata alle giovani donne di ieri, costrette ad obbedire a imposizioni di altri. Alla fine firma una storia sulla forza delle donne che si salvano da sole e che pagano sulla propria pelle il costo delle loro coraggiose scelte, e insieme una sorta di lettera d'amore a tutte le donne invisibili della Storia che hanno lottato per la propria autonomia.
Senza ascoltare giudizi, critiche, minacce o consigli di chi ha sempre preteso di decidere per loro, e prendendo la vita "a bras le corp" (titolo originale del film), di petto, a viso aperto. Come Emma.
In italiano À bras-le- corps vuol dire a braccia aperte, a viso aperto, prendere qualcosa di petto. Emma (Lila Gueneau) è così, affronta la vita con una calma saggia, di spiccata intelligenza aiuta nella famiglia del pastore protestante (Grégoire Colin) servendo a tavola, pulendo i vetri, ricontrollando i conti di casa fatti dalla moglie, ricamando scialli che poi andranno venduti.